Dreamworld 2 – Prima parte

In questi giorni ho preso una decisione: pubblicare sul blog una parte del primo capitolo di Dreamworld – Sean Balducci. Non ci saranno spoiler per chi non avesse letto il primo libro, promesso. L’ambientazione è nuova e si tratta di Roma, almeno alcuni quartieri della zona Prati.

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Perché ho fatto questa scelta? Molti anni fa, quando gestivo un blog su Splinder, mi piaceva scrivere e intrattenere i lettori del blog.

Buona lettura.

Piazza Risorgimento – Roma.

Stefano Terlizzi era irrequieto. Stava fermo sul marciapiede, quello più vicino a Piazza San Pietro, e osservava le persone attraversare le strisce pedonali.

Una parte della piazza, quella oltre l’edicola, era recintata per tutto il perimetro. Numerose transenne ne impedivano il passaggio. C’erano guardie private a ogni lato.

Stefano sapeva cosa ci fosse nelle tende montate a circolo. Aveva tutte le sembianze di essere un set cinematografico. In quella piccola porzione di piazza, c’erano persone vestite da medici dell’OMS e quelle tende bianche, sigillate da teli di plastica trasparente, contenevano delle strane casse di legno.

Stefano Terlizzi aveva trent’anni, alto uno e settanta e aveva i capelli rossi e ricci. Era un investigatore privato, con una sua agenzia con sede lì vicino. Stava aspettando che lo raggiungessero la sua socia e un collaboratore. Indossava un paio di jeans, una camicia blu e un paio di scarpe ti tessuto blu.

Scusa il ritardo.” disse Gloria alle sue spalle. Insieme a lei c’era Emanuele.

Anche se sei mia sorella e ti ho chiesto di venire il prima possibile…”

Ti sei svegliato male questa mattina?” lo interruppe Emanuele.

Malissimo!” rispose secco Stefano.

Altre persone si avvicinarono alla fermata dell’autobus 23. Aveva scelto di aspettarli in quel punto per non dare troppo nell’occhio. Mentre fingeva di aspettare l’autobus, Stefano voleva osservare da lontano ciò che succedeva vicino alle transenne.

Questa sera pioverà, ci sarà un temporale e forti raffiche di vento.” disse Stefano voltandosi verso sua sorella e il suo collaboratore.

Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere.

Chi diavolo sei, un meteorologo?” chiese Emanuele. Entrambi alzarono la testa, costatando che il cielo fosse solo parzialmente coperto. Nuvole bianche si spostavano pigre verso le mura vaticane. Era piacevole stare al sole in quei giorni primaverili.

Che ne dici se ci sediamo a quei tavolini” disse Gloria, “ordiniamo quello che ci pare e ci spieghi quello che ti è successo. Giuro, non ti ho mai visto così… strano.”

Ottima idea.” disse Emanuele.

Stefano rimase in silenzio e li seguì senza opporsi.

Tre caffè e tre bicchieri d’acqua.” ordinò Gloria alla cameriera.

Quando furono di nuovo soli, Stefano si accese una Marlboro e disse: “Probabilmente non mi crederete.”

Tu prova a spiegarci che cosa ti sta succedendo.” ribatté sua sorella.

Un gruppo di turisti gli passò davanti, il marciapiede cominciava a essere affollato. Diverse persone aspettavano l’arrivo dell’autobus. Il traffico di auto e scooter scorreva lento in quella zona di Roma.

Questa notte ho fatto un sogno incredibile.” annunciò Stefano, “Uno di quei sogni che non dimenticherò per un pezzo.”

Emanuele terminò il caffè. “Tutto qui? Ti sei stranito soltanto per uno stupido sogno?” chiese incredulo.

Non era un sogno normale.” si difese Stefano, “Tu… tu dovevi esserci. Ho assistito a un incidente e ho visto morire due persone, Cristo Santo!”

Cazzate!” borbottò il collaboratore.

Conoscevi quelle persone?” chiese Gloria.

