Io ti troverò – di Shane Stevens

Io ti troverò.

Autore: Shane Stevens

Fazi editore

Pag 978

Genere: Thriller

€19,50

A dieci anni Thomas Bishop viene internato in una clinica psichiatrica dopo aver ucciso la madre che lo seviziava da sempre.
Quindici anni dopo, evade dall’istituto e dà inizio a una fuga sanguinaria sul cui cammino sono ancora le donne a cadere. Un omicidio, due, poi saranno decine. Bishop tortura e uccide spostandosi da Las Vegas a Chicago, a New York.
Un personaggio intero ma straordinariamente umano, del quale Shane Stevens è cronista implacabile raccontandone nel dettaglio l’infanzia e gli anni di reclusione, le quotidiane strategie di sopravvivenza e la ferocia omicida. Ne emerge un indimenticabile ritratto della follia, di quel concatenarsi di storie, incontri o mancati incontri che conducono un uomo a cedere alla violenza, all’orrore, alla distruzione dell’altro e di sé.
E accanto a questa ombra che ferisce a morte le grandi metropoli del continente, emerge il volto oscuro dell’America degli anni Settanta, restituito attraverso il racconto di una caccia all’uomo che coinvolgerà tutti, poliziotti e giudici, politici e giornalisti, beffati dall’astuzia dell’assassino e incatenati, loro malgrado, alla sua testarda, deviata umanità.

Ho terminato la lettura di questo libro e penso sia un capolavoro.

Quale potrebbe essere il Target di lettori? Oh, penso che lo possano leggere tutti, anche chi non ama il genere: il thriller.

Breve premessa: l’autore ha scritto il romanzo negli anni 70, pubblicato negli Usa nel 1979 e, adesso, tradotto e stampato in Italia.

Pensando alla trama, alla storia complessa che ha saputo scrivere Stevens, non può che venirmi in mente un’intricata ragnatela di eventi e di personaggi. In gioco non ci sono solo le donne massacrate da Bishop, c’è la politica di quell’epoca, ci sono giornalisti in cerca scoop, la polizia che brancola nel buio per quasi tre mesi.

In realtà, quello che leggerete, non sono altro che tre libri in uno. Un volume corposo. Un inedito incrocio tra romanzo thriller e uno spietato resoconto dei fatti avvenuti.

I personaggi sono molti – e questo a qualcuno ha dato fastidio – ma non al sottoscritto. Sono svariati anche i punti di vista, anche se Stevens non salta da uno all’altro a casaccio, ma segue il disegno che aveva in mente.

Il lettore conoscerà bene Thomas Bishop e lo seguirà ovunque, ascoltando i suoi pensieri perversi, lucidi, folli. Conoscerà ogni sua mossa, i punti di vista, anche gli incubi che tormenteranno le sue notti nelle varie città. Un lungo viaggio scandito dagli omicidi e dal suo modus operandi.

Una cosa che ho apprezzato di Stevens, è anche quella ricerca perfetta sulla vita dell’assassino. Sin dalla nascita, proseguendo con la crescita insieme a una madre leggermente disturbata.

Leggendo quello che hanno passato la madre e il padre di Thomas, l’autore ci conduce e ci mostra il seguito della storia di questo uomo. Ce lo rende reale. Ci fa comprendere ogni suo folle pensiero: folle per noi che leggiamo! Ecco, lo rende credibile.

Un altro personaggio che ho apprezzato è Adam Kenton. Lo definirei un segugio.

Lui è un giornalista, il migliore della rivista Newstime, che inizierà la caccia all’assassino svolgendo ricerche e studi attraverso canali differenti da quelli della polizia. Investigazioni parallele.

Tenterà di studiare i pensieri più profondi di Bishop. E noi con lui.

La trama, secondo il mio parere, è travolgente. Tutti i personaggi che la caratterizzano, si muovono in un’epoca passata e, al lettore, non rimane che immergercisi per seguirli.

Horror Cam

Un altro libro letto e piaciuto: Horror Cam

Autrice Silvia Benedetta Piccioli.

Edito da Dunwich Edizioni.

Genere Horror per ragazzi, ma godibilissimo anche per gli adulti.

Pagine 132

ebook Euro 3,99 – cartaceo 14,90

Di cosa parla?

