Qualcosa su Io, Katy e Lupo (7° Parte)

Lupo

Beh, come avrete notato, ho ricominciato ad aggiornare il blog. Dopo mesi di blocco totale, ho ricominciato a scrivere due nuovi romanzi. Mi è già capitato parecchie volte di non scrivere nulla per molti mesi. Ho imparato a non temerli più e a ricercare nuovi stimoli. Insomma, sto migliorando. Ma non si finisce mai di imparare.

Intanto volevo avvisarvi che in settimana pubblicherò una parte, se non tutto, del primo capitolo di “Casperia – Il male non riposa”. Un po’ come facevo molti anni fa, che davo in pasto a chiunque volesse leggere, tutto quello che poteva partorire la mia fantasia.

Dreamworld – Io, Katy e Lupo” è sotto editing e credo che manchi poco.

E oggi voglio darvi in pasto un altro breve estratto di questo romanzo. Non leggerete dei sogni di Donovan, né di battaglie per tentare di salvare le vittime ignare. Oggi leggerete… non vi voglio togliere il gusto della lettura.

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La sala in cui Donovan entrò una volta doveva essere stata un cinema, ne aveva tutte le sembianze. In realtà lui conosceva poco quell’edificio, perché ai Dreamer non venivano date le carte magnetiche: possedevano solo le chiavi delle rispettive stanze, facevano una vita solitaria, un po’ per sicurezza e un po’ per evitare distrazioni.

Scese lungo il corridoio centrale, ai lati del quale c’erano centinaia di file di sedie di legno, la seduta reclinabile, e un cuscino imbottito doveva renderle comode. Lupo camminava al suo fianco guardandosi intorno. Spesso annusava l’aria, oppure gli angoli più nascosti. In fondo vide un palco su cui si estendeva uno schermo, da qualche parte ci sarebbe dovuto essere un proiettore, o qualcosa del genere.

Appena giunto quasi sotto il palco, scelse di sedersi nella prima fila di poltroncine, sul lato sinistro. Osservò altri ragazzi che stavano arrivando.

Non sei curioso, Donovan? chiese Katy, hai la possibilità di conoscere altri simili a te, e con il tuo stesso dono.

E’ vero” disse Lupo. La coda rossiccia si muoveva veloce, mentre i suoi occhi osservavano le nuove figure umane che stavano entrando. “Peccato che non ci siano altri cani.” continuò, mettendosi seduto.

Donovan non rispose a nessuno dei due, era curioso di vederne altri di Dreamer. Un ragazzo sui venticinque anni si avvicinò, sedendosi non lontano da Donovan, e gli mandò un sorriso cordiale. Aveva una corporatura piuttosto robusta, i capelli corti e neri, e un viso rotondo. Vestiva un paio di jeans, una camicia e sopra una felpa anonima di colore rosso scuro.

Sono il numero 5!” disse a voce sostenuta, il rumore delle altre voci sembrava troppo alto per intavolare un qualsiasi dialogo con un tono normale. Donovan si alzò, gli avrebbe voluto stringere la mano, ma la distanza non lo permetteva.

Mi chiamo Don…” ma poi si corresse, “Io sono il numero 13, piacere di fare la tua conoscenza!” disse quasi urlando.

Allora sei tu quello nuovo!”, Donovan si limitò a fare un gesto affermativo con la testa. Sentì che qualcuno gli toccò la spalla, si rimise a sedere e vide al suo fianco Lucy Carpet.

Io sono la numero 18!” esordì, poi gli rivolse un sorriso che lui ricambiò.

Non ci fare caso. E’ stupido, lo so, ma qui si usano solo quegli insulsi numeri. Niente nomi. A me non è mai andato giù, preferirei essere chiamata Lucy.”.

Donovan si mise ad accarezzare Lupo: “Allora, per me, tu sarai Lucy.”. Lupo si era accomodato tra Lucy e Donovan, se ci fossero scappate altre carezze, a lui avrebbe fatto piacere.

Le luci in sala si abbassarono e, dai due lati sul palco, fecero ingresso alcuni tecnici che montarono un lungo tavolo e alcuni microfoni agganciati a delle staffe.

Lucy si avvicinò a Donovan: “Spero che non ci rifilino i soliti monologhi in stile sermone, perché ti garantisco che sono di una noia…”. Lui non le rispose, era più attirato da tutte quelle voci che sentiva dietro, e dai nuovi volti di ragazzi che erano apparsi pochi istanti prima che smorzassero le luci. Ragazzi e ragazze, più o meno giovani, che facevano la sua stessa cosa: sognare qualcosa che poi sarebbe accaduto.

