La casa – Cosa ne penso

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La Casa

Scritto da Mats Strandberg

Giunti Editore

412 pagine

Il libro è disponibile sia in digitale che cartaceo.

Di cosa parla:

Joel ha quarant’anni, una carriera da musicista naufragata malamente tra droghe e alcol, e adesso deve tornare a Skredsby per occuparsi di sua madre, Monika, affetta da demenza senile.
Quando finalmente si libera un posto a Tallskuggan, la prestigiosa casa di riposo, Joel non ha altra scelta che accompagnarla là, dove qualcuno potrà prendersi cura di lei 24 ore su 24.
Tra le esperte infermiere del centro c’è anche un viso conosciuto: si tratta di Nina, l’amica che vent’anni prima aveva condiviso con lui il sogno di vivere di musica e poi lo aveva abbandonato. L’incontro tra i due risveglia ricordi a lungo sepolti, ma la loro attenzione è catalizzata da Monika: l’anziana donna ha reazioni violente, parla di cose che non può sapere, sembra non essere più se stessa; condizione che tristemente la accomuna a molti altri ospiti del centro. Eppure Nina e Joel, che la conoscono davvero, vedono che c’è qualcos’altro oltre la demenza, qualcosa che la rende cattiva, quasi una presenza che la invade e non vuole andare via come quella strana macchia che continua a riformarsi sulla parete… Ma gli esami dicono che è tutto a posto; che sia solo suggestione?
Una cosa è certa: nessuno aiuterà Monika, se non lo faranno loro.

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Sulla copertina, in alto, leggerete una frase: Lo Stephen King che viene dal freddo.

Ecco, non mi sono mai piaciute le frasi a effetto per attirare più lettori. E posso assicurarvi che con King non ha nulla a che fare. Ma il romanzo merita di essere letto.

Intanto l’autore divide il libro in molti brevi capitoli, alternando i punti di vista su Joel, Nina e sulla casa di cura in cui soggiorna Monika.

Il contorno della storia è veramente costruito bene, con un background approfondito. Ho iniziato a leggere il romanzo perché la quarta di copertina mi aveva incuriosito, tanto che ho messo da parte le altre letture. Ero in cerca di una storia che mi incollasse alle pagine, tanto da fare notte fonda.

La storia di Joel e Nina, i rancori del passato, quella vita scandita dalla musica e dalle droghe distrugge un rapporto bello e maledetto. Quindi passano venti anni in cui i due innamorati non si vedono e non si sentono più. Il catalizzatore sarà proprio Monika (e non solo lei) a far riavvicinare entrambi.

Gli ospiti del Tallskuggan vengono tratteggiati benissimo, con tutti i lati stravaganti che vivono giorno dopo giorno. Questo romanzo ha anche il potere di far riflettere sulla vita, gli affetti, il tempo che passa inesorabile e, spesso, su alcune malattie legate alla senilità.

In ogni libro c’è sempre una parte dedicata ai ringraziamenti e io, per curiosità, la leggo sempre. L’autore ha fatto tantissime ricerche su malattie degenerative, quelle che affliggono le persone più anziane. Inoltre ha fatto altre ricerche su molte droghe e quali siano gli effetti sul cervello. E, nella pagina in cui l’autore ringrazia moltissime persone, c’è anche gente che lo ha aiutato sull’approfondimento di questi temi.

Joel, Nina e Monika sono personaggi caratterizzati molto bene e mi sono piaciuti. La trama non è scontata, scivola via pagina dopo pagina. Ogni breve capitolo, come ho già scritto, riesce a catturare sempre la mia voglia di conoscere il finale.

Se amate il genere horror e anche il thriller, questo libro farà per voi. Una volta iniziato, però, vi troverete a scendere – assieme ai protagonisti – in una spirale di sensazioni che possono dare le buone letture sul paranormale, un sotto genere dell’horror.

Il lettore percepisce quello che sta accadendo a Monika, l’autore lascia delle semplici tracce in ogni capitolo, ma il bello sarà seguire Joel e Nina in questa drammatica storia.

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Lettura consigliata.