Si torna a scrivere…

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Il nove febbraio è un giorno che ricorderò per molto tempo. Si tratta del giorno in cui ho ripreso a scrivere come ai vecchi tempi. Ogni santo giorno, nei ritagli di tempo, sto pensando e scrivendo il mio sesto libro.

Non è mai semplice pensare e progettare un romanzo, anche se con gli anni ho appreso tecniche e metodi. Ogni romanzo è una nuova sfida, con problematiche differenti dal precedente lavoro.

Un conto sono i racconti, magari di una certa lunghezza.

L’ultimo mio lavoro è stato Dreamworld e non è filato tutto liscio come speravo. Cominciato nel settembre del 2009, terminato a maggio 2016. Nel mezzo, ho lavorato a due raccolte di racconti.

Però in passato mi è andata ancora meglio, mentre lavoravo a Greenworld: quattordici mesi di scrittura continuativa, sabati e domeniche comprese. E’ stata l’unica volta in cui non ho avuto particolari problemi.

Questo post non l’ho scritto in un solo giorno, ma lo sto preparando per presentare (a chiunque fosse curioso) di cosa parlerà Magic Warehouse – Questi mobili che magia.

Oggi è il 3 marzo 2019 e attualmente sto terminando il terzo capitolo. In passato non mi era mai successo di scrivere la quarta di copertina prima della stesura del romanzo.

I luoghi e la città in cui tutto avverrà li conosco benissimo: Dale, una cittadina americana fondata sulla costa. Nel 2009 avevo iniziato a scrivere un romanzo di fantascienza, dal titolo 2012 – un gioco da ragazzi, ambientato in parte a Roma e in parte in questa località. Alcuni racconti pubblicati su Any man e Angeli, Diavoli e Zombie hanno come ambientazione proprio Dale.

Ma non voglio divagare oltre.

Ecco di cosa parlerà il nuovo romanzo.

La città di Dale è ridotta a un cumulo di macerie, i cadaveri sono un po’ dappertutto, i feriti non si contano. Charles Dale è uno dei pochi sopravvissuti e ha assistito a ogni singolo evento. Adesso vuole raccontare la verità, ma saranno in pochi a credergli.

Il romanzo è ambientato in una cittadina costiera americana, dopo che una grande azienda produttrice di mobili ha acquisito un nuovo e sofisticato sistema di trasporto, il C.A.T. (Container Avio Trasportati). Nella zona industriale nasce un nuovo negozio, con un magazzino enorme per stoccare la merce in arrivo da molte regioni del mondo. Tutti questi articoli sono molto particolari, unici, stupefacenti.

Il sistema interno è collegato al C.A.T., che gestisce anche la sicurezza di tutto il nuovo impianto. Poche persone e ben addestrate gestiranno sia il negozio, che il magazzino, anche grazie all’aiuto della più grande tecnologia mai vista prima.

Non solo, Charles Dale scoprirà che i draghi esistono per davvero e Fuffy, in poco tempo, gli diventerà un’amica. Anche Dimitry, un vampiro che non uscirà mai dal magazzino, tenterà di aiutarlo in tutta questa strana e avventurosa storia.

Fantasy e Fantascienza si mescolano in un romanzo che catturerà il lettore dalla prima pagina, fino all’epilogo.

Quando avrete letto l’ultima pagina del romanzo e chiuso il libro, guarderete con sospetto tutti gli angoli dell’appartamento.

Grosso modo questa è la trama ufficiale. Secondo i miei progetti dovrei terminare la prima stesura entro il 2019. In futuro pubblicherò qualche breve estratto di questo romanzo, chissà che non vi incuriosisca.

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NapoliTime seconda parte

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So che il 2019 mi riserverà molte sorprese, ne sono convinto anche se si tratta solo di una sensazione. Una piacevole sensazione.

Oggi voglio arricchire il blog con un nuovo post, sicuramente ricco di nuove impressioni. Già, perché il sei febbraio, un mercoledì che difficilmente dimenticherò, ho partecipato al secondo incontro del concorso letterario NapoliTime.

