Dreamworld 2 – Terza parte

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Via di Borgo Pio – Quartiere Prati – Roma

Stefano Terlizzi percorse alcune piccole vie fino a raggiungere Borgo Pio, una delle più frequentate dai turisti. Bar, locali e negozietti di souvenir gli sfilavano ai lati. Molte persone si fermavano a fare fotografie, a parlare, o per sbirciare i menù appesi fuori dai locali.

Giunto di fronte a un’antica fontana, continuò fino all’osteria aperta da pochi mesi. L’insegna affissa al muro diceva: Trattoria dal Tenente.

Roberto Cavia era il proprietario del locale, un uomo dalla stazza enorme. Era alto un metro e novanta, calvo e occhi azzurri, ma con un viso che traspariva fiducia. A volte le apparenze ingannano. Spesso indossava una mimetica e magliette verde militare. Dopo una vita passata sotto le armi, aveva deciso di congedarsi e mettersi in proprio. A volte accettava lavori rischiosi per condividerli con alcuni suoi vecchi compagni. Aveva sempre amato fare missioni, anche perché gli consentiva di mettere da parte molti soldi. Inoltre, sentirsi scorrere l’adrenalina in corpo, era una sensazione a cui non poteva rinunciare.

Stefano entrò nel locale e vide Roberto di spalle, mentre sistemava alcuni bicchieri su degli scaffali. Tutte le sedie erano rovesciate e appoggiate sopra ai tavoli.

Oggi siamo chiusi.” disse Roberto senza voltarsi.

Buongiorno Tenente.” lo salutò Stefano. A una delle pareti, quella più interna, c’era uno specchio appeso, di forma rettangolare e lungo quanto la parete. I due si osservarono attraverso il riflesso dello specchio.

Ma che bella sorpresa, investigatore. Come mai da queste parti?” disse Roberto. Prima di girarsi sistemò gli ultimi bicchieri appena asciugati.

Si diedero la mano con una stretta vigorosa.

Passavo da queste parti e sapevo che oggi è giorno di chiusura.”

Un giorno a settimana, così faccio riposare gli altri.” Roberto prese due sedie e le mise a terra, poi fece il gesto di accomodarsi. “Se aspetti un paio di minuti, ti preparo un buon caffè, come piace a te.”

Andrebbe bene anche un po’ d’acqua.” gli rispose Stefano già seduto sulla sedia.

Perfetto, il caffè lo faccio per me, ne ho una gran voglia.” Roberto entrò in cucina. Dopo qualche minuto tornò in sala portando un vassoio con un caffè, una bottiglia d’acqua e un bicchiere. Posò tutto sul tavolo e si mise seduto di fronte a lui.

Ho bisogno del vostro aiuto.” disse Stefano schietto, sincero. Prese l’acqua e la buttò giù in tre sorsi. Forse era meglio chiedergli del Whisky, pensò.

Roberto si massaggiò il pizzetto e chiese: “Di che tipo? Finanziario, oppure…”

Oppure.” gli rispose interrompendolo.

Va bene, hai la mia attenzione. Di che si tratta?”

Stefano non sapeva come dirglielo. Non voleva rivelargli del sogno, perché gli avrebbe consigliato di cercarsi uno psichiatra, uno bravo. “A Piazza Risorgimento dobbiamo controllare delle persone. Mi servono uomini, armi e mezzi.”

Dreamworld 2 – Seconda parte

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Gloria lo guardò perplessa. Fra i due era quella che più gli dava credito, non solo perché si trattava di suo fratello, ma anche perché non lo aveva mai visto ridotto in quello stato. “Potrebbe trattarsi di un sogno premonitore.” tentò di giustificarlo.

“So che è difficile da credere” disse Stefano. Prese la tazzina di caffè e lo bevve in due sorsi, poi si pulì la bocca con un fazzoletto. “ma ho le prove di quello che succederà questa sera.”

“A quali prove ti riferisci?” chiese Emanuele, anche Gloria parve incuriosita dalle ultime parole.

“Vedete quel gruppo di tende laggiù, oltre l’edicola?”

