Dreamworld – Katy, Lupo and me

Il romanzo in questione già lo conoscete, ma questa volta l’ho pubblicato in lingua inglese in tutti gli store. Formati disponibili: ebook e cartaceo. Quindi, per Dreamworld, inizia una seconda avventura.

Sto proseguendo con la stesura del seguito di questo romanzo e spero che vi piacerà.

Donovan is sixteen years old, and one day he suddenly realizes he has a special power: he can foresee people’s deaths in his dreams. That’s not all. His dog, Lupo, begins to talk and soon after, both of them notice the strange invisible presence of Katy, a young lady who died a tragic death some time ago. All three of them decide to use Donovan’s powers to intervene in time and save those who are about to be killed. On one of these occasions, Donovan gets kidnapped by a mysterious Agency that recruits Dreamers. These Dreamers are able to find out in advance how and when these wicked crimes will take place. In the Agency Donovan meets Mark Collins, its Coordinator, his men and Lucy, a Dreamer with whom he becomes very friendly. The Agency’s objective is clear: to monitor the Dreamer’s dreams (who can at times dream the same event, called “crossed dreams”) and take action immediately, with the help of the police and other special forces, to prevent the tragedy.

La rosa bianca

L’ultimo romanzo letto questa settimana è La Rosa Bianca, scritto da Barbara Poscolieri e Nicoletta Plotegher.

Si tratta di un romanzo di genere Fantasy e tratta di pirati.

Plesio Editore.

329 pagine, cartaceo.

14,50 Euro.

Ecco la quarta di copertina:

Da quando è morta Myrien le azioni di Kilian, capitano pirata, sembrano guidate dalla follia. Segue rotte misteriose e si lancia in avventure pericolose che mettono sempre più a rischio i suoi uomini, fino quando non perde la fiducia dell’equipaggio. L’ammutinamento segna la fine dei suoi giorni da capitano, ma forse la Rosa Bianca li ha già portati dove voleva: in un altro mondo, all’inizio di una nuova avventura per ricondurre a casa la sua amata.

Intanto si tratta di una storia scritta a quattro mani, ma a me è sembrato che fosse solo un’autrice a scriverlo, quindi sono riuscite ad amalgamare due stili in uno solo.

Come ho scritto prima, in questo romanzo si parla di pirati, di magia, amicizia e amore, mondi nuovi da scoprire insieme ai tanti personaggi che popolano queste pagine.

La struttura del romanzo segue due punti di vista differenti, che si alternano: Kilian, che ha scritto un diario narrando ciò che gli accadeva, e altri personaggi (l’equipaggio della Rosa Bianca). Il fatto di aver diviso così il romanzo, mi ha fatto apprezzare di più lo svolgimento della trama, soprattutto quando ci troviamo a vivere incontri e avventure molto interessanti.

L’inizio è molto avvincente, non appena avviene l’ammutinamento della ciurma del Capitano Kilian. La Rosa Bianca, un brigantino pirata simile a quelli che solcavano i mari nel nostro passato, viene descritto talmente bene, da sembrare di vivere in coperta fra sartie e vele, assieme all’equipaggio della nave. Ho notato che hanno studiato minuziosamente i termini marinareschi, rendendo le descrizioni più verosimili.

I nuovi posti, città, foreste e coste che andremo ad ammirare (ho scelto questo termine perché credo sia il più azzeccato), ci lasceranno a bocca aperta per l’originalità e per le tante descrizioni senza annoiare me, lettore incuriosito.

Inoltre leggerete un finale degno dei migliori libri di avventure che avrete letto in questo periodo, almeno a me ha dato molto, lasciando soddisfatto di aver viaggiato fra le pagine di questo bel romanzo.

Insomma, credo sia un romanzo che consiglio sia agli amanti del genere Fantasy, sia a coloro che cercano una storia intrigante da leggere sotto l’ombrellone, visto che siamo in agosto.

Buone letture a tutti.

Dreamworld 2 – Terza parte

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Via di Borgo Pio – Quartiere Prati – Roma

Stefano Terlizzi percorse alcune piccole vie fino a raggiungere Borgo Pio, una delle più frequentate dai turisti. Bar, locali e negozietti di souvenir gli sfilavano ai lati. Molte persone si fermavano a fare fotografie, a parlare, o per sbirciare i menù appesi fuori dai locali.

