Horror Cam

Un altro libro letto e piaciuto: Horror Cam

Autrice Silvia Benedetta Piccioli.

Edito da Dunwich Edizioni.

Genere Horror per ragazzi, ma godibilissimo anche per gli adulti.

Pagine 132

ebook Euro 3,99 – cartaceo 14,90

Di cosa parla?

Camilla, dodici anni, scrive storie di paura sul suo blog, HorrorCam. Un giorno riceve una strana e-mail da un indirizzo di posta sconosciuto, che riporta solo due parole: Villa Leuco. Camilla scopre che si tratta di una grande casa del Settecento immersa nella campagna a pochi chilometri dalla città in cui vive, e che è rimasta disabitata dal 1998, anno in cui morì la figlia dei proprietari. Insieme a suo fratello Filippo e ai suoi amici, Daniele ed Ella, Cam deciderà di andare a esplorare la casa e scoprire perché nessuno ci abbia più messo piede, sperando di ricavarne una nuova, incredibile storia per il suo blog. E se la casa fosse veramente infestata dallo spirito della bambina? Come se non bastasse, quando arrivano alla Villa, Cam si accorge che qualcuno li sta seguendo…

Il personaggio principale è Camilla (Cam), una dodicenne che ama spaventarsi leggendo storie horror. Crea un blog nel quale vuole riversare racconti che spaventino ogni lettore che la segua.

Ci sono altri tre personaggi secondari molto ben delineati, che accompagneranno la nostra Cam per tutto il romanzo: il fratello Filippo, Daniele un amico fedele e la sua migliore amica, Ella.

Come già scritto nella trama, Camilla riceverà una mail strana, in cui le viene suggerito il nome di una villa: Villa Leuco. La curiosità prenderà il sopravvento, costringendo Cam a fare tutte le ricerche su quella villa disabitata. Immaginate una ragazzina appassionata di storie horror, magari in cerca di spunti per scrivere le sue storie da pubblicare sul nuovo blog. La miccia si è accesa, le ricerche su quel luogo faranno accendere l’immaginazione della piccola Cam. Filippo verrà coinvolto, come anche gli altri due ragazzi.

L’autrice lavora molto bene sulle vicende antecedenti alla visita nella villa. Ci fa conoscere i quattro ragazzi, con pregi e difetti, con le tante sfaccettature dei personaggi. Riesce a instillare la giusta dose di curiosità e voglia di sapere cosa accadrà in quella villa.

Il piano viene studiato alla perfezione, fin nei più piccoli dettagli. E così anche il lettore accompagnerà i quattro ragazzi in quella tenuta abbandonata. Le descrizioni dei posti sono affascinanti. L’autrice riesce, attraverso descrizioni dettagliate, a farci vedere le stanze, le scalinate, tutti i luoghi impregnati di polvere e decadimento.

Camilla è il personaggio che preferisco, anche per come ragiona e per il background che l’autrice ha costruito. Mi ha ricordato le avventure che ho vissuto alla sua età, alla fantasia sfrenata quando andavo in cerca di avventure con il mio gruppo di amici. Ogni luogo ha le sue leggende, o posti abbandonati da visitare.

Tornando al romanzo, credo si possa dividere in due fasi: la ricerca e la visita alla villa, le varie scoperte che farà il gruppo di ragazzi subito dopo. Non posso e non voglio svelarvi oltre, anche perché vi toglierei il gusto della lettura.

Il finale del romanzo vi risulterà aperto, probabilmente perché ci sarà un seguito, almeno me lo auguro.

Consiglio questo romanzo a tutti gli appassionati di questo genere, grandi e più piccoli, perché merita davvero di essere letto.

Lindworm

L’ultimo libro letto e apprezzato è Lindworm, scritto da Alessandro Girola.

