“Team Omega” (Ottava parte)

SOCC

In quel preciso istante.

Domenica 8 febbraio 2015 – S.O.C.C. (Sala Operativa Centro Comando).

L’hangar, in poche ore, venne trasformato in una sala strategica degna di questo nome. C’era un tavolo enorme al centro esatto, su cui poggiava una carta molto dettagliata di Roma. Questa si estendeva fino al Grande Raccordo Anulare, da cui iniziava l’esile confine di Quarantena. Vicino alle pareti c’erano decine di altre scrivanie, con schermi al plasma e potenti computer di ultima generazione. Il Colonnello John Stewart gestiva tutto questo assieme ai suoi assistenti.

Una porta a due battenti si aprì e fece ingresso un gruppo di uomini in divisa, alcuni portavano faldoni di documenti e carte arrotolate. Il Maggiore Rossi era il responsabile dell’U.I.R. (Ufficio Informazioni Riservate).

Era un uomo sulla sessantina e, nonostante il mondo vivesse sull’orlo dell’apocalisse, indossava una divisa impeccabile, pulita. Portava capelli corti e brizzolati.

Gli uomini del Colonnello si fermarono, mentre il Maggiore attraversava l’hangar a passo svelto.

“Le avevo chiesto di diramare l’ordine per la nuova operazione!” disse al Colonnello. Erano entrambi faccia a faccia, solo l’enorme tavolo posto al centro dell’edificio li divideva.

“L’Operazione Contenimento è quasi terminata, che ne dice di attendere un paio d’ore?” disse in tono pacato.

“Lei non è qui per suggerire ma per eseguire le direttive!”

Il colonnello sorrise: “Come pretende di vincere battaglie se sposta a casaccio le forze in campo? Ah, ho capito! Vuole far felice qualche fottuto graduato!”

“Ho qui con me mappe satellitari. Adesso lei ordina ai suoi di far spostare quegli uomini e iniziare l’Operazione Drago di Fuoco. Non ora, immediatamente!” disse il Maggiore.

“Non si azzardi mai più a darmi ordini, soprattutto davanti ai miei uomini!” ribatté il Colonnello.

Il Maggiore rise: “Lei non sa chi rappresento.”

“Per quel che mi riguarda, potrebbe rappresentare anche il presidente in persona. Sono un Colonnello, lei è un Maggiore e si metta sugli attenti per rispetto di gradi e anzianità. Questo è un ordine diretto!”

Il Maggiore gettò i due faldoni a terra, aveva le labbra serrate per la rabbia. Si mise sugli attenti e fece il saluto formale. Il colonnello rispose al saluto con un velato sorriso sulle labbra.

“Adesso contatterò le squadre Alpha e Omega e chiederò l’esito dell’operazione. Soltanto dopo diramerò le coordinate per la nuova operazione.” disse il Colonnello in tono pacato, come se nulla fosse successo.

I due uomini si fissarono per altri secondi, finché il colonnello parlò: “Adesso può andare, Maggiore!”

Il Maggiore uscì dall’hangar, seguito dai suoi assistenti. L’aria, all’interno dell’edificio, era quasi immobile, come lo erano tutti gli uomini del Colonnello. In quei momenti nessuno si era azzardato a muovere un muscolo. Una voce alla radio fece tornare tutti al presente, ricordando che c’era una guerra da combattere.

Centro Comando, qui Alpha 1. Operazione Contenimento terminata. Piazza San Pietro è sicura! Adesso possiamo accogliere gruppi di sopravvissuti e trasportarli oltre il perimetro di Quarantena, chiudo.

Il Colonnello sorrise. “Abbiamo il primo civile da evacuare: mandate un elicottero a prelevarlo!”

Apaches al tramonto

A Piazza San Pietro, pochi minuti dopo.

Uno sparo echeggiò nella piazza e il sergente Trevor Johnson tirò a sé l’otturatore: un bossolo da 12 mm cadde rimbalzando fra i sampietrini. “Bersaglio a terra!” disse.

“Sergente” affermò il Tenente Conti per radio, “se continua così, finirà tutti gli infetti in serata!”

Julie mugugnò, allungò le zampe anteriori sul marmo, poi si rimise a terra. Era uno dei suoi modi per attirare l’attenzione su di sé. Il sergente controllò ancora Via della Conciliazione: decine di cadaveri erano immobili. Sapeva che non si sarebbero più rialzati e che, forse, adesso avevano trovato una specie di pace eterna.

“Ore 12, elicottero in arrivo!” disse Elena Delzi. Rumori di eliche si avvicinavano e, pochi minuti dopo, un AH64 Apache apparve all’orizzonte. I portelloni laterali erano aperti e l’equipaggio iniziava l’operazione di recupero. Per radio, il pilota, diede gli ordini al Team Alpha su dove portare il civile per trasportarlo a bordo. Venne calata una scala di corda su cui il giornalista si arrampicò. Prima di salire a bordo, Cristiano Turri si era messo degli occhiali da sole, infine aveva salutato tutti con un gesto della mano. L’elicottero prese quota e scomparve alla visuale.

Julie 2

Appena trascorsi pochi minuti di silenzio, una voce ruppe il silenzio radio. Il Centro Comando chiedeva di parlare con i comandanti dei Team Alpha e Omega.

Messaggio prioritario – disse il Colonnello Stewart – nuove direttive per Team Alpha.

“In attesa!” rispose il Tenente.

Presidiare la piazza e difendere da possibili attacchi. Ci fu rumore di statica, poi udirono di nuovo la stessa voce: Team Omega si sposta su nuove coordinate gps. Sincronizzazione con Visore Interattivo. Due satelliti operativi agganciati su griglia. Ordini d’ingaggio: sparare solo se necessario. Al Punto Alpha – Bravo congiungersi con Team Bravo e Delta. La nuova Operazione ha inizio immediato e, nome in codice, sarà Operazione Drago di Fuoco. Confermate ricezione nuove direttive?

Trevor si alzò in ginocchio, accarezzò Julie sulla testa e le sorrise: “Confermo ricezione nuove direttive! Qual è il bersaglio?”

Bersagli multipli. Priorità primo obiettivo: catturare soggetto di nome Diego Vorra, possibilmente vivo. Catturare o eliminare cellule Isis. Controllare eventuale documentazione. Distruggere edificio – obiettivo. Supporto aereo: elicotteri di attacco Apaches. Il colonnello si schiarì la voce. Adesso parlo a titolo personale, ragazzi. Non credo nel destino, ma nelle scelte dei singoli individui. Oggi abbiamo squadre che, nel 2011, non sono riuscite a gestire una situazione più grande di loro. Oggi, mentre la razza umana è in declino, c’è la possibilità di rimettere tutto in ordine. Mi auspico che facciate le scelte giuste! Inoltre ricordate: per affrontare gli infetti servono sangue freddo, astuzia, velocità e tattica. Che Dio vi protegga. Chiudo.

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