Giunto di fronte a un’antica fontana, continuò fino all’osteria aperta da pochi mesi. L’insegna affissa al muro diceva: Trattoria dal Tenente.

Roberto Cavia era il proprietario del locale, un uomo dalla stazza enorme. Era alto un metro e novanta, calvo e occhi azzurri, ma con un viso che traspariva fiducia. A volte le apparenze ingannano. Spesso indossava una mimetica e magliette verde militare. Dopo una vita passata sotto le armi, aveva deciso di congedarsi e mettersi in proprio. A volte accettava lavori rischiosi per condividerli con alcuni suoi vecchi compagni. Aveva sempre amato fare missioni, anche perché gli consentiva di mettere da parte molti soldi. Inoltre, sentirsi scorrere l’adrenalina in corpo, era una sensazione a cui non poteva rinunciare.

Stefano entrò nel locale e vide Roberto di spalle, mentre sistemava alcuni bicchieri su degli scaffali. Tutte le sedie erano rovesciate e appoggiate sopra ai tavoli.

Oggi siamo chiusi.” disse Roberto senza voltarsi.

Buongiorno Tenente.” lo salutò Stefano. A una delle pareti, quella più interna, c’era uno specchio appeso, di forma rettangolare e lungo quanto la parete. I due si osservarono attraverso il riflesso dello specchio.

Ma che bella sorpresa, investigatore. Come mai da queste parti?” disse Roberto. Prima di girarsi sistemò gli ultimi bicchieri appena asciugati.

Si diedero la mano con una stretta vigorosa.

Passavo da queste parti e sapevo che oggi è giorno di chiusura.”

Un giorno a settimana, così faccio riposare gli altri.” Roberto prese due sedie e le mise a terra, poi fece il gesto di accomodarsi. “Se aspetti un paio di minuti, ti preparo un buon caffè, come piace a te.”

Andrebbe bene anche un po’ d’acqua.” gli rispose Stefano già seduto sulla sedia.

Perfetto, il caffè lo faccio per me, ne ho una gran voglia.” Roberto entrò in cucina. Dopo qualche minuto tornò in sala portando un vassoio con un caffè, una bottiglia d’acqua e un bicchiere. Posò tutto sul tavolo e si mise seduto di fronte a lui.

Ho bisogno del vostro aiuto.” disse Stefano schietto, sincero. Prese l’acqua e la buttò giù in tre sorsi. Forse era meglio chiedergli del Whisky, pensò.

Roberto si massaggiò il pizzetto e chiese: “Di che tipo? Finanziario, oppure…”

Oppure.” gli rispose interrompendolo.

Va bene, hai la mia attenzione. Di che si tratta?”

Stefano non sapeva come dirglielo. Non voleva rivelargli del sogno, perché gli avrebbe consigliato di cercarsi uno psichiatra, uno bravo. “A Piazza Risorgimento dobbiamo controllare delle persone. Mi servono uomini, armi e mezzi.”

Dreamworld 2 – Seconda parte

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Gloria lo guardò perplessa. Fra i due era quella che più gli dava credito, non solo perché si trattava di suo fratello, ma anche perché non lo aveva mai visto ridotto in quello stato. “Potrebbe trattarsi di un sogno premonitore.” tentò di giustificarlo.

“So che è difficile da credere” disse Stefano. Prese la tazzina di caffè e lo bevve in due sorsi, poi si pulì la bocca con un fazzoletto. “ma ho le prove di quello che succederà questa sera.”

“A quali prove ti riferisci?” chiese Emanuele, anche Gloria parve incuriosita dalle ultime parole.

“Vedete quel gruppo di tende laggiù, oltre l’edicola?”

Entrambi si girarono in quella direzione. Videro parte delle transenne e l’apice delle tende bianche montate in piazza. Da quella distanza potevano osservare anche gli uomini della sicurezza privata.

“E con questo?” chiese Emanuele sorridendo.

Stefano guardò il cielo, stizzito. “Sentite, tutta quella roba montata laggiù ieri non c’era. Nessuna transenna, neanche l’ombra di una sola tenda.”

Gloria gli afferrò una mano delicatamente, guardandolo sempre negli occhi. Gli voleva stare vicino in quel momento, magari trasmettergli affetto.