Lindworm

Alessandro Girola

Selfpublishing Amazon

59 pagine – Racconto lungo

Ebook 2,69 Euro – cartaceo 5,99 Euro

Trama

Norvegia settentrionale, agosto.
Un tour di turisti italiani si imbatte in una serie di paesi e di punti di ristoro abbandonati in tutta fretta. Non c’è più traccia di esseri umani da nessuna parte, nemmeno lungo la strada che porta a Capo Nord.
Dove sono finiti gli abitanti del posto? Perché i cellulari hanno improvvisamente perso il segnale? Quale minaccia incombe sul Nord-Norge?

Si tratta di una breve ma intensa storia, secondo me. L’autore ha trascorso le vacanze in Norvegia e ha preso spunto per scriverne un’intrigante narrazione. I personaggi sono ben caratterizzati, nonostante il racconto sia corto. L’ambientazione viene descritta benissimo.

Lindworm contiene una miscela di generi che vengono amalgamati perfettamente. La storia scorre senza annoiare, anzi, incuriosisce sempre il lettore.

Erica è una guida turistica, Samuel un blogger scrittore particolare. Ecco, questi sono i due personaggi che mi hanno affascinato di più.

Non posso svelare oltre la trama, perché credo che ogni lettore dovrebbe scoprire questa interessante storia.

Consigliata agli amanti del mistero, del soprannaturale e dell’avventura.

Dreamworld – Katy, Lupo and me

Il romanzo in questione già lo conoscete, ma questa volta l’ho pubblicato in lingua inglese in tutti gli store. Formati disponibili: ebook e cartaceo. Quindi, per Dreamworld, inizia una seconda avventura.

Sto proseguendo con la stesura del seguito di questo romanzo e spero che vi piacerà.

Donovan is sixteen years old, and one day he suddenly realizes he has a special power: he can foresee people’s deaths in his dreams. That’s not all. His dog, Lupo, begins to talk and soon after, both of them notice the strange invisible presence of Katy, a young lady who died a tragic death some time ago. All three of them decide to use Donovan’s powers to intervene in time and save those who are about to be killed. On one of these occasions, Donovan gets kidnapped by a mysterious Agency that recruits Dreamers. These Dreamers are able to find out in advance how and when these wicked crimes will take place. In the Agency Donovan meets Mark Collins, its Coordinator, his men and Lucy, a Dreamer with whom he becomes very friendly. The Agency’s objective is clear: to monitor the Dreamer’s dreams (who can at times dream the same event, called “crossed dreams”) and take action immediately, with the help of the police and other special forces, to prevent the tragedy.

La cisterna

Oggi voglio parlarvi di una bella lettura che ho fatto di recente.

La cisterna, scritto da Nicola Lombardi.

Edito da Dunwich Edizioni.

204 pagine.

Ebook 3,99 Euro

Cartaceo 9,40 Euro

Trama:

Nuovo Ordine Morale. Una feroce dittatura militare. Un nuovo sistema carcerario estremo in cui le Cisterne rappresentano il terribile strumento per una radicale epurazione della società. Giovanni Corte, giovane pieno di speranze, conquista l’ambito ruolo di Custode della Cisterna 9, nella quale dovrà trascorrere un anno. E comincia così per lui un cammino – inesorabile, claustrofobico, allucinante – lungo gli oscuri sentieri dell’anima umana, verso il cuore buio di tutti gli orrori che albergano fuori e dentro ciascuno di noi.

Intanto ci troviamo in Italia, con il Nuovo Ordine Morale che gestisce e governa il nostro paese. Giovanni Corte è diventato il custode della cisterna numero 9. Il suo ambito incarico lo porterà per dodici lunghi mesi a vivere e gestire questa “straordinaria” struttura, totalmente isolato dal resto del mondo. Se amate immergervi in totale simbiosi con il personaggio principale, all’interno di un caleidoscopio suggestivo di paure, timori, ossessioni, speranze, beh, questo libro farà per voi. Lo stile lo definirei riflessivo, che va a marcare le mille sfaccettature del custode della Cisterna. Giovanni è un personaggio tridimensionale, con pregi e difetti. Mi è piaciuto molto. Si tratta di un romanzo potente, in grado catturare il lettore e trascinarlo nell’oblio e nell’orrore in cui versa il nostro paese in questa storia. Inoltre, volevo sottolineare la bravura dell’autore, nell’aver reso tangibili quelle sensazioni provate da tutti personaggi del romanzo. Il finale non è scontato affatto. Consigliatissimo.

