Qualcosa su Io, Katy e Lupo (3° Parte)

Reazione a catena

Mark Collins era di turno in Sala Controllo, quella notte. Dopo le tre passate, l’ennesimo caffè bevuto, il tempo restante sarebbe dovuto trascorrere più velocemente. Osservava i monitor a parete scorrendo le facce di ogni singolo Dreamer: non sempre facevano Sogni Lucidi. Il meccanismo veniva ancora studiato da John Duly e dai suoi tecnici, senza aver ancora portato prove convincenti. Con le supposizioni non si andava da nessuna parte, a Mark servivano solo certezze.

L’assistente ai controlli si spostò con la sedia verso destra, quasi davanti agli ultimi video in fondo e fece un’espressione perplessa. “Diamo un’occhiata al 13 e al 18!” suggerì a Mark. Lui si mise alla tastiera e mise in primo piano i due video, controllandoli attentamente: non stavano facendo sogni tranquilli.

“Accendi i microfoni!” disse all’assistente. Dall’angolo basso spuntarono la testa e le orecchie di Lupo, poi udirono una sorta di ululato.

“Ingrandisci l’immagine.” disse Mark, portandosi più vicino allo schermo. Donovan si stava agitando, alcune spie lampeggiavano, gli alert rossi indicavano movimenti del corpo anormali e le micro telecamere fisse inquadrarono il movimento del corpo sotto le lenzuola: le mani si chiudevano a pugno, i muscoli delle braccia erano tesi.

“Sveglia Tom Loud e mandalo nella 13, subito!” disse Mark Collins. Dopo, la sua attenzione, si spostò sul video della camera 18.

C 130 - 2

Donovan Pierce e Lucy Carpet aspettavano insieme a Tom, a patto che fossero rimasti a due metri da lui. Per nessuna ragione al mondo si sarebbero dovuti allontanare, la vita dei Dreamer era la priorità per l’Agenzia e il lavoro sporco, se fosse stato possibile, l’avrebbe dovuto fare qualcun altro.

Tom indicò due sedie poste ai suoi fianchi e Donovan e Lucy ci si sedettero in silenzio. Intorno a loro, quattro tecnici finivano di allestire il Centro di Controllo testando le immagini a infrarosso provenienti dal perimetro.

Lupo e Katy erano lì, insieme a Donovan.

Tom Loud si fermò ad osservare i due Dreamer accanto a lui: “Possiamo dire con certezza che voi due, l’altra notte, vi siete trovati in un Sogno Incrociato. A volte succede.”. Donovan ripensò al sogno della banca, quando aveva incontrato Tom la prima volta, senza nominare quell’esperienza.

“Quando ci si trova in due nello stesso sogno, cosa vuol dire?” chiese il ragazzo. Lupo stava seduto vicino alla sedia, spesso alzava gli occhi per guardarlo e, Donovan, ricambiava accarezzandolo vicino alle orecchie. Lupo, per il momento, stava evitando di parlargli: non voleva distrarlo.

“Sappiamo ancora poco su questo argomento e stiamo stilando delle statistiche. Spero che presto ne usciranno delle conclusioni. Ma veniamo al nostro uomo…”, Tom aprì una cartella e sfogliò alcune pagine, fermandosi a leggere alcuni dati.

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