Stefano non rispose subito, perdendosi nei ricordi ancora limpidi impressi nella memoria. Non aveva ancora toccato il suo caffè, né bevuto l’acqua. Spense la sigaretta nel posacenere e guardò negli occhi Gloria: “Non credo di conoscerle, ma di una cosa ne sono sicuro: succederà questa sera, verso le undici, minuto più minuto meno.”

Dreamworld e ultime letture in corso.

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Ho deciso di pubblicare un post a settimana, perché è un vero peccato lasciare questo blog fermo. L’ultimo post che ho scritto s’intitola Si torna a scrivere, e da quel giorno non ho più smesso. Credo sia giusto mettervi al corrente dei passi avanti che faccio, per chi fosse interessato.

Nel 2016, Maggio per l’esattezza, avevo terminato la stesura del romanzo Dreamworld – Io, Katy e Lupo. Da allora ho scritto poco, ma ho lavorato a tre distinti romanzi: Casperia – Il male non riposa mai, Magic Warehouse – Questi mobili che magia, e Dreamworld – Sean Balducci.

In questo preciso momento, sto ultimando il primo capitolo del seguito di Dreamworld, anche se ne avevo scritti quattro per Magic Warehouse. Ho interrotto l’abbondante flusso di idee che avevo, tanto ci ritornerò in futuro. Perché? Si tratta di coerenza e priorità. A maggio Dreamworld (il primo libro) ha compiuto un anno dalla pubblicazione e sempre più lettori lo stanno apprezzando: di questo ne sono felicissimo. Privatamente mi sono arrivati messaggi con richieste sul seguito, ecco perché ho deciso di dedicare tutto il 2019, quello che ne resta, a quello successivo. Non sarà una passeggiata, i personaggi da gestire sono molti, il meccanismo dei sogni sarà più complesso, l’ambientazione sarà italiana e, per ultimo, dovrò fare delle ricerche specifiche su alcuni gruppi anti terrorismo che operano sul territorio nazionale.

Per quanto riguarda il tema scrittura per adesso mi fermo. Che cosa sto leggendo in questo periodo?

Due romanzi di genere differente.

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Il libraio” scritto da Silvia Benedetta Piccioli.

Edito da Lettere Animate Editore.

Ho scelto la versione digitale.

Ecco la trama:

Ebene è il protagonista di questa storia e sembra che abbia un dono. È uno psicotrasportatore: ha la capacità di far vivere i personaggi dei suoi libri.
In questo momento la sua libreria non se la passa bene, guadagna poco e il fratello del libraio (suo socio in affari), vorrebbe vendere tutto per prendersi la sua parte.

Si tratta di un fantasy che, fin dai primi capitoli, già mi sta piacendo.
I personaggi sono caratterizzati bene, per quel che si può presumere fin’ora.
Ebene, il libraio, mi ricorda un anziano stanco ma che ha un compito importante da portare a termine.
Se dovessi scegliere qualche aggettivo per descriverlo, sceglierei: intrigante, semplice e incalzante. Per adesso lo stile dell’autrice mi piace.
In seguito, a fine lettura, ve ne “parlerò” più approfonditamente.

L’altro è un romanzo di azione, guerra e un po’ Thriller.

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I cavalieri del Vaticano”

Scritto da Rick Jones.

Ecco la trama.

Mentre è in visita negli Stati Uniti, Papa Pio XIII viene rapito da una cellula di terroristi denominata Soldati dell’Islam. Se gli Stati Uniti e i suoi alleati non soddisferanno le loro richieste, il papa verrà ucciso.
Così, quando la Specialista dell’FBI Shari Cohen viene chiamata per rintracciare la cellula terroristica responsabile, la donna capisce di non essere l’unica. Dietro alle mura del Vaticano c’è un ordine segreto, un gruppo operativo di soldati speciali noti come i Cavalieri del Vaticano. La loro missione è riportare il papa sano e salvo.
Quando Cohen e i Cavalieri uniranno le forze scopriranno una cospirazione nella Casa Bianca che coinvolge alti membri di Capitol Hill. Quando la donna si avvicinerà alla verità sul rapimento del papa, diventerà l’obiettivo da eliminare da parte delle forze cospiratrici. Ma per arrivare a lei dovranno affrontare i Cavalieri del Vaticano.