“Eppure” continuò Stefano osservando sempre quella parte della piazza, “tutte quelle tende io le ho viste nel sogno.”

“Le hanno montate questa mattina.” constatò Emanuele sempre divertito.

“Il sogno l’ho fatto qualche ora fa, quando in piazza non c’era nulla. Possibile che non ci arriviate.”

“Va bene.” disse sua sorella, “Ammettiamo che sia tutto vero, che quello che hai sognato accadrà questa sera, che cosa vuoi fare?”

“Salvare quelle persone” ci pensò qualche secondo, “e capire cosa hanno in mente quelli oltre le transenne.”

Giunse un autobus e della gente scese a terra, altre persone salirono sul mezzo pubblico. “Che cosa c’entrano quelli laggiù?” chiese Emanuele, indicando l’accampamento di tende.

“Intanto, quelli della sorveglianza non sono italiani. E nel sogno, dopo aver visto morire quei due disgraziati, sono entrato in quelle tende.”

“Davvero?” chiesero in coro Gloria ed Emanuele.

“Davvero. C’erano delle strane casse di legno. Non so che cosa ci fosse dentro, ma lo voglio scoprire.”

“Se mi date qualche minuto, chiamo il mio contatto al Comune. Possiamo controllare tutti i permessi che hanno richiesto.” disse Emanuele, tirando fuori il cellulare dalla giacca.

Stefano gli sorrise compiaciuto: “Ottima trovata!” e lo guardò alzarsi dalla sedia.

Gloria e suo fratello rimasero soli. Non si dissero nulla, il brusio della gente agli altri tavoli e il rumore del traffico li aiutò a riflettere.

“Come pensi di entrare lì dentro? Hai visto in quanti sono a controllare il perimetro?” Gloria si ammutolì di nuovo, il suo sguardo era diretto al semaforo pedonale della piazza. Immaginò due persone correre sulle strisce e un cofano di un’auto che impatta contro i loro corpi. Le vennero i brividi. “Come farai a salvare quelle due vite?”

Stefano non le rispose subito ma sorrise per quelle domande che aveva fatto, mentre con il cucchiaino toglieva la schiuma sul bordo della tazzina vuota.

“Domande interessanti” ammise Stefano, “intanto non saremo da soli questa sera.”

“Vuoi chiedere aiuto a Roberto?”

“E’ la cosa migliore da fare. Ci hanno aiutato molte volte nei casi difficili.”

“Già.” ammise la sorella.

Emanuele si sedette al suo posto e poggiò il telefono sul tavolino. “Hanno tutti i permessi in regola.”

Lo sospettavo.” borbottò Stefano, guardando Gloria negli occhi.

Ufficialmente devono fare delle riprese esterne questa notte. Hanno una vigilanza privata estera.”

Molti sono russi.” aggiunse Stefano.

E tu come lo sai?” gli chiese Gloria, sistemandosi una ciocca di capelli davanti agli occhi.

Stefano sospirò, poi disse: “Perché ho superato quelle dannate transenne, sono entrato in alcune tende e nessuno mi ha visto, nessuno mi ha fermato.”

Emanuele si avvicinò con la sedia, appoggiando i gomiti sul tavolo e, per qualche attimo, studiò l’espressione di Stefano. “Come diavolo fai a sapere che sono russi?”

Li ho sentiti parlare. Alcune parole erano russe, quindi sono russi.”

Va bene” s’intromise Gloria, “adesso come ci muoviamo?”

Voi due andate in ufficio, dobbiamo contattare quel cliente…”

Si chiama Russo, Marco Russo!” lo aiutò Emanuele, poi scoppiò a ridere. Anche Gloria non riuscì a trattenersi, finché Stefano sorrise. Era teso ma quel gioco di parole lo aveva aiutato a rilassarsi un po’.

Ci vediamo dopo.” disse a entrambi. Stefano li guardò allontanarsi, dopo si alzò per pagare il conto.

Dreamworld 2 – Prima parte

In questi giorni ho preso una decisione: pubblicare sul blog una parte del primo capitolo di Dreamworld – Sean Balducci. Non ci saranno spoiler per chi non avesse letto il primo libro, promesso. L’ambientazione è nuova e si tratta di Roma, almeno alcuni quartieri della zona Prati.