La casa – Cosa ne penso

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La Casa

Scritto da Mats Strandberg

Giunti Editore

412 pagine

Il libro è disponibile sia in digitale che cartaceo.

Di cosa parla:

Joel ha quarant’anni, una carriera da musicista naufragata malamente tra droghe e alcol, e adesso deve tornare a Skredsby per occuparsi di sua madre, Monika, affetta da demenza senile.
Quando finalmente si libera un posto a Tallskuggan, la prestigiosa casa di riposo, Joel non ha altra scelta che accompagnarla là, dove qualcuno potrà prendersi cura di lei 24 ore su 24.
Tra le esperte infermiere del centro c’è anche un viso conosciuto: si tratta di Nina, l’amica che vent’anni prima aveva condiviso con lui il sogno di vivere di musica e poi lo aveva abbandonato. L’incontro tra i due risveglia ricordi a lungo sepolti, ma la loro attenzione è catalizzata da Monika: l’anziana donna ha reazioni violente, parla di cose che non può sapere, sembra non essere più se stessa; condizione che tristemente la accomuna a molti altri ospiti del centro. Eppure Nina e Joel, che la conoscono davvero, vedono che c’è qualcos’altro oltre la demenza, qualcosa che la rende cattiva, quasi una presenza che la invade e non vuole andare via come quella strana macchia che continua a riformarsi sulla parete… Ma gli esami dicono che è tutto a posto; che sia solo suggestione?
Una cosa è certa: nessuno aiuterà Monika, se non lo faranno loro.

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Sulla copertina, in alto, leggerete una frase: Lo Stephen King che viene dal freddo.

Ecco, non mi sono mai piaciute le frasi a effetto per attirare più lettori. E posso assicurarvi che con King non ha nulla a che fare. Ma il romanzo merita di essere letto.

Intanto l’autore divide il libro in molti brevi capitoli, alternando i punti di vista su Joel, Nina e sulla casa di cura in cui soggiorna Monika.

Il contorno della storia è veramente costruito bene, con un background approfondito. Ho iniziato a leggere il romanzo perché la quarta di copertina mi aveva incuriosito, tanto che ho messo da parte le altre letture. Ero in cerca di una storia che mi incollasse alle pagine, tanto da fare notte fonda.

La storia di Joel e Nina, i rancori del passato, quella vita scandita dalla musica e dalle droghe distrugge un rapporto bello e maledetto. Quindi passano venti anni in cui i due innamorati non si vedono e non si sentono più. Il catalizzatore sarà proprio Monika (e non solo lei) a far riavvicinare entrambi.

Gli ospiti del Tallskuggan vengono tratteggiati benissimo, con tutti i lati stravaganti che vivono giorno dopo giorno. Questo romanzo ha anche il potere di far riflettere sulla vita, gli affetti, il tempo che passa inesorabile e, spesso, su alcune malattie legate alla senilità.

In ogni libro c’è sempre una parte dedicata ai ringraziamenti e io, per curiosità, la leggo sempre. L’autore ha fatto tantissime ricerche su malattie degenerative, quelle che affliggono le persone più anziane. Inoltre ha fatto altre ricerche su molte droghe e quali siano gli effetti sul cervello. E, nella pagina in cui l’autore ringrazia moltissime persone, c’è anche gente che lo ha aiutato sull’approfondimento di questi temi.

Joel, Nina e Monika sono personaggi caratterizzati molto bene e mi sono piaciuti. La trama non è scontata, scivola via pagina dopo pagina. Ogni breve capitolo, come ho già scritto, riesce a catturare sempre la mia voglia di conoscere il finale.