NapoliTime seconda parte

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So che il 2019 mi riserverà molte sorprese, ne sono convinto anche se si tratta solo di una sensazione. Una piacevole sensazione.

Oggi voglio arricchire il blog con un nuovo post, sicuramente ricco di nuove impressioni. Già, perché il sei febbraio, un mercoledì che difficilmente dimenticherò, ho partecipato al secondo incontro del concorso letterario NapoliTime.

Ricordate? A ottobre scrissi un post di presentazione sulla sesta edizione di questo premio letterario.

https://carlofzappulla.wordpress.com/2018/10/28/napoli-time/

Quindi, mercoledì 6 febbraio, sono tornato a Napoli per proseguire l’avventura assieme a Dreamworld. In tutta la mia vita sono poche le occasioni che mi hanno spinto a viaggiare grazie alla scrittura. Perciò me le tengo strette quelle sensazioni che provo quando vivo questi incontri. Sono infinitamente intriganti per me, e mi spingono sempre a fare meglio in futuro. Sapete, i libri pubblicati e “dati in pasto ai lettori” non appartengono più all’autore, o autrice, che li ha scritti. Appartengono a tutte quelle persone che li leggeranno.

Tornando al viaggio, come al solito sono partito presto: l’incontro ha avuto la durata di tre ore circa. Ma, come la volta precedente, è stato ricco di sensazioni indescrivibili. Positive e negative, c’è stato un po’ di tutto in quel lasso di tempo. Ho provato timore e sicurezza, curiosità, felicità e anche un po’ di orgoglio, ad essere sincero.

Già, dimenticavo, questo confronto è stato programmato per far incontrare i giovani lettori – critici – e gli autori dei romanzi in concorso. I libri, già dal primo incontro, sono stati letti da molti ragazzi e ragazze, forse non ancora da tutti. Possiamo definirlo un incontro di mezzo, in cui poter domandare aspetti tecnici, oppure semplice curiosità. Tutto quello che dei giovani lettori possono essersi domandati durante la lettura dei libri.

E’ stata l’ennesima avventura che ho vissuto grazie alla passione che ho di scrivere.

La scuola che ci ha ospitati si trova in centro, fra palazzi e vie caratteristiche di Napoli. I ragazzi erano molti e ho ascoltato con curiosità le varie domande che ci hanno fatto. Tutte ben motivate e interessanti. Da ragazzo, lo dico ora che non lo sono più, mi sarebbe piaciuto partecipare ad un evento simile: leggere libri scritti da autori e, un giorno, avere la possibilità di fare domande a quelle persone che hanno scritto un romanzo interessante.

A maggio ci sarà l’ultimo incontro, sempre a Napoli, ma in un’altra scuola del capoluogo campano.

Vi terrò aggiornati.

NapoliTime

Napolitime

Venerdì 26 ottobre è iniziata una nuova avventura per me come autore e Dreamworld – Io, Katy e Lupo come romanzo ufficialmente in gara.

Ho deciso di prendermi del tempo, prima di scrivere qualcosa su questo evento. Sapete, le sensazioni, oppure le emozioni, hanno bisogno di gestazione. Spesso è controproducente scrivere le cose a caldo.

Intanto vi parlo un po’ di NapoliTime, che quest’anno è giunto alla sesta edizione. Ogni anno, più o meno prima dell’inizio dell’anno scolastico, lo staff di questo premio letterario indice un bando di gara. Questo è rivolto alle case editrici e agli autori. C’è una scheda tecnica da compilare, con domande molto precise sul romanzo, sulla trama e i personaggi, e anche sull’autore/autrice. Quest’anno è stato scelto anche il mio romanzo. E di questo ne sono davvero entusiasta.