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Perché ho fatto questa scelta? Molti anni fa, quando gestivo un blog su Splinder, mi piaceva scrivere e intrattenere i lettori del blog.

Buona lettura.

Piazza Risorgimento – Roma.

Stefano Terlizzi era irrequieto. Stava fermo sul marciapiede, quello più vicino a Piazza San Pietro, e osservava le persone attraversare le strisce pedonali.

Una parte della piazza, quella oltre l’edicola, era recintata per tutto il perimetro. Numerose transenne ne impedivano il passaggio. C’erano guardie private a ogni lato.

Stefano sapeva cosa ci fosse nelle tende montate a circolo. Aveva tutte le sembianze di essere un set cinematografico. In quella piccola porzione di piazza, c’erano persone vestite da medici dell’OMS e quelle tende bianche, sigillate da teli di plastica trasparente, contenevano delle strane casse di legno.

Stefano Terlizzi aveva trent’anni, alto uno e settanta e aveva i capelli rossi e ricci. Era un investigatore privato, con una sua agenzia con sede lì vicino. Stava aspettando che lo raggiungessero la sua socia e un collaboratore. Indossava un paio di jeans, una camicia blu e un paio di scarpe ti tessuto blu.

Scusa il ritardo.” disse Gloria alle sue spalle. Insieme a lei c’era Emanuele.

Anche se sei mia sorella e ti ho chiesto di venire il prima possibile…”

Ti sei svegliato male questa mattina?” lo interruppe Emanuele.

Malissimo!” rispose secco Stefano.

Altre persone si avvicinarono alla fermata dell’autobus 23. Aveva scelto di aspettarli in quel punto per non dare troppo nell’occhio. Mentre fingeva di aspettare l’autobus, Stefano voleva osservare da lontano ciò che succedeva vicino alle transenne.

Questa sera pioverà, ci sarà un temporale e forti raffiche di vento.” disse Stefano voltandosi verso sua sorella e il suo collaboratore.

Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere.

Chi diavolo sei, un meteorologo?” chiese Emanuele. Entrambi alzarono la testa, costatando che il cielo fosse solo parzialmente coperto. Nuvole bianche si spostavano pigre verso le mura vaticane. Era piacevole stare al sole in quei giorni primaverili.

Che ne dici se ci sediamo a quei tavolini” disse Gloria, “ordiniamo quello che ci pare e ci spieghi quello che ti è successo. Giuro, non ti ho mai visto così… strano.”

Ottima idea.” disse Emanuele.

Stefano rimase in silenzio e li seguì senza opporsi.

Tre caffè e tre bicchieri d’acqua.” ordinò Gloria alla cameriera.

Quando furono di nuovo soli, Stefano si accese una Marlboro e disse: “Probabilmente non mi crederete.”

Tu prova a spiegarci che cosa ti sta succedendo.” ribatté sua sorella.

Un gruppo di turisti gli passò davanti, il marciapiede cominciava a essere affollato. Diverse persone aspettavano l’arrivo dell’autobus. Il traffico di auto e scooter scorreva lento in quella zona di Roma.

Questa notte ho fatto un sogno incredibile.” annunciò Stefano, “Uno di quei sogni che non dimenticherò per un pezzo.”

Emanuele terminò il caffè. “Tutto qui? Ti sei stranito soltanto per uno stupido sogno?” chiese incredulo.

Non era un sogno normale.” si difese Stefano, “Tu… tu dovevi esserci. Ho assistito a un incidente e ho visto morire due persone, Cristo Santo!”

Cazzate!” borbottò il collaboratore.

Conoscevi quelle persone?” chiese Gloria.

Stefano non rispose subito, perdendosi nei ricordi ancora limpidi impressi nella memoria. Non aveva ancora toccato il suo caffè, né bevuto l’acqua. Spense la sigaretta nel posacenere e guardò negli occhi Gloria: “Non credo di conoscerle, ma di una cosa ne sono sicuro: succederà questa sera, verso le undici, minuto più minuto meno.”

Dreamworld e ultime letture in corso.

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Ho deciso di pubblicare un post a settimana, perché è un vero peccato lasciare questo blog fermo. L’ultimo post che ho scritto s’intitola Si torna a scrivere, e da quel giorno non ho più smesso. Credo sia giusto mettervi al corrente dei passi avanti che faccio, per chi fosse interessato.