Ricordate? A ottobre scrissi un post di presentazione sulla sesta edizione di questo premio letterario.

https://carlofzappulla.wordpress.com/2018/10/28/napoli-time/

Quindi, mercoledì 6 febbraio, sono tornato a Napoli per proseguire l’avventura assieme a Dreamworld. In tutta la mia vita sono poche le occasioni che mi hanno spinto a viaggiare grazie alla scrittura. Perciò me le tengo strette quelle sensazioni che provo quando vivo questi incontri. Sono infinitamente intriganti per me, e mi spingono sempre a fare meglio in futuro. Sapete, i libri pubblicati e “dati in pasto ai lettori” non appartengono più all’autore, o autrice, che li ha scritti. Appartengono a tutte quelle persone che li leggeranno.

Tornando al viaggio, come al solito sono partito presto: l’incontro ha avuto la durata di tre ore circa. Ma, come la volta precedente, è stato ricco di sensazioni indescrivibili. Positive e negative, c’è stato un po’ di tutto in quel lasso di tempo. Ho provato timore e sicurezza, curiosità, felicità e anche un po’ di orgoglio, ad essere sincero.

Già, dimenticavo, questo confronto è stato programmato per far incontrare i giovani lettori – critici – e gli autori dei romanzi in concorso. I libri, già dal primo incontro, sono stati letti da molti ragazzi e ragazze, forse non ancora da tutti. Possiamo definirlo un incontro di mezzo, in cui poter domandare aspetti tecnici, oppure semplice curiosità. Tutto quello che dei giovani lettori possono essersi domandati durante la lettura dei libri.

E’ stata l’ennesima avventura che ho vissuto grazie alla passione che ho di scrivere.

La scuola che ci ha ospitati si trova in centro, fra palazzi e vie caratteristiche di Napoli. I ragazzi erano molti e ho ascoltato con curiosità le varie domande che ci hanno fatto. Tutte ben motivate e interessanti. Da ragazzo, lo dico ora che non lo sono più, mi sarebbe piaciuto partecipare ad un evento simile: leggere libri scritti da autori e, un giorno, avere la possibilità di fare domande a quelle persone che hanno scritto un romanzo interessante.

A maggio ci sarà l’ultimo incontro, sempre a Napoli, ma in un’altra scuola del capoluogo campano.

Vi terrò aggiornati.

Ultime letture – The mist e The body

Oggi voglio parlarvi delle mie ultime letture.

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The mist

Scritto da Stephen King

Sperling & Kupfer

Disponibile sia in digitale che cartaceo.

Quarta di copertina:

La piccola cittadina di Bridgton, Maine, viene improvvisamente avvolta da una fitta nebbia. Iniziano così ad accadere cose strane: creature bizzarre e pericolose si aggirano non viste per le strade, facendo scomparire alcuni degli abitanti. Il supermercato, che inizialmente appare come l’unico luogo di salvezza, si rivela una pericolosa prigione. Le persone che hanno cercato riparo lì, infatti, non sono minacciate soltanto dai mostri nascosti nella nebbia, ma anche dalla follia che il terrore claustrofobico fa nascere tra i rifugiati.

In realtà questa storia è stata ripubblicata, infatti fu una delle mie vecchissime letture da ragazzino. Faceva parte di Scheletri, una corposa raccolta di racconti. Immagino che sia una procedura di marketing, per riproporre racconti lunghi, o brevi romanzi, del vecchio King.

La veste grafica mi piace tanto quanto la storia. Ecco perché l’ho comprato in versione cartacea e mi ci sono voluto immergere di nuovo.

Tornando al libro di King, scritto in prima persona, riesce a catapultare il lettore all’interno della tempesta che flagella le comunità intorno al lago. Il giorno seguente sopraggiunge una strana nebbia che nasconde qualcosa al suo interno. Per spiegarvi cosa ci sia, dovrei usare le parole della signora Carmony: “C’è la morte lì dentro!”
Un gruppo di persone si barrica all’interno di un supermercato, mentre la nebbia nasconde quelle cose e spaventa tutti. Il male, però, lo troveremo sia fuori che dentro. Quando la gente ha paura, si aggrapperebbe a qualsiasi cosa pur di salvarsi.