Se amate il genere horror e anche il thriller, questo libro farà per voi. Una volta iniziato, però, vi troverete a scendere – assieme ai protagonisti – in una spirale di sensazioni che possono dare le buone letture sul paranormale, un sotto genere dell’horror.

Il lettore percepisce quello che sta accadendo a Monika, l’autore lascia delle semplici tracce in ogni capitolo, ma il bello sarà seguire Joel e Nina in questa drammatica storia.

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Lettura consigliata.

The Terror – Cosa ne penso

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Ci troviamo sulla Erebus, una delle due navi incastrate nel Pack artico. Miglia e miglia di ghiacci e iceberg che bloccano le due navi. La vita a bordo è routine, freddo artico e glaciale. C’è qualcosa che si aggira fra le due navi, e non si tratta di orsi bianchi, ma di un essere che si confonde fra il ghiaccio e la neve. Gli equipaggi sono superstiziosi, soprattutto marinai e mozzi. Hanno ancora provviste nelle stive, carbone per le caldaie. Ma quando finiranno tutte le scorte?
A volte, immergendomi nella lettura, provo inquietudine immaginando gli uomini di guardia sul ponte principale, quando il vento fischia impetuoso, la nave scricchiola e geme, le sartie emettono suoni per il vento e quella “cosa” è in agguato, pronta a mietere la prossima vittima.

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Quando arrivi alla parola fine di un romanzo come questo, vorresti conoscere di persona Dan Simmons per ringraziarlo per la bella e coinvolgente lettura.
Come sempre, desidero sottolineare che le mie non saranno mai delle vere recensioni, in quanto dettate sempre dal mio gusto personale, sensazioni, stati d’animo durante la lettura.
The Terror è un complesso ma coinvolgente romanzo, che potrei spezzare in tre parti ben distinte.
La storia si svolge fra gli anni 1845, 1848 e prosegue oltre. I personaggi sono diversi, alcuni sono importanti ai fini della trama. Quelli secondari non li definirei superflui, ma offrono altri punti di vista necessari per amare questa vicenda vissuta da centotrenta uomini nell’artico quasi sconosciuto dagli occidentali.
Nel 1845 due navi inglesi (la Terror e la Erebus) salpano per scoprire il Passaggio a Nord. E questa potrei definirla la prima fase della storia.
Circa un anno dopo, le due navi rimarranno bloccate nel pack artico. E tutto quello strato di ghiaccio si muove, si solleva, si spezza come fosse un animale indomabile.
Dopo molti mesi di attese, speranze, preghiere, gli equipaggi devono abbandonare entrambe le navi.
Dan Simmons mi ha fatto “vivere” un’avventura ai limiti della fatica umana, in un freddo glaciale che ti mozza il respiro, quando speri che lo scorbuto, oppure una polmonite, ti uccida senza soffrire oltre il dovuto.
Confermo che il Capitano Francis Crozier è uno dei personaggi che difficilmente dimenticherò.

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Un romanzo consigliato.

NapoliTime seconda parte

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So che il 2019 mi riserverà molte sorprese, ne sono convinto anche se si tratta solo di una sensazione. Una piacevole sensazione.

Oggi voglio arricchire il blog con un nuovo post, sicuramente ricco di nuove impressioni. Già, perché il sei febbraio, un mercoledì che difficilmente dimenticherò, ho partecipato al secondo incontro del concorso letterario NapoliTime.

Ricordate? A ottobre scrissi un post di presentazione sulla sesta edizione di questo premio letterario.

https://carlofzappulla.wordpress.com/2018/10/28/napoli-time/

Quindi, mercoledì 6 febbraio, sono tornato a Napoli per proseguire l’avventura assieme a Dreamworld. In tutta la mia vita sono poche le occasioni che mi hanno spinto a viaggiare grazie alla scrittura. Perciò me le tengo strette quelle sensazioni che provo quando vivo questi incontri. Sono infinitamente intriganti per me, e mi spingono sempre a fare meglio in futuro. Sapete, i libri pubblicati e “dati in pasto ai lettori” non appartengono più all’autore, o autrice, che li ha scritti. Appartengono a tutte quelle persone che li leggeranno.

