NapoliTime seconda parte

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So che il 2019 mi riserverà molte sorprese, ne sono convinto anche se si tratta solo di una sensazione. Una piacevole sensazione.

Oggi voglio arricchire il blog con un nuovo post, sicuramente ricco di nuove impressioni. Già, perché il sei febbraio, un mercoledì che difficilmente dimenticherò, ho partecipato al secondo incontro del concorso letterario NapoliTime.

Ricordate? A ottobre scrissi un post di presentazione sulla sesta edizione di questo premio letterario.

https://carlofzappulla.wordpress.com/2018/10/28/napoli-time/

Quindi, mercoledì 6 febbraio, sono tornato a Napoli per proseguire l’avventura assieme a Dreamworld. In tutta la mia vita sono poche le occasioni che mi hanno spinto a viaggiare grazie alla scrittura. Perciò me le tengo strette quelle sensazioni che provo quando vivo questi incontri. Sono infinitamente intriganti per me, e mi spingono sempre a fare meglio in futuro. Sapete, i libri pubblicati e “dati in pasto ai lettori” non appartengono più all’autore, o autrice, che li ha scritti. Appartengono a tutte quelle persone che li leggeranno.

Tornando al viaggio, come al solito sono partito presto: l’incontro ha avuto la durata di tre ore circa. Ma, come la volta precedente, è stato ricco di sensazioni indescrivibili. Positive e negative, c’è stato un po’ di tutto in quel lasso di tempo. Ho provato timore e sicurezza, curiosità, felicità e anche un po’ di orgoglio, ad essere sincero.

Già, dimenticavo, questo confronto è stato programmato per far incontrare i giovani lettori – critici – e gli autori dei romanzi in concorso. I libri, già dal primo incontro, sono stati letti da molti ragazzi e ragazze, forse non ancora da tutti. Possiamo definirlo un incontro di mezzo, in cui poter domandare aspetti tecnici, oppure semplice curiosità. Tutto quello che dei giovani lettori possono essersi domandati durante la lettura dei libri.

E’ stata l’ennesima avventura che ho vissuto grazie alla passione che ho di scrivere.

La scuola che ci ha ospitati si trova in centro, fra palazzi e vie caratteristiche di Napoli. I ragazzi erano molti e ho ascoltato con curiosità le varie domande che ci hanno fatto. Tutte ben motivate e interessanti. Da ragazzo, lo dico ora che non lo sono più, mi sarebbe piaciuto partecipare ad un evento simile: leggere libri scritti da autori e, un giorno, avere la possibilità di fare domande a quelle persone che hanno scritto un romanzo interessante.

A maggio ci sarà l’ultimo incontro, sempre a Napoli, ma in un’altra scuola del capoluogo campano.

Vi terrò aggiornati.

Ultime letture – The mist e The body

Oggi voglio parlarvi delle mie ultime letture.

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The mist

Scritto da Stephen King

Sperling & Kupfer

Disponibile sia in digitale che cartaceo.

Quarta di copertina:

La piccola cittadina di Bridgton, Maine, viene improvvisamente avvolta da una fitta nebbia. Iniziano così ad accadere cose strane: creature bizzarre e pericolose si aggirano non viste per le strade, facendo scomparire alcuni degli abitanti. Il supermercato, che inizialmente appare come l’unico luogo di salvezza, si rivela una pericolosa prigione. Le persone che hanno cercato riparo lì, infatti, non sono minacciate soltanto dai mostri nascosti nella nebbia, ma anche dalla follia che il terrore claustrofobico fa nascere tra i rifugiati.

In realtà questa storia è stata ripubblicata, infatti fu una delle mie vecchissime letture da ragazzino. Faceva parte di Scheletri, una corposa raccolta di racconti. Immagino che sia una procedura di marketing, per riproporre racconti lunghi, o brevi romanzi, del vecchio King.

La veste grafica mi piace tanto quanto la storia. Ecco perché l’ho comprato in versione cartacea e mi ci sono voluto immergere di nuovo.

Tornando al libro di King, scritto in prima persona, riesce a catapultare il lettore all’interno della tempesta che flagella le comunità intorno al lago. Il giorno seguente sopraggiunge una strana nebbia che nasconde qualcosa al suo interno. Per spiegarvi cosa ci sia, dovrei usare le parole della signora Carmony: “C’è la morte lì dentro!”
Un gruppo di persone si barrica all’interno di un supermercato, mentre la nebbia nasconde quelle cose e spaventa tutti. Il male, però, lo troveremo sia fuori che dentro. Quando la gente ha paura, si aggrapperebbe a qualsiasi cosa pur di salvarsi.

Molti anni fa, quando cercavo di farmi spaventare dalle storie scritte da altri, non facevo nemmeno caso agli stili di scrittura, oppure ai punti di vista scelti dai vari autori. Oggi è diverso. Sono sempre affascinato da ogni scelta che fanno gli altri.

Lettura consigliata anche a chi si volesse approcciare per la prima volta a un libro scritto da King. Anche in questa storia emerge la dualità del male, sia all’esterno del supermercato, sia all’interno di alcuni uomini.

Ora passiamo all’ultimo libro terminato in queste ore.

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The body

Scritto da Stephen King

Sperling & Kupfer

Disponibile sia in digitale che cartaceo.

Quarta di copertina:

Alla fine dell’estate, Gordie e i suoi tre migliori amici, spinti dalla voglia di avventura, vanno alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo scomparso. Motivati dal desiderio – ognuno per una ragione diversa – di riscattarsi e diventare degli eroi, si mettono in cammino lungo i binari della ferrovia. Dovranno superare momenti di fatica, paura e mille ostacoli, fra cui anche quello di doversi scontrare con i bulli, e scopriranno che i mostri non si nascondono dentro gli armadi, ma nel cuore delle persone.

Anche questa storia non è inedita, ma è stata pubblicata nella raccolta Stagioni diverse. In questo caso per me è una lettura inedita e molto gratificante.

La narrazione è in prima persona e il punto di vista è di Gordon Lachance, uno dei ragazzini protagonisti di questa lunga e grande avventura. Un po’ mi ha ricordato l’impianto narrativo del romanzo It, forse proprio per come King ha scelto di raccontarci questa avventura.

La lettura è fluida e intrigante. Diviso in molti capitoli, mi ha spinto a leggere avidamente fino all’ultima pagina.

Di solito non mi sono mai soffermato su frasi o paragrafi durante le mie letture. Con questo libro ho fatto un’eccezione.

[…]“É proprio un bel momento” disse semplicemente Vern, e non intendeva dire solo il fatto di essere in un posto proibito, o di aver imbrogliato i nostri, o di andare a fare questa escursione lungo la ferrovia fin dentro Harlow; si riferiva sì a queste cose, ma ora mi pare che ci fosse dell’altro, e che tutti noi lo sapevamo. Tutto era lì e attorno a noi.
Sapevamo esattamente chi eravamo ed esattamente dove stavamo andando. Era magnifico.
[…]

King ci parla di molti argomenti: Amicizia, quella che a dodici anni vivi con spensieratezza e in cui credi con tutto te stesso. Crescita, anche se a quell’età non ti accorgi che già lo stai facendo. Fedeltà a un codice morale. Oppure l’eccitazione per un’avventura che potrebbe anche costarti la vita.

Inoltre c’è il viaggio indimenticabile verso una meta, la prospettiva di poter diventare quattro piccoli eroi. A dodici anni chi non ha fantasticato con la mente?

Veramente un bel libro.