Alcuni uomini in camice bianco passarono fra le file di sedie e, a un Dreamer per volta, prendevano un campione di sangue. Donovan attese il suo turno guardando il palco mentre i tecnici finivano il loro lavoro.

Hai paura dell’ago?” chiese Lucy. “Dovrai abituarti. Spesso arrivano e ci levano un po’ del nostro siero. John Duly è intransigente su questo.”.

Servirà a qualcosa?” domandò Donovan, “Ci salverà la vita?”.

E’ tutta un’incognita. L’hai visto tu stesso alla chiesa. L’unica speranza che abbiamo è che anche gli altri siano a un punto morto.”.

Chi sono gli altri?”.

La nostra controparte. I Reclutatori e gli Esecutori sono persone anonime, gente comune come me e te. E’ difficile riconoscerli se l’incontri per strada, ma sono la nostra spina nel fianco.”.

Donovan ripensò al sogno di Kabul, alle immagini a cui aveva assistito. Poteva esserci stato un Esecutore nascosto da qualche parte? Doveva scoprire come riconoscerli, e come combatterli. Aveva moltissime domande in testa, ma si rendeva conto che a molte di esse, probabilmente, nessuno poteva dargli delle risposte certe.

Una donna in camice bianco gli si presentò davanti sfoderando un sorriso: “E’ il tuo turno, giovanotto!”. Lupo alzò lo sguardo sulla dottoressa esclamando: “Se ti fa male, le strappo un polpaccio!”. Donovan sorrise e porse il braccio tirando su la manica.

Una volta richiusa la fialetta, la dottoressa ci attaccò un piccolo adesivo con la scritta 13° Dreamer.

Lovecraft’s Innsmouth

Oggi vi parlo di un romanzo che mi ha divertito tantissimo e mi ha appassionato allo stesso tempo.

Lovecraft

Lovecraft’s Innsmouth

di Claudio Vergnani

Edito da Dunwich Edizioni

395 pagine

Genere Horror

E’ acquistabile sia in formato digitale, sia in quello cartaceo.

https://www.amazon.it/Lovecrafts-Innsmouth-Romanzo-Claudio-Vergnani-ebook/dp/B016J7YQMA/ref=pd_cp_351_3?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=B7NDG3Q4T21H6XBFCQQZ

Ecco di cosa parla:

“… Ritroviamo i due personaggi come perplesse guardie del corpo di un professore – tal Franco Brandellini – in visita presso una specie di Disneyland lovecraftiana sulle coste del Massachusetts: una Innsmouth farlocca dove i turisti assistono a finti rituali e vagano sghembe comparse camuffate da uomini pesce. Possibile che sotto il velo della mascherata ci sia qualcosa di vero? O anche questo rientra nel gioco di specchi e di nebbia di una situazione continuamente cangiante, dove le certezze sembrano slittare come i piedi sull’umidore della costa?”

«A volte ci si muove in un territorio vago», disse il professore. «Pieno di nebbia. Una nebbia fitta, che rende ciechi, che assorbe ogni rumore e fa perdere l’orientamento. Ecco, a Innsmouth noi ci muoviamo in quella nebbia. Non sappiamo niente di ciò che vi si nasconde dentro. Intuiamo qualcosa. E quel qualcosa intuisce a sua volta la nostra presenza.» Prese la saliera e la posizionò a capotavola. «Questi siamo noi», spiegò. «Per trovare ciò che cerchiamo dobbiamo avanzare in quella foschia.» Spostò la saliera in avanti. Poi mise un bicchiere nel centro. «Questa è Innsmouth. Quella vera. È tutto ciò che noi possiamo vedere. Ma è anche ciò che gli altri possono vedere.» Posizionò il contenitore del pepe all’altro capo della tavola. «Ecco, questi sono… loro. Noi avanziamo in mezzo alla nebbia, verso Innsmouth. Ma naturalmente così facendo potremmo finire per segnalare la nostra posizione. Allora forse sarebbe più saggio rimanere fermi.» Riportò la saliera al punto di partenza. «Ma anche questa scelta non è priva di pericoli. Rimanendo fermi saremmo un bersaglio facile da inquadrare. E allora forse sarebbero loro ad attraversare quella nebbia per raggiungerci.»
Assistetti inquieto alla marcia del pepe verso di noi.
Scese il silenzio. La superficie del tavolo sembrava veramente svaporare in una caligine indistinta. Dovetti sbattere due o tre volte le palpebre per fugare quella sensazione.

