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Oggi vi presento un romanzo che ho letto da poco: La tana di mezzanotte.

Autore: Richard Laymon.

288 pagine

Genere Horror – Thriller

Editore: Indipendent Legions Publishing

Copia digitale 3,99 Euro

Copia cartacea 15,30 Euro

Intanto ecco di cosa parla…

Un gruppo di turisti si appresta a scoprire le meraviglie della caverna di Mordock, una grotta naturale scoperta agli inizi degli anni 20, quando un improvviso blackout interrompe la gita.
Sicuramente un guasto temporaneo destinato a risolversi in pochi minuti: questo è l’auspicio, ma il tempo passa e la luce non torna. Che fare? Risalire in superficie è impossibile, non resta che attendere i soccorsi o tentare un’altra via di fuga, la sola possibile, quella che si cela oltre il Muro di Ely, laddove in passato ha perso la vita una giovane donna. I più temerari decidono di abbatterlo, quel che non sanno è che così facendo dischiuderanno le porte dell’inferno.
Un’avventura allucinante e claustrofobica nelle viscere della terra, alla scoperta degli antri più bui dell’animo umano.

Il romanzo l’ho letto in un paio di giorni perché la trama, i personaggi e la struttura del testo mi hanno da subito catturato. A parte che ho un debole per le grotte e per i misteri che potrebbero celarvisi dietro. L’intero libro mi ha ricordato molto il film Il nascondiglio del Diavolo, che mi è piaciuto molto.

Tornando al romanzo, sappiate che i personaggi sono parecchi ma l’autore riesce a parlarcene dosando il ritmo e il tempo in maniera impeccabile. All’interno della grotta ci sono una quarantina di persone, con due guide che hanno la responsabilità di proteggere i turisti fino alla fine della gita.

La trama non è lineare, ma i flashback sul passato di alcuni protagonisti sono funzionali all’intera storia. A volte ci ritroveremo a leggere molti pensieri, o flussi di coscienza, dei personaggi. Questo stratagemma è utile a capire e a rendere più interessanti alcuni protagonisti. A farli diventare più palpabili e a capire il perché dei loro futuri gesti e azioni.

L’autore riesce ad imprimere un bel ritmo spadroneggiando i vari Punti di Vista. I colpi di scena non mancano e, riuscire ad immergere un lettore all’interno di una grotta (e farcelo rimanere), non è da poco. Non ci sono descrizioni banali o superflue e, mentre mi inoltravo nella lettura, quasi riuscivo a condividere quello che provavano quei disgraziati nell’oscurità quasi completa.

Insomma, una lettura piacevole e intrigante. Solo il finale mi ha lasciato perplesso, probabilmente perché l’autore lo avrebbe voluto proseguire.

Comunque consiglio la lettura agli amanti di questo genere, per passare qualche ora all’interno di una oscura e buia grotta, chiedendosi cosa diavolo ci sia oltre il muro di Ely. E anche in superficie: chi o cosa ha provocato il blackout?