Camilla, dodici anni, scrive storie di paura sul suo blog, HorrorCam. Un giorno riceve una strana e-mail da un indirizzo di posta sconosciuto, che riporta solo due parole: Villa Leuco. Camilla scopre che si tratta di una grande casa del Settecento immersa nella campagna a pochi chilometri dalla città in cui vive, e che è rimasta disabitata dal 1998, anno in cui morì la figlia dei proprietari. Insieme a suo fratello Filippo e ai suoi amici, Daniele ed Ella, Cam deciderà di andare a esplorare la casa e scoprire perché nessuno ci abbia più messo piede, sperando di ricavarne una nuova, incredibile storia per il suo blog. E se la casa fosse veramente infestata dallo spirito della bambina? Come se non bastasse, quando arrivano alla Villa, Cam si accorge che qualcuno li sta seguendo…

Il personaggio principale è Camilla (Cam), una dodicenne che ama spaventarsi leggendo storie horror. Crea un blog nel quale vuole riversare racconti che spaventino ogni lettore che la segua.

Ci sono altri tre personaggi secondari molto ben delineati, che accompagneranno la nostra Cam per tutto il romanzo: il fratello Filippo, Daniele un amico fedele e la sua migliore amica, Ella.

Come già scritto nella trama, Camilla riceverà una mail strana, in cui le viene suggerito il nome di una villa: Villa Leuco. La curiosità prenderà il sopravvento, costringendo Cam a fare tutte le ricerche su quella villa disabitata. Immaginate una ragazzina appassionata di storie horror, magari in cerca di spunti per scrivere le sue storie da pubblicare sul nuovo blog. La miccia si è accesa, le ricerche su quel luogo faranno accendere l’immaginazione della piccola Cam. Filippo verrà coinvolto, come anche gli altri due ragazzi.

L’autrice lavora molto bene sulle vicende antecedenti alla visita nella villa. Ci fa conoscere i quattro ragazzi, con pregi e difetti, con le tante sfaccettature dei personaggi. Riesce a instillare la giusta dose di curiosità e voglia di sapere cosa accadrà in quella villa.

Il piano viene studiato alla perfezione, fin nei più piccoli dettagli. E così anche il lettore accompagnerà i quattro ragazzi in quella tenuta abbandonata. Le descrizioni dei posti sono affascinanti. L’autrice riesce, attraverso descrizioni dettagliate, a farci vedere le stanze, le scalinate, tutti i luoghi impregnati di polvere e decadimento.

Camilla è il personaggio che preferisco, anche per come ragiona e per il background che l’autrice ha costruito. Mi ha ricordato le avventure che ho vissuto alla sua età, alla fantasia sfrenata quando andavo in cerca di avventure con il mio gruppo di amici. Ogni luogo ha le sue leggende, o posti abbandonati da visitare.

Tornando al romanzo, credo si possa dividere in due fasi: la ricerca e la visita alla villa, le varie scoperte che farà il gruppo di ragazzi subito dopo. Non posso e non voglio svelarvi oltre, anche perché vi toglierei il gusto della lettura.

Il finale del romanzo vi risulterà aperto, probabilmente perché ci sarà un seguito, almeno me lo auguro.

Consiglio questo romanzo a tutti gli appassionati di questo genere, grandi e più piccoli, perché merita davvero di essere letto.

Lindworm

L’ultimo libro letto e apprezzato è Lindworm, scritto da Alessandro Girola.

Lindworm

Alessandro Girola

Selfpublishing Amazon

59 pagine – Racconto lungo

Ebook 2,69 Euro – cartaceo 5,99 Euro

Trama

Norvegia settentrionale, agosto.
Un tour di turisti italiani si imbatte in una serie di paesi e di punti di ristoro abbandonati in tutta fretta. Non c’è più traccia di esseri umani da nessuna parte, nemmeno lungo la strada che porta a Capo Nord.
Dove sono finiti gli abitanti del posto? Perché i cellulari hanno improvvisamente perso il segnale? Quale minaccia incombe sul Nord-Norge?

Si tratta di una breve ma intensa storia, secondo me. L’autore ha trascorso le vacanze in Norvegia e ha preso spunto per scriverne un’intrigante narrazione. I personaggi sono ben caratterizzati, nonostante il racconto sia corto. L’ambientazione viene descritta benissimo.

Lindworm contiene una miscela di generi che vengono amalgamati perfettamente. La storia scorre senza annoiare, anzi, incuriosisce sempre il lettore.

Erica è una guida turistica, Samuel un blogger scrittore particolare. Ecco, questi sono i due personaggi che mi hanno affascinato di più.

Non posso svelare oltre la trama, perché credo che ogni lettore dovrebbe scoprire questa interessante storia.