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La gara ha la durata di tutto l’anno scolastico e, i giudici e i critici, non saranno altro che i giovani lettori delle scuole che hanno aderito a questa iniziativa.

Perciò, questa gara letteraria, ha già delle basi inedite: i giovani lettori devono leggere i libri in gara e, a fine anno, dovranno scrivere delle recensioni su ciò che hanno letto. La lettura verrà vissuta in maniera differente e, forse, ancora più apprezzata. Anche gli stessi alunni e alunne ci metteranno anima e corpo a scrivere quello che pensano dei romanzi. Una sorta di sfida nella sfida.

NapoliTime non potrà che far avvicinare dei giovani alla lettura, ed invogliarli a proseguire in questa stupenda passione.

Il viaggio.

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Mi sono svegliato alle 6 di mattina ben consapevole che sarebbe stata una giornata bella, carica di nuove aspettative, nuovi incontri e conoscenze. Così arrivo a Stazione Termini in anticipo e mi fermo ad osservare tutta la gente che corre verso la propria meta. Chi ha già letto Dreamworld, forse ricorderà che Donovan vive uno dei suoi sogni proprio all’interno di una stazione simile. Siccome è parecchio che non sono stato in una stazione ferroviaria, mi ha fatto uno stranissimo effetto. E’ quasi impossibile spiegarlo a parole, dopo tutto sono sensazioni che ho provato scrivendo questo romanzo ed ero proprio lì, fra la gente, a mettere giù parole su quel capitolo.

Una specie di dejà vu? Forse. Potrebbe essere più che altro un ritorno al passato, mentre cercavo – capitolo dopo capitolo – di raccontare la storia di Donovan, Katy e Lupo. A volte, per scrivere, c’è bisogno di spostarsi, magari in una location simile a quella che vuoi raccontare.

Il viaggio in treno è stato tranquillo, proprio quello di cui avevo bisogno. Mi sono portato dietro il lettore Kindle e ho ricominciato a leggere il romanzo L’incubo di Hill House, di cui presto vi darò un mio parere.

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Giunto a Napoli, preso un taxi, sono arrivato a destinazione: una scuola. Quale miglior location per iniziare questa nuova esperienza?

L’inizio dell’evento.

I ragazzi erano tanti, più di quanto mi aspettassi, e questo è merito dell’organizzazione che ormai da anni organizza e gestisce questo intreccio di autori, opere e studenti.

Qui ritorno al fatto dell’importanza di aspettare, per non scrivere a caldo tutte quelle sensazioni che ho ricevuto quel giorno, in poche ore. Le impressioni vanno lasciate raffreddare e metabolizzare.

L’aspettativa, da quanto ho potuto sondare, montava nel tempo. I libri erano in bella vista su un lungo tavolo, anche le postazioni degli autori. Di fronte al tavolo c’erano parecchie sedie, messe quasi a semicerchio. Una sorta di teatro, in cui i personaggi principali sarebbero stati tanti, anche chi – quel giorno – non ha preso un microfono in mano per fare domande o dare risposte. In questo concorso letterario – secondo me – i veri vincitori saranno tutti quei ragazzi che si avvicineranno sempre più alla lettura. Tutti quelli metteranno da parte cellulare e internet per leggere altri libri, non solo quelli in concorso.

Tutti quelli che renderanno la loro vita più ricca di spunti, più avventurosa di qualsiasi vita si voglia o possa vivere. Perché leggere autori differenti, generi diversi, non potrà che migliorare loro stessi e le loro vite.

13 Maggio 2018

 

 

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Come promesso, sono tornato. Oggi è un giorno speciale, oltre ad essere La festa della mamma. Oggi è ufficialmente pubblico il mio ultimo libro e, come tutti i miei precedenti lavori, adesso dovrà cavarsela da solo, fra le mani dei futuri lettori.