Entrambi si girarono in quella direzione. Videro parte delle transenne e l’apice delle tende bianche montate in piazza. Da quella distanza potevano osservare anche gli uomini della sicurezza privata.

“E con questo?” chiese Emanuele sorridendo.

Stefano guardò il cielo, stizzito. “Sentite, tutta quella roba montata laggiù ieri non c’era. Nessuna transenna, neanche l’ombra di una sola tenda.”

Gloria gli afferrò una mano delicatamente, guardandolo sempre negli occhi. Gli voleva stare vicino in quel momento, magari trasmettergli affetto.

“Eppure” continuò Stefano osservando sempre quella parte della piazza, “tutte quelle tende io le ho viste nel sogno.”

“Le hanno montate questa mattina.” constatò Emanuele sempre divertito.

“Il sogno l’ho fatto qualche ora fa, quando in piazza non c’era nulla. Possibile che non ci arriviate.”

“Va bene.” disse sua sorella, “Ammettiamo che sia tutto vero, che quello che hai sognato accadrà questa sera, che cosa vuoi fare?”

“Salvare quelle persone” ci pensò qualche secondo, “e capire cosa hanno in mente quelli oltre le transenne.”

Giunse un autobus e della gente scese a terra, altre persone salirono sul mezzo pubblico. “Che cosa c’entrano quelli laggiù?” chiese Emanuele, indicando l’accampamento di tende.

“Intanto, quelli della sorveglianza non sono italiani. E nel sogno, dopo aver visto morire quei due disgraziati, sono entrato in quelle tende.”

“Davvero?” chiesero in coro Gloria ed Emanuele.

“Davvero. C’erano delle strane casse di legno. Non so che cosa ci fosse dentro, ma lo voglio scoprire.”

“Se mi date qualche minuto, chiamo il mio contatto al Comune. Possiamo controllare tutti i permessi che hanno richiesto.” disse Emanuele, tirando fuori il cellulare dalla giacca.

Stefano gli sorrise compiaciuto: “Ottima trovata!” e lo guardò alzarsi dalla sedia.

Gloria e suo fratello rimasero soli. Non si dissero nulla, il brusio della gente agli altri tavoli e il rumore del traffico li aiutò a riflettere.

“Come pensi di entrare lì dentro? Hai visto in quanti sono a controllare il perimetro?” Gloria si ammutolì di nuovo, il suo sguardo era diretto al semaforo pedonale della piazza. Immaginò due persone correre sulle strisce e un cofano di un’auto che impatta contro i loro corpi. Le vennero i brividi. “Come farai a salvare quelle due vite?”

Stefano non le rispose subito ma sorrise per quelle domande che aveva fatto, mentre con il cucchiaino toglieva la schiuma sul bordo della tazzina vuota.

“Domande interessanti” ammise Stefano, “intanto non saremo da soli questa sera.”

“Vuoi chiedere aiuto a Roberto?”

“E’ la cosa migliore da fare. Ci hanno aiutato molte volte nei casi difficili.”

“Già.” ammise la sorella.

Emanuele si sedette al suo posto e poggiò il telefono sul tavolino. “Hanno tutti i permessi in regola.”

Lo sospettavo.” borbottò Stefano, guardando Gloria negli occhi.

Ufficialmente devono fare delle riprese esterne questa notte. Hanno una vigilanza privata estera.”

Molti sono russi.” aggiunse Stefano.

E tu come lo sai?” gli chiese Gloria, sistemandosi una ciocca di capelli davanti agli occhi.

Stefano sospirò, poi disse: “Perché ho superato quelle dannate transenne, sono entrato in alcune tende e nessuno mi ha visto, nessuno mi ha fermato.”

Emanuele si avvicinò con la sedia, appoggiando i gomiti sul tavolo e, per qualche attimo, studiò l’espressione di Stefano. “Come diavolo fai a sapere che sono russi?”

Li ho sentiti parlare. Alcune parole erano russe, quindi sono russi.”

Va bene” s’intromise Gloria, “adesso come ci muoviamo?”

