“La sfida”

Angeli e Diavoli

All’interno delle grotte regnava la confusione totale, da girone dantesco. I Diavoli stavano scontrandosi tutti contro tutti, cercando di avere la meglio uno sull’altro. C’erano dei diverbi, come sempre, e la ragione veniva annientata dalla forza del sopruso, dalla violenza, dalla prevaricazione. I Diavoli vivevano in questo mondo da sempre, più o meno.

Un giorno, però, qualcosa cambiò. Successe quando qualcuno aveva osato ficcare il naso in affari che non gli riguardavano. Anche i Diavoli hanno una mente (perversa e cattiva, ma ce l’hanno!).

La SignoraNessuno tirò un urlo che si disperse in echi fra gli antri. Tutti si immobilizzarono come statue di sale: Saryo, con in braccio il suo cane e la pistola nell’altra mano, rimase interdetto. ByC mosse un labbro per la disapprovazione ed esclamò: “Che palle! Proprio ora che stava per scorrere il sangue a fiumi!”.

Morfeo ed Erinny si svegliarono. “Che cazzo succede?” chiesero in coro e gettarono i nani da giardino dentro la Fiamma Eterna.

Gli altri attesero.

“Non vi siete accorti che ci spiano?” chiese SignoraNessuno. Queen tirò su con il naso, accarezzando i capelli corti. Quanto avrebbe voluto scannare chiunque le avesse fatto quel lurido scherzo!

Carroll si avvicinò di soppiatto alla Signora: “Di chi cazzo parli?”, ByC sorrise in modo strano mentre, Morfeo ed Erinny, si guardavano non capendo.

“Di chi parlo? Possibile che non abbiate un minimo di fantasia? E se vi dicessi che i guardoni sono quelli del piano di sopra?”. La SignoraNessuno sorrise.

“Mhm” disse ByC, “mi è venuta voglia di carne di pollo! Soprattutto quattro paia di ali, le più tenere!” e rise sguaiatamente.

“Queen! So chi è stato.” fissò i capelli della diavolessa, “E so anche chi è stato a gettare le polpette al cane di Saryo.” continuò la Signora. Saryo posò il cane a terra, tolse il caricatore dalla pistola e ne inserì uno con sette proiettili. Un caricatore speciale!

Morfeo esordì con un colpo di tosse: “E come facciamo? Lui vede e sa tutto! Quale giustificazione hai in mente?”.

“Una prova, tanto per non farli annoiare. So che Prince ha superato il quintale e le nuvole fanno fatica a reggerlo. CosimoBernardo non fa altro che dormire sui prati. E gli altri, bhè, si stanno facendo pigri. E Lui non fa altro che dir loro di fare movimento: detesta vedere i suoi Angeli diventare rincoglioniti, peggio dei drogati.”.

Risero tutti, come pazzi.

“Allora, vogliamo spaccare il culo ai passerotti?” urlò la SignoraNessuno.

Un coro di “Si!” echeggiò nelle caverne.

Fra Angeli e Diavoli c’era un patto, un patto eterno. Lui l’aveva suggellato, a meno che non venisse rotto da un solo esponente di una delle due parti. Ogni fazione doveva vivere in perfetta armonia (un termine che i Diavoli non concepivano, ma fa lo stesso!) e non dovevano essere spiati da nessuno. Come Prince poteva far apparire uno schermo paradisiaco, così i Diavoli potevano captare un’interferenza, una spia fra loro.

Prince e SignoraNessuno furono ricevuti in udienza da Lui in “persona”, e venne deciso di indire una sfida fra i quattordici membri: sette Angeli e sette Diavoli. Nessuna ricompensa, ma l’eterno schiaffo morale in caso di vittoria, da ambo le parti. E se gli Angeli avessero perso? Un probabile esilio dal Regno Dei Cieli.

SignoraNessuno strinse la mano di Prince, ma un sinistro barlume provenne dal suo ghigno.

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