Al momento sto cercando di dargli la massima visibilità, ma sto anche programmando di terminare altre storie che avevo iniziato tempo fa. Così ho deciso di dare priorità a Una banda a quattro zampe, un racconto lungo che ho già pubblicato su questo blog. Poi sarà la volta di Casperia – il male non riposa mai, un romanzo horror ambientato a Roma e nella provincia. Infine, per adesso, c’è anche il romanzo Dreamworld – Sean Balducci, di cui vi parlerò in futuro.

Già, la storia di Donovan, Katy e Lupo non finisce con il primo libro.

IMG_20180201_104017 Presto vi parlerò anche delle mie ultime letture: sia quelle che ho terminato, sia quelle in cui mi sto immergendo in questi giorni.

Che altro augurarvi? Buona lettura a tutti.

“Dreamworld – Io, Katy e Lupo”

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Donovan ha sedici anni e un giorno all’improvviso scopre di avere un potere: riesce a prevedere in sogno la morte delle persone.

Ma non solo. Il suo cane di nome Lupo inizia a parlare ed entrambi si accorgono di una strana presenza invisibile, Katy, una ragazza morta in maniera violenta tempo prima.

I tre decidono di sfruttare il potere di Donovan e di intervenire in tempo per salvare chi sta per essere ucciso.

Proprio in una di queste occasioni, Donovan viene rapito da una misteriosa Agenzia che si occupa di reclutare i Dreamers, ovvero chi come lui riesce a sapere in anticipo quando e come avverranno alcuni efferati omicidi.

Qui Donovan conosce Mark Collins, il coordinatore dell’Agenzia, e i suoi uomini, ma soprattutto Lucy, una Dreamer con cui stringe un rapporto di amicizia particolare.

L’obiettivo dell’Agenzia è chiaro: monitorare i sogni dei Dreamers (che possono anche sognare contemporaneamente lo stesso avvenimento, nei cosiddetti “sogni incrociati”) e agire tempestivamente con l’aiuto della polizia e di altre squadre speciali, per evitare che si consumino tragedie.

Questo nuovo romanzo uscirà il 13 Maggio 2018.

Presto tornerò a scrivere con più regolarità, ve lo prometto.

Qualcosa su Io, Katy e Lupo (7° Parte)

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Beh, come avrete notato, ho ricominciato ad aggiornare il blog. Dopo mesi di blocco totale, ho ricominciato a scrivere due nuovi romanzi. Mi è già capitato parecchie volte di non scrivere nulla per molti mesi. Ho imparato a non temerli più e a ricercare nuovi stimoli. Insomma, sto migliorando. Ma non si finisce mai di imparare.

Intanto volevo avvisarvi che in settimana pubblicherò una parte, se non tutto, del primo capitolo di “Casperia – Il male non riposa”. Un po’ come facevo molti anni fa, che davo in pasto a chiunque volesse leggere, tutto quello che poteva partorire la mia fantasia.

Dreamworld – Io, Katy e Lupo” è sotto editing e credo che manchi poco.

E oggi voglio darvi in pasto un altro breve estratto di questo romanzo. Non leggerete dei sogni di Donovan, né di battaglie per tentare di salvare le vittime ignare. Oggi leggerete… non vi voglio togliere il gusto della lettura.

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La sala in cui Donovan entrò una volta doveva essere stata un cinema, ne aveva tutte le sembianze. In realtà lui conosceva poco quell’edificio, perché ai Dreamer non venivano date le carte magnetiche: possedevano solo le chiavi delle rispettive stanze, facevano una vita solitaria, un po’ per sicurezza e un po’ per evitare distrazioni.

Scese lungo il corridoio centrale, ai lati del quale c’erano centinaia di file di sedie di legno, la seduta reclinabile, e un cuscino imbottito doveva renderle comode. Lupo camminava al suo fianco guardandosi intorno. Spesso annusava l’aria, oppure gli angoli più nascosti. In fondo vide un palco su cui si estendeva uno schermo, da qualche parte ci sarebbe dovuto essere un proiettore, o qualcosa del genere.