Nel 2016, Maggio per l’esattezza, avevo terminato la stesura del romanzo Dreamworld – Io, Katy e Lupo. Da allora ho scritto poco, ma ho lavorato a tre distinti romanzi: Casperia – Il male non riposa mai, Magic Warehouse – Questi mobili che magia, e Dreamworld – Sean Balducci.

In questo preciso momento, sto ultimando il primo capitolo del seguito di Dreamworld, anche se ne avevo scritti quattro per Magic Warehouse. Ho interrotto l’abbondante flusso di idee che avevo, tanto ci ritornerò in futuro. Perché? Si tratta di coerenza e priorità. A maggio Dreamworld (il primo libro) ha compiuto un anno dalla pubblicazione e sempre più lettori lo stanno apprezzando: di questo ne sono felicissimo. Privatamente mi sono arrivati messaggi con richieste sul seguito, ecco perché ho deciso di dedicare tutto il 2019, quello che ne resta, a quello successivo. Non sarà una passeggiata, i personaggi da gestire sono molti, il meccanismo dei sogni sarà più complesso, l’ambientazione sarà italiana e, per ultimo, dovrò fare delle ricerche specifiche su alcuni gruppi anti terrorismo che operano sul territorio nazionale.

Per quanto riguarda il tema scrittura per adesso mi fermo. Che cosa sto leggendo in questo periodo?

Due romanzi di genere differente.

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Il libraio” scritto da Silvia Benedetta Piccioli.

Edito da Lettere Animate Editore.

Ho scelto la versione digitale.

Ecco la trama:

Ebene è il protagonista di questa storia e sembra che abbia un dono. È uno psicotrasportatore: ha la capacità di far vivere i personaggi dei suoi libri.
In questo momento la sua libreria non se la passa bene, guadagna poco e il fratello del libraio (suo socio in affari), vorrebbe vendere tutto per prendersi la sua parte.

Si tratta di un fantasy che, fin dai primi capitoli, già mi sta piacendo.
I personaggi sono caratterizzati bene, per quel che si può presumere fin’ora.
Ebene, il libraio, mi ricorda un anziano stanco ma che ha un compito importante da portare a termine.
Se dovessi scegliere qualche aggettivo per descriverlo, sceglierei: intrigante, semplice e incalzante. Per adesso lo stile dell’autrice mi piace.
In seguito, a fine lettura, ve ne “parlerò” più approfonditamente.

L’altro è un romanzo di azione, guerra e un po’ Thriller.

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I cavalieri del Vaticano”

Scritto da Rick Jones.

Ecco la trama.

Mentre è in visita negli Stati Uniti, Papa Pio XIII viene rapito da una cellula di terroristi denominata Soldati dell’Islam. Se gli Stati Uniti e i suoi alleati non soddisferanno le loro richieste, il papa verrà ucciso.
Così, quando la Specialista dell’FBI Shari Cohen viene chiamata per rintracciare la cellula terroristica responsabile, la donna capisce di non essere l’unica. Dietro alle mura del Vaticano c’è un ordine segreto, un gruppo operativo di soldati speciali noti come i Cavalieri del Vaticano. La loro missione è riportare il papa sano e salvo.
Quando Cohen e i Cavalieri uniranno le forze scopriranno una cospirazione nella Casa Bianca che coinvolge alti membri di Capitol Hill. Quando la donna si avvicinerà alla verità sul rapimento del papa, diventerà l’obiettivo da eliminare da parte delle forze cospiratrici. Ma per arrivare a lei dovranno affrontare i Cavalieri del Vaticano.

Si torna a scrivere…

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Il nove febbraio è un giorno che ricorderò per molto tempo. Si tratta del giorno in cui ho ripreso a scrivere come ai vecchi tempi. Ogni santo giorno, nei ritagli di tempo, sto pensando e scrivendo il mio sesto libro.

Non è mai semplice pensare e progettare un romanzo, anche se con gli anni ho appreso tecniche e metodi. Ogni romanzo è una nuova sfida, con problematiche differenti dal precedente lavoro.

Un conto sono i racconti, magari di una certa lunghezza.