Voi due andate in ufficio, dobbiamo contattare quel cliente…”

Si chiama Russo, Marco Russo!” lo aiutò Emanuele, poi scoppiò a ridere. Anche Gloria non riuscì a trattenersi, finché Stefano sorrise. Era teso ma quel gioco di parole lo aveva aiutato a rilassarsi un po’.

Ci vediamo dopo.” disse a entrambi. Stefano li guardò allontanarsi, dopo si alzò per pagare il conto.

Il trionfo delle Tenebre – cosa ne penso

Uno degli ultimi libri che ho letto è Il trionfo delle tenebre, e oggi ve ne parlerò.

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Titolo Il trionfo delle tenebre

Autori Eric Giacometti e Jacques Ravenne

Mondadori Editore

400 pagine

Disponibile sia in cartaceo, che ebook a 19,00 euro e 10,99 il digitale.

Trama…

1938. In un’Europa sull’orlo dell’abisso, un’organizzazione creata da Heinrich Himmler, l’Ahnenerbe, saccheggia luoghi sacri in tutto il mondo alla ricerca di quattro reliquie a forma di svastica rappresentanti i Quattro elementi: secondo un’antica profezia risalente ai tempi di Federico Barbarossa, chiunque riuscirà a impossessarsene otterrà il potere di dominare il mondo intero. Karl Weistort, colonnello nazista appassionato di esoterismo e direttore dell’Ahnenerbe, vuole entrare in possesso delle reliquie per far trionfare le tenebre e dar vita al regno eterno del Terzo Reich.

Dopo una spedizione in Tibet dove in un santuario buddhista viene ritrovata la prima svastica, Weistort organizza, alla ricerca della seconda preziosa reliquia, un’azione pericolosa e segreta che coinvolgerà in prima persona molti protagonisti della Seconda guerra mondiale, insieme a una serie di indimenticabili personaggi: Tristan, trafficante d’arte dal passato oscuro; Erika, un’affascinante archeologa tedesca; Laure, ultima erede di un castello legato alla secolare storia dei Catari; e ancora, un’unità di controspionaggio controllata direttamente da Winston Churchill e collegata alla massoneria britannica. La posta in gioco è altissima e tutti sono disposti a mettere a rischio la propria vita pur di avere successo.

Primo libro di una travolgente trilogia alla Indiana Jones, Il trionfo delle tenebre indaga gli aspetti più oscuri della Seconda guerra mondiale e fa luce su una delle correnti meno conosciute del Nazismo.

Un thriller storico rocambolesco e ricco di colpi di scena che avvincerà tutti i lettori appassionati di storia, esoterismo e massoneria.

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E’ stata un piacevole lettura. Uscito a Luglio, quindi una novità. Vi avviso però che si tratta di una trilogia.
Il genere è thriller
e storico, ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal 1938 in poi.
I personaggi principali sono diversi, tutti caratterizzati molto bene: da Himmler, il Colonnello Weistort, Tristan (uno studioso francese di archeologia) e molti altri.
La storia si svolge in vari stati, fra cui la Spagna e la Francia, quando i nazisti avevano già invaso l’Europa.
L’ossessione per la ricerca di alcuni manufatti, in quegli anni, è fondata su ricerche meticolose.
I capitoli del romanzo sono brevi e sono riusciti a incollarmi alle pagine. I colpi di scena non mancano, quasi come se vedessi un film sulla seconda guerra mondiale. Spesso, visto i numerosi scavi archeologici che vengono fatti, mi ha ricordato Indiana Jones. Avventura e Thriller ben amalgamati.

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Durante la lettura si “respira” un’atmosfera di suspance e voglia di seguire i vari personaggi. Le descrizioni mi hanno aiutato a vedere le ambientazioni ben curate e studiate.
Consigliato.

Dreamworld 2 – Prima parte

In questi giorni ho preso una decisione: pubblicare sul blog una parte del primo capitolo di Dreamworld – Sean Balducci. Non ci saranno spoiler per chi non avesse letto il primo libro, promesso. L’ambientazione è nuova e si tratta di Roma, almeno alcuni quartieri della zona Prati.