Consigliata agli amanti del mistero, del soprannaturale e dell’avventura.

La cisterna

Oggi voglio parlarvi di una bella lettura che ho fatto di recente.

La cisterna, scritto da Nicola Lombardi.

Edito da Dunwich Edizioni.

204 pagine.

Ebook 3,99 Euro

Cartaceo 9,40 Euro

Trama:

Nuovo Ordine Morale. Una feroce dittatura militare. Un nuovo sistema carcerario estremo in cui le Cisterne rappresentano il terribile strumento per una radicale epurazione della società. Giovanni Corte, giovane pieno di speranze, conquista l’ambito ruolo di Custode della Cisterna 9, nella quale dovrà trascorrere un anno. E comincia così per lui un cammino – inesorabile, claustrofobico, allucinante – lungo gli oscuri sentieri dell’anima umana, verso il cuore buio di tutti gli orrori che albergano fuori e dentro ciascuno di noi.

Intanto ci troviamo in Italia, con il Nuovo Ordine Morale che gestisce e governa il nostro paese. Giovanni Corte è diventato il custode della cisterna numero 9. Il suo ambito incarico lo porterà per dodici lunghi mesi a vivere e gestire questa “straordinaria” struttura, totalmente isolato dal resto del mondo. Se amate immergervi in totale simbiosi con il personaggio principale, all’interno di un caleidoscopio suggestivo di paure, timori, ossessioni, speranze, beh, questo libro farà per voi. Lo stile lo definirei riflessivo, che va a marcare le mille sfaccettature del custode della Cisterna. Giovanni è un personaggio tridimensionale, con pregi e difetti. Mi è piaciuto molto. Si tratta di un romanzo potente, in grado catturare il lettore e trascinarlo nell’oblio e nell’orrore in cui versa il nostro paese in questa storia. Inoltre, volevo sottolineare la bravura dell’autore, nell’aver reso tangibili quelle sensazioni provate da tutti personaggi del romanzo. Il finale non è scontato affatto. Consigliatissimo.

Cosa leggere di Stephen King [Seconda Parte]

Oggi vorrei consigliarvi la lettura di un altro libro di Stephen King. Un romanzo che è riuscito a incollarmi alle sue pagine. Come succede spesso, King ha lavorato veramente bene sui personaggi.

La lunga marcia è uno di quei romanzi che all’epoca era uscito con lo pseudonimo di Richard Bachman.

Trama.

Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King poteva concepire.

All’inizio non ero sicuro che mi sarebbe piaciuto e, uno dei motivi, è la trama.
Una corsa lunghissima, cento partecipanti, televisioni e pubblico che seguono questo evento. Per farmi arrivare fino all’ultima pagina, ce ne avrebbe dovuto mettere di cose interessanti. Non mi sarei dovuto annoiare.
Garraty è il personaggio principale e, giuro, ho patito e sofferto con lui. King me lo ha fatto amare ma non subito. Leggendo, pagina dopo pagina, è riuscito a farmelo conoscere con tutte le sue sfaccettature. E questo è uno dei punti di forza. Tutto il contorno della gara è costellato da avvenimenti, pensieri, mentre il lettore legge e la gara al massacro prosegue inesorabile.

All’interno della storia non ci sono punti morti che annoiano. I flussi di coscienza di Garraty sono sempre funzionali e tengono incollati alla pagina. Inoltre King ci ha fatto notare quanto la società sia cinica, e interessata a programmi televisivi che riprendono questa corsa massacrante. Il romanzo non può essere classificato in un solo genere. Forse come distopico e thriller.
Una lettura da fare seduti sul divano: consigliatissima.

Cosa leggere di Stephen King [Prima parte]

Questo argomento, cosa leggere di Stephen King, mi è venuto in mente oggi, dopo aver letto il post di una lettrice che aveva dimestichezza con pochi romanzi scritti da questo favoloso autore.

Il re del brivido ha pubblicato decine e decine di storie: raccolte di racconti e romanzi. Per me ha toccato molti generi differenti fra loro, ecco perché può avere una moltitudine di nuovi lettori.

La foto principale indica una piccola lista di libri che potrebbe leggere un potenziale nuovo lettore. King ha scritto molti romanzi che potrebbero anche risultare ostici, ecco perché ne ho scelti pochi.