Appena giunto quasi sotto il palco, scelse di sedersi nella prima fila di poltroncine, sul lato sinistro. Osservò altri ragazzi che stavano arrivando.

Non sei curioso, Donovan? chiese Katy, hai la possibilità di conoscere altri simili a te, e con il tuo stesso dono.

E’ vero” disse Lupo. La coda rossiccia si muoveva veloce, mentre i suoi occhi osservavano le nuove figure umane che stavano entrando. “Peccato che non ci siano altri cani.” continuò, mettendosi seduto.

Donovan non rispose a nessuno dei due, era curioso di vederne altri di Dreamer. Un ragazzo sui venticinque anni si avvicinò, sedendosi non lontano da Donovan, e gli mandò un sorriso cordiale. Aveva una corporatura piuttosto robusta, i capelli corti e neri, e un viso rotondo. Vestiva un paio di jeans, una camicia e sopra una felpa anonima di colore rosso scuro.

Sono il numero 5!” disse a voce sostenuta, il rumore delle altre voci sembrava troppo alto per intavolare un qualsiasi dialogo con un tono normale. Donovan si alzò, gli avrebbe voluto stringere la mano, ma la distanza non lo permetteva.

Mi chiamo Don…” ma poi si corresse, “Io sono il numero 13, piacere di fare la tua conoscenza!” disse quasi urlando.

Allora sei tu quello nuovo!”, Donovan si limitò a fare un gesto affermativo con la testa. Sentì che qualcuno gli toccò la spalla, si rimise a sedere e vide al suo fianco Lucy Carpet.

Io sono la numero 18!” esordì, poi gli rivolse un sorriso che lui ricambiò.

Non ci fare caso. E’ stupido, lo so, ma qui si usano solo quegli insulsi numeri. Niente nomi. A me non è mai andato giù, preferirei essere chiamata Lucy.”.

Donovan si mise ad accarezzare Lupo: “Allora, per me, tu sarai Lucy.”. Lupo si era accomodato tra Lucy e Donovan, se ci fossero scappate altre carezze, a lui avrebbe fatto piacere.

Le luci in sala si abbassarono e, dai due lati sul palco, fecero ingresso alcuni tecnici che montarono un lungo tavolo e alcuni microfoni agganciati a delle staffe.

Lucy si avvicinò a Donovan: “Spero che non ci rifilino i soliti monologhi in stile sermone, perché ti garantisco che sono di una noia…”. Lui non le rispose, era più attirato da tutte quelle voci che sentiva dietro, e dai nuovi volti di ragazzi che erano apparsi pochi istanti prima che smorzassero le luci. Ragazzi e ragazze, più o meno giovani, che facevano la sua stessa cosa: sognare qualcosa che poi sarebbe accaduto.

Alcuni uomini in camice bianco passarono fra le file di sedie e, a un Dreamer per volta, prendevano un campione di sangue. Donovan attese il suo turno guardando il palco mentre i tecnici finivano il loro lavoro.

Hai paura dell’ago?” chiese Lucy. “Dovrai abituarti. Spesso arrivano e ci levano un po’ del nostro siero. John Duly è intransigente su questo.”.

Servirà a qualcosa?” domandò Donovan, “Ci salverà la vita?”.

E’ tutta un’incognita. L’hai visto tu stesso alla chiesa. L’unica speranza che abbiamo è che anche gli altri siano a un punto morto.”.

Chi sono gli altri?”.

La nostra controparte. I Reclutatori e gli Esecutori sono persone anonime, gente comune come me e te. E’ difficile riconoscerli se l’incontri per strada, ma sono la nostra spina nel fianco.”.

Donovan ripensò al sogno di Kabul, alle immagini a cui aveva assistito. Poteva esserci stato un Esecutore nascosto da qualche parte? Doveva scoprire come riconoscerli, e come combatterli. Aveva moltissime domande in testa, ma si rendeva conto che a molte di esse, probabilmente, nessuno poteva dargli delle risposte certe.

