La pagina 69 di Any man

Any man

Ho letto in un altro blog che, per provare a vedere se un libro può piacere, alcuni tentano di leggere la pagina 69. Magari, se dovesse piacere, si procederebbe all’acquisto.

Questo è “Any man – Uomini semplici in storie fantastiche”.

E questa è la pagina 69.

* * *

“E’ stato facile!” disse Cyvin compiacendosi, “Un gioco da ragazzi!”.

“Troppo facile!” disse il Druido. “Duncan aveva messo solo due guardie alla prigione del bambino. Non mi convince molto.”. Il rumore dei loro passi veniva spazzato via dal vento che s’incanalava lungo la via. Ronzino seguiva Cyvin, era sempre legato alla lunga corda e si trascinava lento seguendoli.

Ora che siamo tutti, dovremo trovare Balger, immagino. Speriamo che possa aiutarmi, sono stanco di vagare senza conoscere la mia strada, il mio destino.

Prima che Cyvin potesse rispondergli, il Druido aveva esclamato: “Non so perché, ma sento che non siamo soli. E’ solo una sensazione la mia.”. Cyvin e Aireen si scambiarono un’occhiata senza commentare.

Non avevano ancora raggiunto il portale, quando Cyvin fu scaraventato contro il muro di un’abitazione. Il Druido era furioso con lui perché gli aveva tenuto nascosto la “presenza” di Nathan Derr.

A est un flebile bagliore illuminava un cielo strano. Le nubi sfilacciate correvano inseguite da altre dalle sfumature e tinte inquietanti. Un cielo cupo copriva Prodigit e miglia di deserto, invece, a qualche lega di distanza, uno strano vortice aveva preso a manifestarsi.

Aireen si era messa in mezzo tra Cyvin e il Druido, sperando che le cose non si aggravassero.

“Cosa aspettavi a dirmelo?” i suoi occhi lo scrutavano, Cyvin non riuscì a vederli, ma era proprio questo che lo metteva a disagio: non poter guardare gli occhi di chi aveva di fronte. Cyvin non cercò di difendersi, ma solo a contrattaccare.

“E tu cosa aspettavi a dirci di questo…” al cacciatore di taglie bastò indicare il cielo.

A quell’ora Prodigit non era una città popolosa, al contrario, però stava accadendo qualcosa. La gente uscendo di casa la mattina presto si fermava con il naso all’insù, catturata da quella luce che illuminava un’alba mai vista prima. Molti rientravano in casa, coinvolgendo altre persone, ancora addormentate, e poi uscire di nuovo solo per mostrare la loro scoperta.

Cyvin fece come gli altri, alzò lo sguardo verso il cielo, verso un sole che appariva malato attraverso le nubi che facevano da lente, modificandone forma e colori.

* * *

Adesso veniamo ad altre cose. “Angeli, Diavoli e Zombie” è terminato, almeno la prima stesura. Ho altri lavori in cantiere e molta voglia di scrivere. Vi terrò aggiornati.

Buon fine settimana.

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