Iniziamo con il primo.

mde

The body

Quarta di copertina:

Alla fine dell’estate, Gordie e i suoi tre migliori amici, spinti dalla voglia di avventura, vanno alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo scomparso. Motivati dal desiderio – ognuno per una ragione diversa – di riscattarsi e diventare degli eroi, si mettono in cammino lungo i binari della ferrovia. Dovranno superare momenti di fatica, paura e mille ostacoli, fra cui anche quello di doversi scontrare con i bulli, e scopriranno che i mostri non si nascondono dentro gli armadi, ma nel cuore delle persone.

Questa storia non è inedita, ma è stata pubblicata nella raccolta Stagioni diverse. In questo caso per me è una lettura inedita e molto gratificante.

La narrazione è in prima persona e il punto di vista è di Gordon Lachance, uno dei ragazzini protagonisti di questa lunga e grande avventura. Un po’ mi ha ricordato l’impianto narrativo del romanzo It, forse proprio per come King ha scelto di raccontarci questa avventura.

La lettura è fluida e intrigante. Diviso in molti capitoli, mi ha spinto a leggere avidamente fino all’ultima pagina.

Di solito non mi sono mai soffermato su frasi o paragrafi durante le mie letture. Con questo libro ho fatto un’eccezione.

[…]“É proprio un bel momento” disse semplicemente Vern, e non intendeva dire solo il fatto di essere in un posto proibito, o di aver imbrogliato i nostri, o di andare a fare questa escursione lungo la ferrovia fin dentro Harlow; si riferiva sì a queste cose, ma ora mi pare che ci fosse dell’altro, e che tutti noi lo sapevamo. Tutto era lì e attorno a noi.
Sapevamo esattamente chi eravamo ed esattamente dove stavamo andando. Era magnifico.
[…]

King ci parla di molti argomenti: Amicizia, quella che a dodici anni vivi con spensieratezza e in cui credi con tutto te stesso. Crescita, anche se a quell’età non ti accorgi che già lo stai facendo. Fedeltà a un codice morale. Oppure l’eccitazione per un’avventura che potrebbe anche costarti la vita.

Inoltre c’è il viaggio indimenticabile verso una meta, la prospettiva di poter diventare quattro piccoli eroi. A dodici anni chi non ha fantasticato con la mente?

Veramente un bel libro.

Uomini, attacchi di panico e altre disgrazie

L’ultima lettura terminata è Uomini, attacchi di panico e altre disgrazie, un romanzo scritto da Angelica Romanin.

Ho letto la versione digitale.

Si tratta di Self Publishing e il romanzo viene venduto su Amazon.

227 pagine.

Genere romance – ironico.

La versione digitale costa 2,99 Euro, mentre quella cartacea 10,99 Euro.

Di cosa parla questo libro?

Ecco la quarta di copertina:

L’uomo che pensavi ti avrebbe amata per sempre, è scappato con un’altra.
Fino al giorno prima lo sopportavi a malapena, ma improvvisamente eccolo diventare il più desiderabile degli uomini.
Non importa se per colpa sua ti sei trasformata in una donna fragile e lamentosa, se per colpa sua sono anni che soffri di depressione e attacchi di panico. Importa solo che lui non ti lasci, che continui a distribuirti poche briciole di affetto in cambio di tutta la tua autostima e del rispetto per te stessa. Dopotutto chi desidera stare solo e ricominciare la lunga e faticosa ricerca dell’anima gemella tra brevi flirt e cocenti delusioni?
Fortunatamente, nonostante tutti i tuoi piagnistei, lui ti lascia lo stesso, e allora ecco che la depressione come per incanto scompare, nuovi amici compaiono all’orizzonte, e tu ti chiedi se forse non sia meglio essere single che male accompagnata…

Intanto devo premettere che non è il genere di libro che leggo volentieri, anche se a volte leggere una storia diversa non fa male. Nel mio caso è stata una scoperta davvero gradita.

Scritto in prima persona, con l’aggiunta di anni di pensieri scritti su un diario, l’autrice ci racconta una lunghissima fetta della sua vita. Però non mi sono mai annoiato durante la lettura, anzi. Mi è risultata una scrittura fresca, ponderata su ciò che le è accaduto anni fa. Scrivere aiuta, soprattutto quando si affrontano periodi cupi, come è successo in questo caso.

Per la maggior parte del romanzo, l’autrice ci racconta della sua vita assieme ad Alberto. Un periodo lungo quindici anni, in cui l’autrice vivrà periodi con attacchi di panico, paure e fobie, depressioni che la faranno stare molto male.