L’ultimo mio lavoro è stato Dreamworld e non è filato tutto liscio come speravo. Cominciato nel settembre del 2009, terminato a maggio 2016. Nel mezzo, ho lavorato a due raccolte di racconti.

Però in passato mi è andata ancora meglio, mentre lavoravo a Greenworld: quattordici mesi di scrittura continuativa, sabati e domeniche comprese. E’ stata l’unica volta in cui non ho avuto particolari problemi.

Questo post non l’ho scritto in un solo giorno, ma lo sto preparando per presentare (a chiunque fosse curioso) di cosa parlerà Magic Warehouse – Questi mobili che magia.

Oggi è il 3 marzo 2019 e attualmente sto terminando il terzo capitolo. In passato non mi era mai successo di scrivere la quarta di copertina prima della stesura del romanzo.

I luoghi e la città in cui tutto avverrà li conosco benissimo: Dale, una cittadina americana fondata sulla costa. Nel 2009 avevo iniziato a scrivere un romanzo di fantascienza, dal titolo 2012 – un gioco da ragazzi, ambientato in parte a Roma e in parte in questa località. Alcuni racconti pubblicati su Any man e Angeli, Diavoli e Zombie hanno come ambientazione proprio Dale.

Ma non voglio divagare oltre.

Ecco di cosa parlerà il nuovo romanzo.

La città di Dale è ridotta a un cumulo di macerie, i cadaveri sono un po’ dappertutto, i feriti non si contano. Charles Dale è uno dei pochi sopravvissuti e ha assistito a ogni singolo evento. Adesso vuole raccontare la verità, ma saranno in pochi a credergli.

Il romanzo è ambientato in una cittadina costiera americana, dopo che una grande azienda produttrice di mobili ha acquisito un nuovo e sofisticato sistema di trasporto, il C.A.T. (Container Avio Trasportati). Nella zona industriale nasce un nuovo negozio, con un magazzino enorme per stoccare la merce in arrivo da molte regioni del mondo. Tutti questi articoli sono molto particolari, unici, stupefacenti.

Il sistema interno è collegato al C.A.T., che gestisce anche la sicurezza di tutto il nuovo impianto. Poche persone e ben addestrate gestiranno sia il negozio, che il magazzino, anche grazie all’aiuto della più grande tecnologia mai vista prima.

Non solo, Charles Dale scoprirà che i draghi esistono per davvero e Fuffy, in poco tempo, gli diventerà un’amica. Anche Dimitry, un vampiro che non uscirà mai dal magazzino, tenterà di aiutarlo in tutta questa strana e avventurosa storia.

Fantasy e Fantascienza si mescolano in un romanzo che catturerà il lettore dalla prima pagina, fino all’epilogo.

Quando avrete letto l’ultima pagina del romanzo e chiuso il libro, guarderete con sospetto tutti gli angoli dell’appartamento.

Grosso modo questa è la trama ufficiale. Secondo i miei progetti dovrei terminare la prima stesura entro il 2019. In futuro pubblicherò qualche breve estratto di questo romanzo, chissà che non vi incuriosisca.

NapoliTime seconda parte

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So che il 2019 mi riserverà molte sorprese, ne sono convinto anche se si tratta solo di una sensazione. Una piacevole sensazione.

Oggi voglio arricchire il blog con un nuovo post, sicuramente ricco di nuove impressioni. Già, perché il sei febbraio, un mercoledì che difficilmente dimenticherò, ho partecipato al secondo incontro del concorso letterario NapoliTime.

Ricordate? A ottobre scrissi un post di presentazione sulla sesta edizione di questo premio letterario.

https://carlofzappulla.wordpress.com/2018/10/28/napoli-time/

Quindi, mercoledì 6 febbraio, sono tornato a Napoli per proseguire l’avventura assieme a Dreamworld. In tutta la mia vita sono poche le occasioni che mi hanno spinto a viaggiare grazie alla scrittura. Perciò me le tengo strette quelle sensazioni che provo quando vivo questi incontri. Sono infinitamente intriganti per me, e mi spingono sempre a fare meglio in futuro. Sapete, i libri pubblicati e “dati in pasto ai lettori” non appartengono più all’autore, o autrice, che li ha scritti. Appartengono a tutte quelle persone che li leggeranno.