Tornando al viaggio, come al solito sono partito presto: l’incontro ha avuto la durata di tre ore circa. Ma, come la volta precedente, è stato ricco di sensazioni indescrivibili. Positive e negative, c’è stato un po’ di tutto in quel lasso di tempo. Ho provato timore e sicurezza, curiosità, felicità e anche un po’ di orgoglio, ad essere sincero.

Già, dimenticavo, questo confronto è stato programmato per far incontrare i giovani lettori – critici – e gli autori dei romanzi in concorso. I libri, già dal primo incontro, sono stati letti da molti ragazzi e ragazze, forse non ancora da tutti. Possiamo definirlo un incontro di mezzo, in cui poter domandare aspetti tecnici, oppure semplice curiosità. Tutto quello che dei giovani lettori possono essersi domandati durante la lettura dei libri.

E’ stata l’ennesima avventura che ho vissuto grazie alla passione che ho di scrivere.

La scuola che ci ha ospitati si trova in centro, fra palazzi e vie caratteristiche di Napoli. I ragazzi erano molti e ho ascoltato con curiosità le varie domande che ci hanno fatto. Tutte ben motivate e interessanti. Da ragazzo, lo dico ora che non lo sono più, mi sarebbe piaciuto partecipare ad un evento simile: leggere libri scritti da autori e, un giorno, avere la possibilità di fare domande a quelle persone che hanno scritto un romanzo interessante.

A maggio ci sarà l’ultimo incontro, sempre a Napoli, ma in un’altra scuola del capoluogo campano.

Vi terrò aggiornati.

Ultime letture – The mist e The body

Oggi voglio parlarvi delle mie ultime letture.

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The mist

Scritto da Stephen King

Sperling & Kupfer

Disponibile sia in digitale che cartaceo.

Quarta di copertina:

La piccola cittadina di Bridgton, Maine, viene improvvisamente avvolta da una fitta nebbia. Iniziano così ad accadere cose strane: creature bizzarre e pericolose si aggirano non viste per le strade, facendo scomparire alcuni degli abitanti. Il supermercato, che inizialmente appare come l’unico luogo di salvezza, si rivela una pericolosa prigione. Le persone che hanno cercato riparo lì, infatti, non sono minacciate soltanto dai mostri nascosti nella nebbia, ma anche dalla follia che il terrore claustrofobico fa nascere tra i rifugiati.

In realtà questa storia è stata ripubblicata, infatti fu una delle mie vecchissime letture da ragazzino. Faceva parte di Scheletri, una corposa raccolta di racconti. Immagino che sia una procedura di marketing, per riproporre racconti lunghi, o brevi romanzi, del vecchio King.

La veste grafica mi piace tanto quanto la storia. Ecco perché l’ho comprato in versione cartacea e mi ci sono voluto immergere di nuovo.

Tornando al libro di King, scritto in prima persona, riesce a catapultare il lettore all’interno della tempesta che flagella le comunità intorno al lago. Il giorno seguente sopraggiunge una strana nebbia che nasconde qualcosa al suo interno. Per spiegarvi cosa ci sia, dovrei usare le parole della signora Carmony: “C’è la morte lì dentro!”
Un gruppo di persone si barrica all’interno di un supermercato, mentre la nebbia nasconde quelle cose e spaventa tutti. Il male, però, lo troveremo sia fuori che dentro. Quando la gente ha paura, si aggrapperebbe a qualsiasi cosa pur di salvarsi.

Molti anni fa, quando cercavo di farmi spaventare dalle storie scritte da altri, non facevo nemmeno caso agli stili di scrittura, oppure ai punti di vista scelti dai vari autori. Oggi è diverso. Sono sempre affascinato da ogni scelta che fanno gli altri.

Lettura consigliata anche a chi si volesse approcciare per la prima volta a un libro scritto da King. Anche in questa storia emerge la dualità del male, sia all’esterno del supermercato, sia all’interno di alcuni uomini.