Ora, chi ha vissuto simili esperienze, potrà capire ancora di più gli stati d’animo raccontati fra queste pagine. Le tante sedute dagli psicologi, ogni rimedio pur di stare meglio e vivere sereni la propria vita.

L’autrice, con questo libro, ha racchiuso tantissime esperienze (anche dopo i molti anni vissuti assieme al suo primo amore) e ce li racconta in maniera diretta ma col sarcasmo. Una comicità genuina che ho apprezzato molto. Per me è stato come scoprire un’amica che, per stare un po’ meglio, mi ha raccontato parte della sua vita.

Leggendo questo romanzo, mi ha fatto capire (per l’ennesima volta) che quando si soffre, si metabolizza la sofferenza e si cresce un po’ di più. Sbagliare e commettere errori nella vita, rinforza il proprio stato d’animo e ci fa andare avanti più forti che in passato.

Consiglio questo libro? Assolutamente si, perché vi terrà compagnia per tutta la durata della lettura, una bella compagnia.

La rosa bianca

L’ultimo romanzo letto questa settimana è La Rosa Bianca, scritto da Barbara Poscolieri e Nicoletta Plotegher.

Si tratta di un romanzo di genere Fantasy e tratta di pirati.

Plesio Editore.

329 pagine, cartaceo.

14,50 Euro.

Ecco la quarta di copertina:

Da quando è morta Myrien le azioni di Kilian, capitano pirata, sembrano guidate dalla follia. Segue rotte misteriose e si lancia in avventure pericolose che mettono sempre più a rischio i suoi uomini, fino quando non perde la fiducia dell’equipaggio. L’ammutinamento segna la fine dei suoi giorni da capitano, ma forse la Rosa Bianca li ha già portati dove voleva: in un altro mondo, all’inizio di una nuova avventura per ricondurre a casa la sua amata.

Intanto si tratta di una storia scritta a quattro mani, ma a me è sembrato che fosse solo un’autrice a scriverlo, quindi sono riuscite ad amalgamare due stili in uno solo.

Come ho scritto prima, in questo romanzo si parla di pirati, di magia, amicizia e amore, mondi nuovi da scoprire insieme ai tanti personaggi che popolano queste pagine.

La struttura del romanzo segue due punti di vista differenti, che si alternano: Kilian, che ha scritto un diario narrando ciò che gli accadeva, e altri personaggi (l’equipaggio della Rosa Bianca). Il fatto di aver diviso così il romanzo, mi ha fatto apprezzare di più lo svolgimento della trama, soprattutto quando ci troviamo a vivere incontri e avventure molto interessanti.

L’inizio è molto avvincente, non appena avviene l’ammutinamento della ciurma del Capitano Kilian. La Rosa Bianca, un brigantino pirata simile a quelli che solcavano i mari nel nostro passato, viene descritto talmente bene, da sembrare di vivere in coperta fra sartie e vele, assieme all’equipaggio della nave. Ho notato che hanno studiato minuziosamente i termini marinareschi, rendendo le descrizioni più verosimili.

I nuovi posti, città, foreste e coste che andremo ad ammirare (ho scelto questo termine perché credo sia il più azzeccato), ci lasceranno a bocca aperta per l’originalità e per le tante descrizioni senza annoiare me, lettore incuriosito.

Inoltre leggerete un finale degno dei migliori libri di avventure che avrete letto in questo periodo, almeno a me ha dato molto, lasciando soddisfatto di aver viaggiato fra le pagine di questo bel romanzo.

Insomma, credo sia un romanzo che consiglio sia agli amanti del genere Fantasy, sia a coloro che cercano una storia intrigante da leggere sotto l’ombrellone, visto che siamo in agosto.

Buone letture a tutti.

Lovecraft’s Innsmouth

Oggi vi parlo di un romanzo che mi ha divertito tantissimo e mi ha appassionato allo stesso tempo.

Lovecraft

Lovecraft’s Innsmouth

di Claudio Vergnani

Edito da Dunwich Edizioni

395 pagine

Genere Horror

E’ acquistabile sia in formato digitale, sia in quello cartaceo.

https://www.amazon.it/Lovecrafts-Innsmouth-Romanzo-Claudio-Vergnani-ebook/dp/B016J7YQMA/ref=pd_cp_351_3?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=B7NDG3Q4T21H6XBFCQQZ

Ecco di cosa parla:

“… Ritroviamo i due personaggi come perplesse guardie del corpo di un professore – tal Franco Brandellini – in visita presso una specie di Disneyland lovecraftiana sulle coste del Massachusetts: una Innsmouth farlocca dove i turisti assistono a finti rituali e vagano sghembe comparse camuffate da uomini pesce. Possibile che sotto il velo della mascherata ci sia qualcosa di vero? O anche questo rientra nel gioco di specchi e di nebbia di una situazione continuamente cangiante, dove le certezze sembrano slittare come i piedi sull’umidore della costa?”