Intanto il romanzo è scritto interamente in prima persona. All’inizio ci troviamo in Italia e Claudio è la voce narrante. Vergy, un uomo palestrato ed ex militare, gli propone un lavoro da guardia del corpo. Entrambi si propongono per accompagnare e proteggere un professore anziano che vuole visitare una località negli Stati Uniti. Un parco a tema, per l’esattezza.

Ora, ammetto di non aver mai letto nulla di questo autore, ma so che la coppia Vergy – Claudio è presente in altre storie. In questo romanzo l’autore riesce a dosare comicità, ironia e atmosfera in maniera impeccabile. Mi ha del tutto sorpreso e in maniera positiva.

Durante la narrazione mi sono imbattuto in molti colpi di scena, mai scontati. Anche gli altri personaggi che accompagneranno Brandellini e le sue guardie del corpo, non sono poco caratterizzati, al contrario. In questo romanzo troverete anche molta azione.

Buone letture a tutti.

La fabbrica di farfalle

Ultimamente ho letto un po’ di libri e oggi vi parlerò di un romanzo in particolare.

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La fabbrica di farfalle

di Samuele Fabbrizzi

Edito da Lettere Animate Editore

180 pagine

Genere Horror

E’ uscito sia in digitale che cartaceo.

https://www.amazon.it/fabbrica-di-farfalle-Samuele-Fabbrizzi-ebook/dp/B01NH0KSQH/ref=sr_1_26?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1493373909&sr=1-26&keywords=lettere+animate+editore

Quarta di copertina

Charlie è uno scrittore fallito e alcolizzato, Ronald un orfano affetto da psicosi religiosa, David un pugile alle prese con una delusione amorosa e Cornelius un pedofilo ossessionato dalla figlia dei vicini. Ormai prossimi al collasso delle proprie esistenze, decidono di rispondere a un annuncio che offre la possibilità di un soggiorno gratuito su un’isola paradisiaca in cui riscoprire se stessi. Sul luogo dell’appuntamento incontrano altre cinque persone disperate tanto quanto loro. Ognuna di esse ha qualcosa di strano, un’ossessione, un segreto, qualcosa di terribile da non poter rivelare. Una prigione interiore nemica dell’armonia e della crescita personale. Dopo un lungo viaggio approdano sull’isola. Ad attenderli in un hotel cinque stelle c’è un simpatico vecchietto desideroso di conoscerli da vicino. Durante il pranzo di benvenuto accenna loro di un progetto al quale sta lavorando da una vita: il Progetto Farfalla. È l’inizio di un’esperienza da incubo, fra torture psicofisiche, umiliazioni e riprogrammazione psicologica. Non più esseri umani, ma cavie. Non più esseri impuri, ma bruchi in attesa di evolversi in farfalle.

La trama del romanzo mi ha colpito e l’ho letto con piacere. L’autore ha scelto di trasportarci in questa storia attraverso le parole di Charlie, quindi scritto in prima persona. Successivamente leggeremo e seguiremo altri personaggi che hanno in comune una sola cosa: sono dei falliti nella vita e nella società. Persone che hanno perso dignità, oppure ossessionate da qualcosa di morboso. Gente che vive in un limbo.

A tutte queste persone viene proposto un viaggio da sogno, senza dover spendere nulla. Dove sarà la fregatura?

Il romanzo lo dividerei in due parti: la prima conosceremo i principali personaggi, almeno quelli un po’ più approfonditi all’inizio del romanzo. La seconda, invece, sarà una discesa nell’inferno per loro e gli altri che accetteranno di vivere questa vacanza da sogno.

Quando varcherete le soglie dell’inferno, assieme a tutti i personaggi, assisterete a un bell’intreccio che si instaurerà fra i clienti dell’albergo. Una delle cose che mi ha sempre spinto a proseguire la lettura, incuriosendomi su come evolverà la storia.

Il progetto Farfalla, nato a fin di bene, è un’altra cosa che mi aveva incuriosito procedendo nella lettura.

Per gli amanti di questo genere può essere una bella scoperta.

Buona lettura a tutti.

Casperia – Il male non riposa mai

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Dopo mesi di non-scrittura ho ricominciato a fantasticare su nuove storie. Quello che vi presento oggi sarà un romanzo horror. Eccovi una breve sinossi.

