Cosa leggere di Stephen King [Seconda Parte]

Oggi vorrei consigliarvi la lettura di un altro libro di Stephen King. Un romanzo che è riuscito a incollarmi alle sue pagine. Come succede spesso, King ha lavorato veramente bene sui personaggi.

La lunga marcia è uno di quei romanzi che all’epoca era uscito con lo pseudonimo di Richard Bachman.

Trama.

Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King poteva concepire.

All’inizio non ero sicuro che mi sarebbe piaciuto e, uno dei motivi, è la trama.
Una corsa lunghissima, cento partecipanti, televisioni e pubblico che seguono questo evento. Per farmi arrivare fino all’ultima pagina, ce ne avrebbe dovuto mettere di cose interessanti. Non mi sarei dovuto annoiare.
Garraty è il personaggio principale e, giuro, ho patito e sofferto con lui. King me lo ha fatto amare ma non subito. Leggendo, pagina dopo pagina, è riuscito a farmelo conoscere con tutte le sue sfaccettature. E questo è uno dei punti di forza. Tutto il contorno della gara è costellato da avvenimenti, pensieri, mentre il lettore legge e la gara al massacro prosegue inesorabile.

All’interno della storia non ci sono punti morti che annoiano. I flussi di coscienza di Garraty sono sempre funzionali e tengono incollati alla pagina. Inoltre King ci ha fatto notare quanto la società sia cinica, e interessata a programmi televisivi che riprendono questa corsa massacrante. Il romanzo non può essere classificato in un solo genere. Forse come distopico e thriller.
Una lettura da fare seduti sul divano: consigliatissima.

Cosa leggere di Stephen King [Prima parte]

Questo argomento, cosa leggere di Stephen King, mi è venuto in mente oggi, dopo aver letto il post di una lettrice che aveva dimestichezza con pochi romanzi scritti da questo favoloso autore.

Il re del brivido ha pubblicato decine e decine di storie: raccolte di racconti e romanzi. Per me ha toccato molti generi differenti fra loro, ecco perché può avere una moltitudine di nuovi lettori.

La foto principale indica una piccola lista di libri che potrebbe leggere un potenziale nuovo lettore. King ha scritto molti romanzi che potrebbero anche risultare ostici, ecco perché ne ho scelti pochi.

Iniziamo con il primo.

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The body

Quarta di copertina:

Alla fine dell’estate, Gordie e i suoi tre migliori amici, spinti dalla voglia di avventura, vanno alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo scomparso. Motivati dal desiderio – ognuno per una ragione diversa – di riscattarsi e diventare degli eroi, si mettono in cammino lungo i binari della ferrovia. Dovranno superare momenti di fatica, paura e mille ostacoli, fra cui anche quello di doversi scontrare con i bulli, e scopriranno che i mostri non si nascondono dentro gli armadi, ma nel cuore delle persone.

Questa storia non è inedita, ma è stata pubblicata nella raccolta Stagioni diverse. In questo caso per me è una lettura inedita e molto gratificante.

La narrazione è in prima persona e il punto di vista è di Gordon Lachance, uno dei ragazzini protagonisti di questa lunga e grande avventura. Un po’ mi ha ricordato l’impianto narrativo del romanzo It, forse proprio per come King ha scelto di raccontarci questa avventura.

La lettura è fluida e intrigante. Diviso in molti capitoli, mi ha spinto a leggere avidamente fino all’ultima pagina.

Di solito non mi sono mai soffermato su frasi o paragrafi durante le mie letture. Con questo libro ho fatto un’eccezione.

[…]“É proprio un bel momento” disse semplicemente Vern, e non intendeva dire solo il fatto di essere in un posto proibito, o di aver imbrogliato i nostri, o di andare a fare questa escursione lungo la ferrovia fin dentro Harlow; si riferiva sì a queste cose, ma ora mi pare che ci fosse dell’altro, e che tutti noi lo sapevamo. Tutto era lì e attorno a noi.
Sapevamo esattamente chi eravamo ed esattamente dove stavamo andando. Era magnifico.
[…]

King ci parla di molti argomenti: Amicizia, quella che a dodici anni vivi con spensieratezza e in cui credi con tutto te stesso. Crescita, anche se a quell’età non ti accorgi che già lo stai facendo. Fedeltà a un codice morale. Oppure l’eccitazione per un’avventura che potrebbe anche costarti la vita.

Inoltre c’è il viaggio indimenticabile verso una meta, la prospettiva di poter diventare quattro piccoli eroi. A dodici anni chi non ha fantasticato con la mente?

Veramente un bel libro.