Molti anni fa, quando cercavo di farmi spaventare dalle storie scritte da altri, non facevo nemmeno caso agli stili di scrittura, oppure ai punti di vista scelti dai vari autori. Oggi è diverso. Sono sempre affascinato da ogni scelta che fanno gli altri.

Lettura consigliata anche a chi si volesse approcciare per la prima volta a un libro scritto da King. Anche in questa storia emerge la dualità del male, sia all’esterno del supermercato, sia all’interno di alcuni uomini.

Ora passiamo all’ultimo libro terminato in queste ore.

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The body

Scritto da Stephen King

Sperling & Kupfer

Disponibile sia in digitale che cartaceo.

Quarta di copertina:

Alla fine dell’estate, Gordie e i suoi tre migliori amici, spinti dalla voglia di avventura, vanno alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo scomparso. Motivati dal desiderio – ognuno per una ragione diversa – di riscattarsi e diventare degli eroi, si mettono in cammino lungo i binari della ferrovia. Dovranno superare momenti di fatica, paura e mille ostacoli, fra cui anche quello di doversi scontrare con i bulli, e scopriranno che i mostri non si nascondono dentro gli armadi, ma nel cuore delle persone.

Anche questa storia non è inedita, ma è stata pubblicata nella raccolta Stagioni diverse. In questo caso per me è una lettura inedita e molto gratificante.

La narrazione è in prima persona e il punto di vista è di Gordon Lachance, uno dei ragazzini protagonisti di questa lunga e grande avventura. Un po’ mi ha ricordato l’impianto narrativo del romanzo It, forse proprio per come King ha scelto di raccontarci questa avventura.

La lettura è fluida e intrigante. Diviso in molti capitoli, mi ha spinto a leggere avidamente fino all’ultima pagina.

Di solito non mi sono mai soffermato su frasi o paragrafi durante le mie letture. Con questo libro ho fatto un’eccezione.

[…]“É proprio un bel momento” disse semplicemente Vern, e non intendeva dire solo il fatto di essere in un posto proibito, o di aver imbrogliato i nostri, o di andare a fare questa escursione lungo la ferrovia fin dentro Harlow; si riferiva sì a queste cose, ma ora mi pare che ci fosse dell’altro, e che tutti noi lo sapevamo. Tutto era lì e attorno a noi.
Sapevamo esattamente chi eravamo ed esattamente dove stavamo andando. Era magnifico.
[…]

King ci parla di molti argomenti: Amicizia, quella che a dodici anni vivi con spensieratezza e in cui credi con tutto te stesso. Crescita, anche se a quell’età non ti accorgi che già lo stai facendo. Fedeltà a un codice morale. Oppure l’eccitazione per un’avventura che potrebbe anche costarti la vita.

Inoltre c’è il viaggio indimenticabile verso una meta, la prospettiva di poter diventare quattro piccoli eroi. A dodici anni chi non ha fantasticato con la mente?

Veramente un bel libro.

Ultime letture e The Equalizer

Oggi vi voglio parlare di parecchie cose: di un film e della sua colonna sonora, anche di libri, quelli che sto leggendo in questo periodo.

Partiamo con ordine. Denzel Washington è uno dei miei attori preferiti e, per come la vedo io, non ha sbagliato nemmeno una parte in tutti i film a cui ha partecipato. Inoltre amo collezionare tutti i suoi capolavori in Blu Ray Disk, così posso rivedermeli quando ne ho più voglia.

Quando un film mi piace, e magari ha anche una colonna sonora bellissima, non mi faccio problemi ad acquistarli su Amazon in formato digitale. Vivo di musica e di immagini, un po’ come tutti del resto.

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L’ultimo film che ho rivisto più volte è stato The Equalizer – Il vendicatore. In questo film recita una parte che sembra pensata proprio per lui. Premetto che non ho ancora visto il seguito, aspetterò che esca in B.R.D. per gustarmelo, anche se non ho molta fiducia nei sequel.