Giacomo Corradini vive in una splendida casa a Casperia, come lavoro fa la guardia giurata ma si tratta solo di una copertura. In realtà lui fa parte di un nuovo Team, specializzato e appena formato per fronteggiare le più pericolose minacce.

Il Team Angels è composto da otto elementi, che ha a disposizione armi e mezzi all’avanguardia.

Uno strano incidente all’interno di una galleria del G.R.A sarà la prima missione che li vedrà intervenire.

A Casperia, intanto, avvengono degli omicidi – suicidi, mai accaduti prima in una comunità di un migliaio di anime. Fonti giornalistiche dicono che molte persone si comportano in modo anomalo, le chiamate ai numeri di emergenza aumentano.

Casperia viene messa in quarantena mentre il Team Angels sta facendo delle verifiche all’interno del paese.

Il ministro degli interni ha dato ordine di cancellare l’intera comunità, a meno che qualcuno non riesca a fermare il male che sta dilaniando quel paese.

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Ho già in mente i personaggi principali e ho iniziato il primo capitolo. Qualcuno potrebbe chiedermi: “Perché lo hai ambientato a Casperia?”.

Semplice! Perché quel paese mi ha stregato, passeggiando fra quelle vie così caratteristiche. E anche perché visitandolo ho avuto lo stimolo – da sempre – di ambientare qualcosa in quel paesino. Date un’occhiata al video che feci mesi fa…

A presto…

Qualcosa su There e un po’ di musica

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Alcuni giorni fa ho scoperto un romanzo edito da Mondadori. Il titolo è “There”, scritto da Leonardo Patrignani. Ecco di cosa parla…

È passato quasi un anno dalla mattina in cui la madre di Veronica è stata uccisa per mano di un folle. La vita della ragazza è finita quel giorno e le sue notti da quel momento sono tormentate da una frase incomprensibile che la madre ha cercato di dirle prima di morire. Ora vive sola in un monolocale e le sue giornate si susseguono monotone e uguali, grigie come la periferia in cui vive. Finché, una notte, Veronica si trova nel mezzo di un incendio che distrugge una pompa di benzina. Sembra solo un tragico incidente, fino a quando un giornale pubblica in rete le immagini di una telecamera a circuito chiuso che ha ripreso la scena. Veronica non è presente nel filmato. Eppure ricorda. Ha visto tutto nei minimi dettagli. Ha visto anche quella persona allontanarsi mentre le fiamme divampavano. E la vedrà ancora. Veronica si mette nelle mani di Raymond Laera, un vecchio ed enigmatico studioso delle esperienze pre-morte, e del suo giovane e brillante allievo, il neurochirurgo Samuele Mora. Ha bisogno di capire cosa le sta succedendo, di trovare delle risposte anche a costo di intraprendere un cammino al confine tra la vita terrena e l’aldilà. E se questo è un modo per riabbracciare la madre, per sentire la sua presenza, lei è pronta ad andare fino in fondo. Perché forse è l’unica via per demolire la stanza in cui è murata. Per tornare a vivere.

Attratto dalla copertina e dalla trama l’ho comprato. Presto vi farò sapere le mie impressioni, per adesso posso dirvi che m’intriga.

Veniamo anche alla musica, che spesso mi accompagna durante le letture o mentre scrivo le mie storie. Oggi vi presento un compositore: Nick Murray, e una delle musiche che fa parte di Singularity. Qui non servono parole, basta solo ascoltarla.

Ah, ultima cosa. “Dreamworld – Io, Katy e Lupo” viaggia verso una futura pubblicazione. Il mio lavoro di revisione è terminato. Adesso aspetterò che un editore voglia crederci e dargli una possibilità per farlo leggere ai futuri lettori.

Buona settimana.

Alcune sinossi

Tutto in una notte

Intanto ho superato la metà del romanzo di “Dreamworld – Io, Katy e Lupo”, naturalmente mi riferisco ad un’accurata revisione del testo. La storia sarà più scorrevole, più coinvolgente di quello che avevo scritto in precedenza. Ogni giorno ci sto rimettendo le mani e, al termine di tutto questo lavoro, lo manderò in lettura ad una casa editrice. Un giorno vedrà la luce, vedrete.

Cambiando argomento… qui sotto scriverò tre sinossi di tre futuri libri che potrei iniziare a scrivere. Vi va di scegliere quale leggere? Poi pubblicherò quello che preferirete attraverso i commenti.