Una donna in camice bianco gli si presentò davanti sfoderando un sorriso: “E’ il tuo turno, giovanotto!”. Lupo alzò lo sguardo sulla dottoressa esclamando: “Se ti fa male, le strappo un polpaccio!”. Donovan sorrise e porse il braccio tirando su la manica.

Una volta richiusa la fialetta, la dottoressa ci attaccò un piccolo adesivo con la scritta 13° Dreamer.

Qualcosa su There e un po’ di musica

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Alcuni giorni fa ho scoperto un romanzo edito da Mondadori. Il titolo è “There”, scritto da Leonardo Patrignani. Ecco di cosa parla…

È passato quasi un anno dalla mattina in cui la madre di Veronica è stata uccisa per mano di un folle. La vita della ragazza è finita quel giorno e le sue notti da quel momento sono tormentate da una frase incomprensibile che la madre ha cercato di dirle prima di morire. Ora vive sola in un monolocale e le sue giornate si susseguono monotone e uguali, grigie come la periferia in cui vive. Finché, una notte, Veronica si trova nel mezzo di un incendio che distrugge una pompa di benzina. Sembra solo un tragico incidente, fino a quando un giornale pubblica in rete le immagini di una telecamera a circuito chiuso che ha ripreso la scena. Veronica non è presente nel filmato. Eppure ricorda. Ha visto tutto nei minimi dettagli. Ha visto anche quella persona allontanarsi mentre le fiamme divampavano. E la vedrà ancora. Veronica si mette nelle mani di Raymond Laera, un vecchio ed enigmatico studioso delle esperienze pre-morte, e del suo giovane e brillante allievo, il neurochirurgo Samuele Mora. Ha bisogno di capire cosa le sta succedendo, di trovare delle risposte anche a costo di intraprendere un cammino al confine tra la vita terrena e l’aldilà. E se questo è un modo per riabbracciare la madre, per sentire la sua presenza, lei è pronta ad andare fino in fondo. Perché forse è l’unica via per demolire la stanza in cui è murata. Per tornare a vivere.

Attratto dalla copertina e dalla trama l’ho comprato. Presto vi farò sapere le mie impressioni, per adesso posso dirvi che m’intriga.

Veniamo anche alla musica, che spesso mi accompagna durante le letture o mentre scrivo le mie storie. Oggi vi presento un compositore: Nick Murray, e una delle musiche che fa parte di Singularity. Qui non servono parole, basta solo ascoltarla.

Ah, ultima cosa. “Dreamworld – Io, Katy e Lupo” viaggia verso una futura pubblicazione. Il mio lavoro di revisione è terminato. Adesso aspetterò che un editore voglia crederci e dargli una possibilità per farlo leggere ai futuri lettori.

Buona settimana.

Alcune sinossi

Tutto in una notte

Intanto ho superato la metà del romanzo di “Dreamworld – Io, Katy e Lupo”, naturalmente mi riferisco ad un’accurata revisione del testo. La storia sarà più scorrevole, più coinvolgente di quello che avevo scritto in precedenza. Ogni giorno ci sto rimettendo le mani e, al termine di tutto questo lavoro, lo manderò in lettura ad una casa editrice. Un giorno vedrà la luce, vedrete.

Cambiando argomento… qui sotto scriverò tre sinossi di tre futuri libri che potrei iniziare a scrivere. Vi va di scegliere quale leggere? Poi pubblicherò quello che preferirete attraverso i commenti.

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Big One

Anno 2017, sono passati cinque giorni dal grande sisma che ha raso al suolo molte città, fra cui Los Angeles. Charles Ramon è uno dei sopravvissuti, che sta cercando di raggiungere sua moglie July. La società, per come la conosciamo noi, non esiste più. E’ collassata assieme ai palazzi e alle strutture cinque giorni prima. Adesso vige la legge del più forte, oppure quella del compromesso.