Tornando al viaggio, come al solito sono partito presto: l’incontro ha avuto la durata di tre ore circa. Ma, come la volta precedente, è stato ricco di sensazioni indescrivibili. Positive e negative, c’è stato un po’ di tutto in quel lasso di tempo. Ho provato timore e sicurezza, curiosità, felicità e anche un po’ di orgoglio, ad essere sincero.

Già, dimenticavo, questo confronto è stato programmato per far incontrare i giovani lettori – critici – e gli autori dei romanzi in concorso. I libri, già dal primo incontro, sono stati letti da molti ragazzi e ragazze, forse non ancora da tutti. Possiamo definirlo un incontro di mezzo, in cui poter domandare aspetti tecnici, oppure semplice curiosità. Tutto quello che dei giovani lettori possono essersi domandati durante la lettura dei libri.

E’ stata l’ennesima avventura che ho vissuto grazie alla passione che ho di scrivere.

La scuola che ci ha ospitati si trova in centro, fra palazzi e vie caratteristiche di Napoli. I ragazzi erano molti e ho ascoltato con curiosità le varie domande che ci hanno fatto. Tutte ben motivate e interessanti. Da ragazzo, lo dico ora che non lo sono più, mi sarebbe piaciuto partecipare ad un evento simile: leggere libri scritti da autori e, un giorno, avere la possibilità di fare domande a quelle persone che hanno scritto un romanzo interessante.

A maggio ci sarà l’ultimo incontro, sempre a Napoli, ma in un’altra scuola del capoluogo campano.

Vi terrò aggiornati.

Ultime letture e The Equalizer

Oggi vi voglio parlare di parecchie cose: di un film e della sua colonna sonora, anche di libri, quelli che sto leggendo in questo periodo.

Partiamo con ordine. Denzel Washington è uno dei miei attori preferiti e, per come la vedo io, non ha sbagliato nemmeno una parte in tutti i film a cui ha partecipato. Inoltre amo collezionare tutti i suoi capolavori in Blu Ray Disk, così posso rivedermeli quando ne ho più voglia.

Quando un film mi piace, e magari ha anche una colonna sonora bellissima, non mi faccio problemi ad acquistarli su Amazon in formato digitale. Vivo di musica e di immagini, un po’ come tutti del resto.

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L’ultimo film che ho rivisto più volte è stato The Equalizer – Il vendicatore. In questo film recita una parte che sembra pensata proprio per lui. Premetto che non ho ancora visto il seguito, aspetterò che esca in B.R.D. per gustarmelo, anche se non ho molta fiducia nei sequel.

La colonna sonora è stupenda, realizzata da Harry Gregson Williams, che ha curato e creato anche quella di Deja Vù e Man of fire. Per la cronaca, ho anche quelle.

Queste colonne sonore mi servono per immergermi nel mio mondo, sia per leggere che per scrivere.

Verso la fine del film, quando Robert ritorna al magazzino in cui lavorava, c’è una musica che non hanno incluso nella colonna sonora. Questo non ha infastidito solo me, facendo delle ricerche in rete. Molti altri, con la mia stessa passione, hanno riscontrato questa mancanza. Si tratta di una canzone dal titolo Vengeance, di Zack Hemsey.

https://www.youtube.com/watch?v=qhP1EuuKHWs

Le scene che si svolgono in quel deposito, sono veramente girate bene. Poi, con Vengeance in sottofondo, il tutto mi immerge in un’atmosfera di azione e suspance non indifferenti.

Cambiando argomento, ieri mi sono dedicato un po’ al blog. L’ho collegato a Instagram, dove da maggio ho iniziato a pubblicare foto di tutto quello che amo fare nel tempo libero. Se avete voglia, potete seguirmi anche lì. Inoltre, sempre ieri, ho aperto finalmente un account su Goodreads, collegando anche questo al blog.

E ora veniamo al discorso lettura. Per adesso sono alle prese con tre libri:

L’isola, di Richard Laymon.

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L’emporio dei piccoli miracoli.

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L’incubo di Hill House.

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Spero di finirli entro fine mese e di dirvi cosa ne penso.

Per adesso è tutto.

NapoliTime

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Venerdì 26 ottobre è iniziata una nuova avventura per me come autore e Dreamworld – Io, Katy e Lupo come romanzo ufficialmente in gara.