La colonna sonora è stupenda, realizzata da Harry Gregson Williams, che ha curato e creato anche quella di Deja Vù e Man of fire. Per la cronaca, ho anche quelle.

Queste colonne sonore mi servono per immergermi nel mio mondo, sia per leggere che per scrivere.

Verso la fine del film, quando Robert ritorna al magazzino in cui lavorava, c’è una musica che non hanno incluso nella colonna sonora. Questo non ha infastidito solo me, facendo delle ricerche in rete. Molti altri, con la mia stessa passione, hanno riscontrato questa mancanza. Si tratta di una canzone dal titolo Vengeance, di Zack Hemsey.

https://www.youtube.com/watch?v=qhP1EuuKHWs

Le scene che si svolgono in quel deposito, sono veramente girate bene. Poi, con Vengeance in sottofondo, il tutto mi immerge in un’atmosfera di azione e suspance non indifferenti.

Cambiando argomento, ieri mi sono dedicato un po’ al blog. L’ho collegato a Instagram, dove da maggio ho iniziato a pubblicare foto di tutto quello che amo fare nel tempo libero. Se avete voglia, potete seguirmi anche lì. Inoltre, sempre ieri, ho aperto finalmente un account su Goodreads, collegando anche questo al blog.

E ora veniamo al discorso lettura. Per adesso sono alle prese con tre libri:

L’isola, di Richard Laymon.

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L’emporio dei piccoli miracoli.

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L’incubo di Hill House.

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Spero di finirli entro fine mese e di dirvi cosa ne penso.

Per adesso è tutto.

Ultime letture: L’escursione

Sono sempre più convinto che seguire altri blog, soprattutto se trattano di letture interessanti, sia fondamentale. Fatta questa premessa, oggi vi parlerò di un nuovo romanzo letto e piaciuto molto.

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Il libro in questione è “L’escursione”.

L’autore è Phil Kansel.

Edito da Amazon Self Publishing.

Genere Thriller

240 pagine.

C’è sia la versione cartacea, che quella digitale.

Di cosa parla:

Jane, una ragazza di Cincinnati di ventitré anni, scompare durante un’escursione nella remota riserva della Mad River Valley, nel Vermont, ai piedi del Monte Ellen, a mille e trecento chilometri da casa. Cinque giorni dopo la sua macchina fotografica viene ritrovata a valle, vicino al letto del fiume Mad. Contiene delle foto bizzarre scattate da Jane prima della sua scomparsa.
Thomas vuole credere a tutti i costi che sua sorella sia ancora viva. Così, quando le ricerche della polizia della cittadina di Warren vengono abbandonate, lui e tre suoi amici formano un’autonoma squadra di ricerca per setacciare la riserva ai piedi della catena delle Green Mountains.
I ragazzi pensano di essere preparati ad affrontare la missione, ma la Mad River Valley supera ogni loro aspettativa. Dal momento in cui si allontanano dai sentieri escursionistici conosciuti e le scoperte inquietanti si susseguono una dopo l’altra, Thomas, Patricia, Tilda e Josh iniziano a credere di non essere soli nella foresta… e che la scomparsa di Jane non sia stata un incidente.
Ma, a quel punto, è troppo tardi per scappare.
A volte il rapporto tra lettore e libri è strano, comunque soggettivo. A me spesso succede di venire catturato da una copertina affascinante, una trama che riesce ad avere tutta la mia attenzione, così metto da parte le altre letture e mi concentro su questa. E’ insolito e avviene poche volte, ma succede.
Comunque, tornando al romanzo, vorrei suggerirvene la lettura, sia agli amanti del genere, sia a chi ama l’avventura con sfumature horror.
I personaggi principali sono diversi, con (P.O.V.) Punti Di Vista differenti ma molto ben caratterizzati. Ognuno di loro ha spazio sufficiente per essere apprezzato dal lettore.
La trama è intrigante e ben congegnata. I colpi di scena sono diversi e quasi mai prevedibili, naturalmente parlo per i miei gusti di lettore.
Per gran parte del romanzo, l’autore deve gestire dei personaggi all’interno di una riserva naturale. Per tutto questo tempo, vi garantisco, non si legge nulla di banale o ripetitivo. Spesso mi sono ritrovato a voler continuare la lettura perché volevo sapere cosa sarebbe successo la pagina dopo. Inoltre avevo la sensazione di trovarmi lì, assieme ai quattro ragazzi persi fra quei sentieri e circondati da alberi, arbusti e rovi.
Insomma, una lettura coinvolgente fino all’epilogo che a me è piaciuto molto.