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Emergence

Emily Red è un’infermiera che lavora all’interno di un ospedale, il San Patrick. E’ scomparsa da due giorni lasciando borsa, chiavi dell’auto e vestiti all’interno del suo armadietto. Il Dottor Goodbelt e la sua equipe stavano svolgendo un test in una stanza del seminterrato. E’ successo qualcosa là sotto: è mancata la corrente in tutto il quartiere. I generatori sono entrati in funzione ma la cittadina di Serenity non è più la stessa. Dennis Goodbelt è il fratello dell’illustre dottore ed è l’agente federale incaricato per le indagini sulla scomparsa della signora Red. A insaputa di tutti la cittadina di Serenity è stata posta in quarantena. Fonti giornalistiche raccontano di molte persone che si comportano in modo anomalo. Le chiamate al numero di emergenza aumentano.

Quando il sole muore

La scelta

Alpi italiane – 1945 – Il nazismo non è stato sconfitto ma è riuscito a sorprendere gli alleati. Hitler ha stretto un patto con Hydra, una donna che governa un popolo che gli umani non hanno mai conosciuto. Questo popolo possiede una tecnologia più evoluta e la mette al servizio del 3° Reich. Gli alleati stanno per conoscere nuove armi e nuovi mezzi che potranno ribaltare l’esito della Seconda Guerra Mondiale.

Se vi va, fatemelo sapere.

Qualcosa su Io, Katy e Lupo (6° Parte)

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Si ritrovò davanti a un tizio, che lo squadrava dall’alto in basso. Aveva l’espressione seria, concentrata. “Ti hanno spiegato quello che ci aspettiamo da te?”. In mano teneva una radio con cui era collegato alle altre unità, il distintivo era semi nascosto dal risvolto della giacca. La radio emise un fruscio, poi una voce disse: Signore, tutte le squadre si stanno appostando. Appena saremo pronti, vi ricontatteremo, passo.

Senza smettere di fissarlo, l’uomo rispose per radio: “Non abbiamo tutto il giorno, dannazione! Vi voglio al vostro posto nel giro di tre minuti. Chiudo!”. Si presentò: “Sono l’Agente Speciale Dan Rowe, scusa se ti sono sembrato scortese” e gli porse la mano abbozzando un sorriso, “ma quando ci chiamano per queste cose e abbiamo poco tempo per farle…”.

Donovan gli strinse la mano, cercando di sembrare di stare a suo agio.

Nel piazzale erano rimasti solo alcuni uomini in borghese. Le unità armate si erano spostate lungo l’ansa del lago. Questa operazione doveva essere più complicata del previsto.

“Non c’è problema” rispose Donovan, “capisco quello che state facendo.”.

Dan Rowe guardò da un’altra parte, vicino alla ruota anteriore del mezzo da cui era uscito Lupo: “Quello è il tuo cane?” chiese.

“Sì, lui è Lupo”, l’husky corse da Donovan e si mise seduto al suo fianco.

“Allora dovresti fargli annusare questo” disse, prendendo dalla tasca un panetto di C4, “E’ un esplosivo che crediamo useranno per il motoscafo, chissà che il tuo cane…”.

“Ho capito!” disse Donovan. Si chinò a terra e prese dalle mani dell’agente quell’oggetto. “Lupo, guarda cosa ho in mano!”. Lupo annusò l’esplosivo dalla forma rettangolare e dal colore grigio scuro, poi guardò in faccia Donovan e scodinzolò. “Trova!” urlò Donovan liberandolo dal guinzaglio, il cane abbaiò un paio di volte e corse verso il pontile, perdendosi fra la gente.

Donovan e Lucy, seguiti dagli agenti, s’incamminarono tra la folla.

* * *

Sto completando le correzioni al romanzo, quindi non pubblicherò spesso come nei giorni scorsi. Comunque mi piace lasciarvi dei brevi estratti presi un po’ a caso.

Sono certo che un giorno potrete leggere il romanzo dall’inizio alla fine. E magari vi piacerà pure.

Buona giornata.