Ho deciso di prendermi del tempo, prima di scrivere qualcosa su questo evento. Sapete, le sensazioni, oppure le emozioni, hanno bisogno di gestazione. Spesso è controproducente scrivere le cose a caldo.

Intanto vi parlo un po’ di NapoliTime, che quest’anno è giunto alla sesta edizione. Ogni anno, più o meno prima dell’inizio dell’anno scolastico, lo staff di questo premio letterario indice un bando di gara. Questo è rivolto alle case editrici e agli autori. C’è una scheda tecnica da compilare, con domande molto precise sul romanzo, sulla trama e i personaggi, e anche sull’autore/autrice. Quest’anno è stato scelto anche il mio romanzo. E di questo ne sono davvero entusiasta.

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La gara ha la durata di tutto l’anno scolastico e, i giudici e i critici, non saranno altro che i giovani lettori delle scuole che hanno aderito a questa iniziativa.

Perciò, questa gara letteraria, ha già delle basi inedite: i giovani lettori devono leggere i libri in gara e, a fine anno, dovranno scrivere delle recensioni su ciò che hanno letto. La lettura verrà vissuta in maniera differente e, forse, ancora più apprezzata. Anche gli stessi alunni e alunne ci metteranno anima e corpo a scrivere quello che pensano dei romanzi. Una sorta di sfida nella sfida.

NapoliTime non potrà che far avvicinare dei giovani alla lettura, ed invogliarli a proseguire in questa stupenda passione.

Il viaggio.

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Mi sono svegliato alle 6 di mattina ben consapevole che sarebbe stata una giornata bella, carica di nuove aspettative, nuovi incontri e conoscenze. Così arrivo a Stazione Termini in anticipo e mi fermo ad osservare tutta la gente che corre verso la propria meta. Chi ha già letto Dreamworld, forse ricorderà che Donovan vive uno dei suoi sogni proprio all’interno di una stazione simile. Siccome è parecchio che non sono stato in una stazione ferroviaria, mi ha fatto uno stranissimo effetto. E’ quasi impossibile spiegarlo a parole, dopo tutto sono sensazioni che ho provato scrivendo questo romanzo ed ero proprio lì, fra la gente, a mettere giù parole su quel capitolo.

Una specie di dejà vu? Forse. Potrebbe essere più che altro un ritorno al passato, mentre cercavo – capitolo dopo capitolo – di raccontare la storia di Donovan, Katy e Lupo. A volte, per scrivere, c’è bisogno di spostarsi, magari in una location simile a quella che vuoi raccontare.

Il viaggio in treno è stato tranquillo, proprio quello di cui avevo bisogno. Mi sono portato dietro il lettore Kindle e ho ricominciato a leggere il romanzo L’incubo di Hill House, di cui presto vi darò un mio parere.

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Giunto a Napoli, preso un taxi, sono arrivato a destinazione: una scuola. Quale miglior location per iniziare questa nuova esperienza?

L’inizio dell’evento.

I ragazzi erano tanti, più di quanto mi aspettassi, e questo è merito dell’organizzazione che ormai da anni organizza e gestisce questo intreccio di autori, opere e studenti.

Qui ritorno al fatto dell’importanza di aspettare, per non scrivere a caldo tutte quelle sensazioni che ho ricevuto quel giorno, in poche ore. Le impressioni vanno lasciate raffreddare e metabolizzare.

L’aspettativa, da quanto ho potuto sondare, montava nel tempo. I libri erano in bella vista su un lungo tavolo, anche le postazioni degli autori. Di fronte al tavolo c’erano parecchie sedie, messe quasi a semicerchio. Una sorta di teatro, in cui i personaggi principali sarebbero stati tanti, anche chi – quel giorno – non ha preso un microfono in mano per fare domande o dare risposte. In questo concorso letterario – secondo me – i veri vincitori saranno tutti quei ragazzi che si avvicineranno sempre più alla lettura. Tutti quelli metteranno da parte cellulare e internet per leggere altri libri, non solo quelli in concorso.

Tutti quelli che renderanno la loro vita più ricca di spunti, più avventurosa di qualsiasi vita si voglia o possa vivere. Perché leggere autori differenti, generi diversi, non potrà che migliorare loro stessi e le loro vite.