“Un mafioso a quattro zampe”

08032011248

[A Max.]

Angeli e Diavoli, tutti a New York, a parte pochi che sono rimasti a scaldare caverne e nuvolette. Ma come non raccontare la piccola storia dell’unico essere vivente che non si è incarnato in nessun corpo?

Una creatura indifesa, simpatica, bellissima e… incazzatissima.

Nessuno ha capito di chi si parla?

Atipicoz aveva pensato a tutto, anche di recapitare quel povero cane a quattro brutti ceffi – picciotti – per l’esattezza. Quattro scagnozzi di Don Saryo, se vogliamo essere più precisi.

Quel cane era paziente, e aveva anche lui uno scopo in quella fottuta città. Ma andiamo con ordine, perché la storia non è semplice, ci sono molte cose in ballo: aspirazioni, vendette, una sfida, l’orgoglio di esseri che non mettono piede sulla terra da quanto tempo? Solo Lui lo può sapere!

Max attese che gli uomini del mafioso più rispettabile d’America discutessero animatamente su minchiate futili. E così avvenne. Si mise seduto a fissarli, mentre il primo pugno centrava la guancia del picciotto più piccolo: 1 metro e ottanta con un corpo da armadio a quattro ante! Uscì in strada mentre la prima sedia volava sulla schiena di un altro picciotto.

Mise le zampe sul marciapiede e corse via, finalmente libero.

Nel giro di dieci minuti superò due isolati, tre incroci a multipla percorrenza, due negozi per cani e si fermò davanti alla scalinata che conduceva a un commissariato. Si, avete capito di quale commissariato…

Attese l’arrivo di un furgone bianco, dal quale gli vennero affidati alcuni articoli sanitari.

Max (per prima cosa) entrò negli uffici: c’erano alcune donne affascinanti, poliziotti che sbavavano al solo vederle e la luce di uno stanzino spenta. Afferrò con la bocca la spina e la riattaccò. Miracolo! La Play Station si riaccese, Prince e Atipicoz ripresero in mano i pad, come mossi da movimenti meccanici.

Dopo soli due minuti, Max tornò trascinando un carrello con il seguente materiale: due flebo, due cateteri. Prince schiacciò pausa e si mise quegli arnesi e costrinse Atipicoz a fare altrettanto. Avrebbero giocato a calcio per settimane senza nessuna pausa…

Max corse fuori e salì sul furgone bianco, che aveva il motore acceso e lo aspettava.

Sapete chi c’era all’interno?

Maya1

Bassotto

Maya e Gigi guidavano il furgone, Max gli sedeva accanto.

Percorsero Williamsburg Bridge per intero, finché raggiunsero un negozio particolare: Schachner Fashions Lingerie. Maya stava al volante, Gigi lavorava sui pedali e Max indicava dove fermarsi.

Ah, non vi ho mai menzionato del nuovo navigatore satellitare Bau Bau? Per cani che non devono chiedere mai! Ecco, Max lo possiede. Come possiede una serie di carte di credito e le striscia lui!

Parcheggiarono il furgone a lato, lo sportello si aprì e Max trotterellò fino al negozio: acquistò cinque completi intimi per donna e li fece caricare dai dipendenti (sempre più stupiti!).

Maya fece inversione e tornò sull’altro lato della strada. Max aveva visto due negozi, uno si chiamava Bang, l’altro Bank. Decise di fermarsi a far compre.

Il trio canino uscì da Bang (negozio di armi) ed entrò nel retro del furgone. Uscirono dopo qualche minuto e, agganciati al collare, avevano due fucili Winchester carichi, un post – it con su scritto nella lingua umana: questa è una rapina. Versate il contante in questi due borsoni, oppure faremo una caninicina. E avevano con sé anche i due borsoni di cuoio.

Entrarono nell’altro negozio: Bank e ottennero subito l’attenzione che volevano. Gigi sparò due colpi (ha le zampe piccole e non ha avuto problemi!). Fu il direttore, dopo essersela fatta sotto, a portare gentilmente le borse all’interno del furgone. Il trio salutò il gentiluomo con un abbaio smorzato, salirono sul mezzo e se la diedero a gamb, ehm a zampe levate.

Portarono il malloppo a Don Saryo (nel garage con le casse di legno), salutarono scodinzolando e fuggirono verso la meta agoniata: un nuovo locale “Bau Drink”. Si misero seduti a un tavolo (senza sedie), ordinarono un latte e croccantini e presero un mazzo di carte. Giocarono a poker col morto fino a tarda sera.

Che dite, Don Saryo ha vinto la sfida?!? Per la cronaca, Don Saryo spedì al commissariato i cinque pacchi di lingerie femminile, per le quattro donzelle rimaste a fissare con gli occhi vitrei i due babbei attaccati alla Play Station.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...