«A volte ci si muove in un territorio vago», disse il professore. «Pieno di nebbia. Una nebbia fitta, che rende ciechi, che assorbe ogni rumore e fa perdere l’orientamento. Ecco, a Innsmouth noi ci muoviamo in quella nebbia. Non sappiamo niente di ciò che vi si nasconde dentro. Intuiamo qualcosa. E quel qualcosa intuisce a sua volta la nostra presenza.» Prese la saliera e la posizionò a capotavola. «Questi siamo noi», spiegò. «Per trovare ciò che cerchiamo dobbiamo avanzare in quella foschia.» Spostò la saliera in avanti. Poi mise un bicchiere nel centro. «Questa è Innsmouth. Quella vera. È tutto ciò che noi possiamo vedere. Ma è anche ciò che gli altri possono vedere.» Posizionò il contenitore del pepe all’altro capo della tavola. «Ecco, questi sono… loro. Noi avanziamo in mezzo alla nebbia, verso Innsmouth. Ma naturalmente così facendo potremmo finire per segnalare la nostra posizione. Allora forse sarebbe più saggio rimanere fermi.» Riportò la saliera al punto di partenza. «Ma anche questa scelta non è priva di pericoli. Rimanendo fermi saremmo un bersaglio facile da inquadrare. E allora forse sarebbero loro ad attraversare quella nebbia per raggiungerci.»
Assistetti inquieto alla marcia del pepe verso di noi.
Scese il silenzio. La superficie del tavolo sembrava veramente svaporare in una caligine indistinta. Dovetti sbattere due o tre volte le palpebre per fugare quella sensazione.

Intanto il romanzo è scritto interamente in prima persona. All’inizio ci troviamo in Italia e Claudio è la voce narrante. Vergy, un uomo palestrato ed ex militare, gli propone un lavoro da guardia del corpo. Entrambi si propongono per accompagnare e proteggere un professore anziano che vuole visitare una località negli Stati Uniti. Un parco a tema, per l’esattezza.

Ora, ammetto di non aver mai letto nulla di questo autore, ma so che la coppia Vergy – Claudio è presente in altre storie. In questo romanzo l’autore riesce a dosare comicità, ironia e atmosfera in maniera impeccabile. Mi ha del tutto sorpreso e in maniera positiva.

Durante la narrazione mi sono imbattuto in molti colpi di scena, mai scontati. Anche gli altri personaggi che accompagneranno Brandellini e le sue guardie del corpo, non sono poco caratterizzati, al contrario. In questo romanzo troverete anche molta azione.

Buone letture a tutti.

“A un passo dalla vita”

A un passo dalla vita

Sul mio blog, di solito, potete leggere moltissime storie scritte nel tempo, alcune non terminate. A volte – e lo farò più spesso – vi parlerò di libri che mi sono piaciuti e che vi consiglio. Uno di questi è “A un passo dalla vita”. L’autore è Thomas Melis, edito da Lettere Animate Editore. Ecco la sinossi.
È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.
http://www.amazon.it/un-passo-dalla-vita-ebook/dp/B00OVK7DLE/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1430941651&sr=8-1&keywords=un+passo+dalla+vita
Sto parlando di un romanzo che è riuscito a catturarmi. Calisto, il personaggio principale, farà un cinico e spietato resoconto della sua vita. Parliamo di droghe pesanti e leggere, di spaccio, di gente che vive a Firenze nei giorni nostri. Il business, come lo chiameranno alcuni personaggi che lo circonderanno.
Scegliere la strada più facile, quella più diretta, per fare soldi è quasi alla portata di tutti. Mi sono trovato immerso in capitoli che mi spingevano a proseguire nella lettura, chiedendomi: che cosa farà Calisto?
Questa è una delle magie che ti regalano i romanzi che apprezzi, l’essere affascinato dalla storia, dagli intrighi costruiti ad arte dall’autore.
Non voglio raccontare troppo, voglio solo che siate voi lettori, o potenziali, a leggere le sue avventure e quelle dei personaggi che gli girano in torno.
Buona lettura a tutti.