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Big One

Anno 2017, sono passati cinque giorni dal grande sisma che ha raso al suolo molte città, fra cui Los Angeles. Charles Ramon è uno dei sopravvissuti, che sta cercando di raggiungere sua moglie July. La società, per come la conosciamo noi, non esiste più. E’ collassata assieme ai palazzi e alle strutture cinque giorni prima. Adesso vige la legge del più forte, oppure quella del compromesso.

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Emergence

Emily Red è un’infermiera che lavora all’interno di un ospedale, il San Patrick. E’ scomparsa da due giorni lasciando borsa, chiavi dell’auto e vestiti all’interno del suo armadietto. Il Dottor Goodbelt e la sua equipe stavano svolgendo un test in una stanza del seminterrato. E’ successo qualcosa là sotto: è mancata la corrente in tutto il quartiere. I generatori sono entrati in funzione ma la cittadina di Serenity non è più la stessa. Dennis Goodbelt è il fratello dell’illustre dottore ed è l’agente federale incaricato per le indagini sulla scomparsa della signora Red. A insaputa di tutti la cittadina di Serenity è stata posta in quarantena. Fonti giornalistiche raccontano di molte persone che si comportano in modo anomalo. Le chiamate al numero di emergenza aumentano.

Quando il sole muore

La scelta

Alpi italiane – 1945 – Il nazismo non è stato sconfitto ma è riuscito a sorprendere gli alleati. Hitler ha stretto un patto con Hydra, una donna che governa un popolo che gli umani non hanno mai conosciuto. Questo popolo possiede una tecnologia più evoluta e la mette al servizio del 3° Reich. Gli alleati stanno per conoscere nuove armi e nuovi mezzi che potranno ribaltare l’esito della Seconda Guerra Mondiale.

Se vi va, fatemelo sapere.

Qualcosa su Io, Katy e Lupo (6° Parte)

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Si ritrovò davanti a un tizio, che lo squadrava dall’alto in basso. Aveva l’espressione seria, concentrata. “Ti hanno spiegato quello che ci aspettiamo da te?”. In mano teneva una radio con cui era collegato alle altre unità, il distintivo era semi nascosto dal risvolto della giacca. La radio emise un fruscio, poi una voce disse: Signore, tutte le squadre si stanno appostando. Appena saremo pronti, vi ricontatteremo, passo.

Senza smettere di fissarlo, l’uomo rispose per radio: “Non abbiamo tutto il giorno, dannazione! Vi voglio al vostro posto nel giro di tre minuti. Chiudo!”. Si presentò: “Sono l’Agente Speciale Dan Rowe, scusa se ti sono sembrato scortese” e gli porse la mano abbozzando un sorriso, “ma quando ci chiamano per queste cose e abbiamo poco tempo per farle…”.

Donovan gli strinse la mano, cercando di sembrare di stare a suo agio.

Nel piazzale erano rimasti solo alcuni uomini in borghese. Le unità armate si erano spostate lungo l’ansa del lago. Questa operazione doveva essere più complicata del previsto.

“Non c’è problema” rispose Donovan, “capisco quello che state facendo.”.

Dan Rowe guardò da un’altra parte, vicino alla ruota anteriore del mezzo da cui era uscito Lupo: “Quello è il tuo cane?” chiese.

“Sì, lui è Lupo”, l’husky corse da Donovan e si mise seduto al suo fianco.

“Allora dovresti fargli annusare questo” disse, prendendo dalla tasca un panetto di C4, “E’ un esplosivo che crediamo useranno per il motoscafo, chissà che il tuo cane…”.

“Ho capito!” disse Donovan. Si chinò a terra e prese dalle mani dell’agente quell’oggetto. “Lupo, guarda cosa ho in mano!”. Lupo annusò l’esplosivo dalla forma rettangolare e dal colore grigio scuro, poi guardò in faccia Donovan e scodinzolò. “Trova!” urlò Donovan liberandolo dal guinzaglio, il cane abbaiò un paio di volte e corse verso il pontile, perdendosi fra la gente.

Donovan e Lucy, seguiti dagli agenti, s’incamminarono tra la folla.

* * *

Sto completando le correzioni al romanzo, quindi non pubblicherò spesso come nei giorni scorsi. Comunque mi piace lasciarvi dei brevi estratti presi un po’ a caso.

Sono certo che un giorno potrete leggere il romanzo dall’inizio alla fine. E magari vi piacerà pure.

Buona giornata.