Ora passiamo all’ultimo libro terminato in queste ore.

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The body

Scritto da Stephen King

Sperling & Kupfer

Disponibile sia in digitale che cartaceo.

Quarta di copertina:

Alla fine dell’estate, Gordie e i suoi tre migliori amici, spinti dalla voglia di avventura, vanno alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo scomparso. Motivati dal desiderio – ognuno per una ragione diversa – di riscattarsi e diventare degli eroi, si mettono in cammino lungo i binari della ferrovia. Dovranno superare momenti di fatica, paura e mille ostacoli, fra cui anche quello di doversi scontrare con i bulli, e scopriranno che i mostri non si nascondono dentro gli armadi, ma nel cuore delle persone.

Anche questa storia non è inedita, ma è stata pubblicata nella raccolta Stagioni diverse. In questo caso per me è una lettura inedita e molto gratificante.

La narrazione è in prima persona e il punto di vista è di Gordon Lachance, uno dei ragazzini protagonisti di questa lunga e grande avventura. Un po’ mi ha ricordato l’impianto narrativo del romanzo It, forse proprio per come King ha scelto di raccontarci questa avventura.

La lettura è fluida e intrigante. Diviso in molti capitoli, mi ha spinto a leggere avidamente fino all’ultima pagina.

Di solito non mi sono mai soffermato su frasi o paragrafi durante le mie letture. Con questo libro ho fatto un’eccezione.

[…]“É proprio un bel momento” disse semplicemente Vern, e non intendeva dire solo il fatto di essere in un posto proibito, o di aver imbrogliato i nostri, o di andare a fare questa escursione lungo la ferrovia fin dentro Harlow; si riferiva sì a queste cose, ma ora mi pare che ci fosse dell’altro, e che tutti noi lo sapevamo. Tutto era lì e attorno a noi.
Sapevamo esattamente chi eravamo ed esattamente dove stavamo andando. Era magnifico.
[…]

King ci parla di molti argomenti: Amicizia, quella che a dodici anni vivi con spensieratezza e in cui credi con tutto te stesso. Crescita, anche se a quell’età non ti accorgi che già lo stai facendo. Fedeltà a un codice morale. Oppure l’eccitazione per un’avventura che potrebbe anche costarti la vita.

Inoltre c’è il viaggio indimenticabile verso una meta, la prospettiva di poter diventare quattro piccoli eroi. A dodici anni chi non ha fantasticato con la mente?

Veramente un bel libro.

Ultime letture e The Equalizer

Oggi vi voglio parlare di parecchie cose: di un film e della sua colonna sonora, anche di libri, quelli che sto leggendo in questo periodo.

Partiamo con ordine. Denzel Washington è uno dei miei attori preferiti e, per come la vedo io, non ha sbagliato nemmeno una parte in tutti i film a cui ha partecipato. Inoltre amo collezionare tutti i suoi capolavori in Blu Ray Disk, così posso rivedermeli quando ne ho più voglia.

Quando un film mi piace, e magari ha anche una colonna sonora bellissima, non mi faccio problemi ad acquistarli su Amazon in formato digitale. Vivo di musica e di immagini, un po’ come tutti del resto.

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L’ultimo film che ho rivisto più volte è stato The Equalizer – Il vendicatore. In questo film recita una parte che sembra pensata proprio per lui. Premetto che non ho ancora visto il seguito, aspetterò che esca in B.R.D. per gustarmelo, anche se non ho molta fiducia nei sequel.

La colonna sonora è stupenda, realizzata da Harry Gregson Williams, che ha curato e creato anche quella di Deja Vù e Man of fire. Per la cronaca, ho anche quelle.

Queste colonne sonore mi servono per immergermi nel mio mondo, sia per leggere che per scrivere.