NapoliTime

Napolitime

Venerdì 26 ottobre è iniziata una nuova avventura per me come autore e Dreamworld – Io, Katy e Lupo come romanzo ufficialmente in gara.

Ho deciso di prendermi del tempo, prima di scrivere qualcosa su questo evento. Sapete, le sensazioni, oppure le emozioni, hanno bisogno di gestazione. Spesso è controproducente scrivere le cose a caldo.

Intanto vi parlo un po’ di NapoliTime, che quest’anno è giunto alla sesta edizione. Ogni anno, più o meno prima dell’inizio dell’anno scolastico, lo staff di questo premio letterario indice un bando di gara. Questo è rivolto alle case editrici e agli autori. C’è una scheda tecnica da compilare, con domande molto precise sul romanzo, sulla trama e i personaggi, e anche sull’autore/autrice. Quest’anno è stato scelto anche il mio romanzo. E di questo ne sono davvero entusiasta.

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La gara ha la durata di tutto l’anno scolastico e, i giudici e i critici, non saranno altro che i giovani lettori delle scuole che hanno aderito a questa iniziativa.

Perciò, questa gara letteraria, ha già delle basi inedite: i giovani lettori devono leggere i libri in gara e, a fine anno, dovranno scrivere delle recensioni su ciò che hanno letto. La lettura verrà vissuta in maniera differente e, forse, ancora più apprezzata. Anche gli stessi alunni e alunne ci metteranno anima e corpo a scrivere quello che pensano dei romanzi. Una sorta di sfida nella sfida.

NapoliTime non potrà che far avvicinare dei giovani alla lettura, ed invogliarli a proseguire in questa stupenda passione.

Il viaggio.

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Mi sono svegliato alle 6 di mattina ben consapevole che sarebbe stata una giornata bella, carica di nuove aspettative, nuovi incontri e conoscenze. Così arrivo a Stazione Termini in anticipo e mi fermo ad osservare tutta la gente che corre verso la propria meta. Chi ha già letto Dreamworld, forse ricorderà che Donovan vive uno dei suoi sogni proprio all’interno di una stazione simile. Siccome è parecchio che non sono stato in una stazione ferroviaria, mi ha fatto uno stranissimo effetto. E’ quasi impossibile spiegarlo a parole, dopo tutto sono sensazioni che ho provato scrivendo questo romanzo ed ero proprio lì, fra la gente, a mettere giù parole su quel capitolo.

Una specie di dejà vu? Forse. Potrebbe essere più che altro un ritorno al passato, mentre cercavo – capitolo dopo capitolo – di raccontare la storia di Donovan, Katy e Lupo. A volte, per scrivere, c’è bisogno di spostarsi, magari in una location simile a quella che vuoi raccontare.

Il viaggio in treno è stato tranquillo, proprio quello di cui avevo bisogno. Mi sono portato dietro il lettore Kindle e ho ricominciato a leggere il romanzo L’incubo di Hill House, di cui presto vi darò un mio parere.

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Giunto a Napoli, preso un taxi, sono arrivato a destinazione: una scuola. Quale miglior location per iniziare questa nuova esperienza?

L’inizio dell’evento.

I ragazzi erano tanti, più di quanto mi aspettassi, e questo è merito dell’organizzazione che ormai da anni organizza e gestisce questo intreccio di autori, opere e studenti.

Qui ritorno al fatto dell’importanza di aspettare, per non scrivere a caldo tutte quelle sensazioni che ho ricevuto quel giorno, in poche ore. Le impressioni vanno lasciate raffreddare e metabolizzare.