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Perché ho fatto questa scelta? Molti anni fa, quando gestivo un blog su Splinder, mi piaceva scrivere e intrattenere i lettori del blog.

Buona lettura.

Piazza Risorgimento – Roma.

Stefano Terlizzi era irrequieto. Stava fermo sul marciapiede, quello più vicino a Piazza San Pietro, e osservava le persone attraversare le strisce pedonali.

Una parte della piazza, quella oltre l’edicola, era recintata per tutto il perimetro. Numerose transenne ne impedivano il passaggio. C’erano guardie private a ogni lato.

Stefano sapeva cosa ci fosse nelle tende montate a circolo. Aveva tutte le sembianze di essere un set cinematografico. In quella piccola porzione di piazza, c’erano persone vestite da medici dell’OMS e quelle tende bianche, sigillate da teli di plastica trasparente, contenevano delle strane casse di legno.

Stefano Terlizzi aveva trent’anni, alto uno e settanta e aveva i capelli rossi e ricci. Era un investigatore privato, con una sua agenzia con sede lì vicino. Stava aspettando che lo raggiungessero la sua socia e un collaboratore. Indossava un paio di jeans, una camicia blu e un paio di scarpe ti tessuto blu.

Scusa il ritardo.” disse Gloria alle sue spalle. Insieme a lei c’era Emanuele.

Anche se sei mia sorella e ti ho chiesto di venire il prima possibile…”

Ti sei svegliato male questa mattina?” lo interruppe Emanuele.

Malissimo!” rispose secco Stefano.

Altre persone si avvicinarono alla fermata dell’autobus 23. Aveva scelto di aspettarli in quel punto per non dare troppo nell’occhio. Mentre fingeva di aspettare l’autobus, Stefano voleva osservare da lontano ciò che succedeva vicino alle transenne.

Questa sera pioverà, ci sarà un temporale e forti raffiche di vento.” disse Stefano voltandosi verso sua sorella e il suo collaboratore.

Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere.

Chi diavolo sei, un meteorologo?” chiese Emanuele. Entrambi alzarono la testa, costatando che il cielo fosse solo parzialmente coperto. Nuvole bianche si spostavano pigre verso le mura vaticane. Era piacevole stare al sole in quei giorni primaverili.

Che ne dici se ci sediamo a quei tavolini” disse Gloria, “ordiniamo quello che ci pare e ci spieghi quello che ti è successo. Giuro, non ti ho mai visto così… strano.”

Ottima idea.” disse Emanuele.

Stefano rimase in silenzio e li seguì senza opporsi.

Tre caffè e tre bicchieri d’acqua.” ordinò Gloria alla cameriera.

Quando furono di nuovo soli, Stefano si accese una Marlboro e disse: “Probabilmente non mi crederete.”

Tu prova a spiegarci che cosa ti sta succedendo.” ribatté sua sorella.

Un gruppo di turisti gli passò davanti, il marciapiede cominciava a essere affollato. Diverse persone aspettavano l’arrivo dell’autobus. Il traffico di auto e scooter scorreva lento in quella zona di Roma.

Questa notte ho fatto un sogno incredibile.” annunciò Stefano, “Uno di quei sogni che non dimenticherò per un pezzo.”

Emanuele terminò il caffè. “Tutto qui? Ti sei stranito soltanto per uno stupido sogno?” chiese incredulo.

Non era un sogno normale.” si difese Stefano, “Tu… tu dovevi esserci. Ho assistito a un incidente e ho visto morire due persone, Cristo Santo!”

Cazzate!” borbottò il collaboratore.

Conoscevi quelle persone?” chiese Gloria.

Stefano non rispose subito, perdendosi nei ricordi ancora limpidi impressi nella memoria. Non aveva ancora toccato il suo caffè, né bevuto l’acqua. Spense la sigaretta nel posacenere e guardò negli occhi Gloria: “Non credo di conoscerle, ma di una cosa ne sono sicuro: succederà questa sera, verso le undici, minuto più minuto meno.”