Verso la fine del film, quando Robert ritorna al magazzino in cui lavorava, c’è una musica che non hanno incluso nella colonna sonora. Questo non ha infastidito solo me, facendo delle ricerche in rete. Molti altri, con la mia stessa passione, hanno riscontrato questa mancanza. Si tratta di una canzone dal titolo Vengeance, di Zack Hemsey.

https://www.youtube.com/watch?v=qhP1EuuKHWs

Le scene che si svolgono in quel deposito, sono veramente girate bene. Poi, con Vengeance in sottofondo, il tutto mi immerge in un’atmosfera di azione e suspance non indifferenti.

Cambiando argomento, ieri mi sono dedicato un po’ al blog. L’ho collegato a Instagram, dove da maggio ho iniziato a pubblicare foto di tutto quello che amo fare nel tempo libero. Se avete voglia, potete seguirmi anche lì. Inoltre, sempre ieri, ho aperto finalmente un account su Goodreads, collegando anche questo al blog.

E ora veniamo al discorso lettura. Per adesso sono alle prese con tre libri:

L’isola, di Richard Laymon.

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L’emporio dei piccoli miracoli.

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L’incubo di Hill House.

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Spero di finirli entro fine mese e di dirvi cosa ne penso.

Per adesso è tutto.

Ultime letture: L’escursione

Sono sempre più convinto che seguire altri blog, soprattutto se trattano di letture interessanti, sia fondamentale. Fatta questa premessa, oggi vi parlerò di un nuovo romanzo letto e piaciuto molto.

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Il libro in questione è “L’escursione”.

L’autore è Phil Kansel.

Edito da Amazon Self Publishing.

Genere Thriller

240 pagine.

C’è sia la versione cartacea, che quella digitale.

Di cosa parla:

Jane, una ragazza di Cincinnati di ventitré anni, scompare durante un’escursione nella remota riserva della Mad River Valley, nel Vermont, ai piedi del Monte Ellen, a mille e trecento chilometri da casa. Cinque giorni dopo la sua macchina fotografica viene ritrovata a valle, vicino al letto del fiume Mad. Contiene delle foto bizzarre scattate da Jane prima della sua scomparsa.
Thomas vuole credere a tutti i costi che sua sorella sia ancora viva. Così, quando le ricerche della polizia della cittadina di Warren vengono abbandonate, lui e tre suoi amici formano un’autonoma squadra di ricerca per setacciare la riserva ai piedi della catena delle Green Mountains.
I ragazzi pensano di essere preparati ad affrontare la missione, ma la Mad River Valley supera ogni loro aspettativa. Dal momento in cui si allontanano dai sentieri escursionistici conosciuti e le scoperte inquietanti si susseguono una dopo l’altra, Thomas, Patricia, Tilda e Josh iniziano a credere di non essere soli nella foresta… e che la scomparsa di Jane non sia stata un incidente.
Ma, a quel punto, è troppo tardi per scappare.
A volte il rapporto tra lettore e libri è strano, comunque soggettivo. A me spesso succede di venire catturato da una copertina affascinante, una trama che riesce ad avere tutta la mia attenzione, così metto da parte le altre letture e mi concentro su questa. E’ insolito e avviene poche volte, ma succede.
Comunque, tornando al romanzo, vorrei suggerirvene la lettura, sia agli amanti del genere, sia a chi ama l’avventura con sfumature horror.
I personaggi principali sono diversi, con (P.O.V.) Punti Di Vista differenti ma molto ben caratterizzati. Ognuno di loro ha spazio sufficiente per essere apprezzato dal lettore.
La trama è intrigante e ben congegnata. I colpi di scena sono diversi e quasi mai prevedibili, naturalmente parlo per i miei gusti di lettore.
Per gran parte del romanzo, l’autore deve gestire dei personaggi all’interno di una riserva naturale. Per tutto questo tempo, vi garantisco, non si legge nulla di banale o ripetitivo. Spesso mi sono ritrovato a voler continuare la lettura perché volevo sapere cosa sarebbe successo la pagina dopo. Inoltre avevo la sensazione di trovarmi lì, assieme ai quattro ragazzi persi fra quei sentieri e circondati da alberi, arbusti e rovi.
Insomma, una lettura coinvolgente fino all’epilogo che a me è piaciuto molto.