L’aspettativa, da quanto ho potuto sondare, montava nel tempo. I libri erano in bella vista su un lungo tavolo, anche le postazioni degli autori. Di fronte al tavolo c’erano parecchie sedie, messe quasi a semicerchio. Una sorta di teatro, in cui i personaggi principali sarebbero stati tanti, anche chi – quel giorno – non ha preso un microfono in mano per fare domande o dare risposte. In questo concorso letterario – secondo me – i veri vincitori saranno tutti quei ragazzi che si avvicineranno sempre più alla lettura. Tutti quelli metteranno da parte cellulare e internet per leggere altri libri, non solo quelli in concorso.

Tutti quelli che renderanno la loro vita più ricca di spunti, più avventurosa di qualsiasi vita si voglia o possa vivere. Perché leggere autori differenti, generi diversi, non potrà che migliorare loro stessi e le loro vite.

Magic Warehouse – Questi mobili che magia

Ultimo post di settembre, anche se ne ho scritto solo uno, lo so.

Come noterete dal titolo, ora sono alle prese con una nuova storia, un nuovo romanzo. All’inizio pensavo di farne una raccolta di racconti, come Any Man e Angeli, Diavoli e Zombie, poi ho avuto una serie di idee che mi hanno fatto cambiare idea.

Sappiate che per quasi due anni ho scritto poco o nulla, in pratica ho avuto il famigerato Blocco dello scrittore per un tempo devastante. Però non ho mai perso la speranza. Mi sono sempre detto che un giorno, prima o poi, mi sarei rimesso a scrivere su carta. Così è successo. Per giorni sono andato prima al lavoro e mi sono messo a scrivere, poco ogni giorno, ma questo mi fa sentire quasi un’altra persona.

Lavoro nel campo dei mobili da molto tempo e, da quasi due settimane, ho cambiato lavoro anche se sempre nello stesso ambito. Forse, ragionando a freddo, questo cambiamento mi ha fatto tornare la vena creativa.

E ora, chiusa la piccola parentesi personale, voglio presentarvi la quarta di copertina del mio prossimo libro. Non sarà quella conclusiva, visto che il romanzo è nelle prime fasi di scrittura. In futuro potrei anche stravolgerla, o modificarla. Tuttavia ho le idee abbastanza chiare.

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La città di Dale è ridotta a un cumulo di macerie, i cadaveri sono un po’ dappertutto, i feriti non si contano. Charles Dennis è uno dei pochi sopravvissuti e ha assistito a ogni singolo evento. Adesso vuole raccontare la verità, ma saranno in pochi a credergli.

Il romanzo è ambientato in una cittadina costiera americana, dopo che una grande azienda produttrice di mobili ha acquisito un nuovo e sofisticato sistema di trasporto, il C.A.T. (Container Avio Trasportati). Nella zona industriale nasce un nuovo negozio, con un magazzino enorme per stoccare la merce in arrivo da molte regioni del mondo. Tutti questi articoli sono molto particolari, unici, stupefacenti.

Il sistema interno è collegato al C.A.T., che gestisce anche la sicurezza di tutto il nuovo impianto. Poche persone e ben addestrate gestiranno sia il negozio, che il magazzino, anche grazie all’aiuto della più grande tecnologia mai vista prima.

Non solo, Charles Dennis scoprirà che i draghi esistono per davvero e Fuffy, in poco tempo, gli diventerà quasi un’amica. Anche Dimitry, un vampiro che non uscirà mai dal magazzino, tenterà di aiutarlo in tutta questa strana e avventurosa storia.

Fantasy e Fantascienza si mescolano in un romanzo che catturerà il lettore fin dalla prima pagina, fino all’epilogo.

Non aprite quel container4

Non so ancora se questo romanzo lo pubblicherò con una casa editrice, o continuare le pubblicazioni con Amazon, da indipendente. Comunque sia farò lavorare dei bravi editor per migliorare la trama, i personaggi e tutto ciò che potrò rendere ancora più godibile ai futuri lettori.