“Team Omega” (Settima parte)

Elicottero da trasposrto

La peste del ventunesimo secolo, ecco come l’hanno chiamata nel 2011. I servizi segreti vaticani e Squadre Tattiche sono riusciti a contenerlo per miracolo. Sono morte decine di persone, però l’hanno fermato in tempo.” continuò il giornalista.

Trevor guardò attraverso l’ottica del fucile, vide una donna sul marciapiede e ne osservò i movimenti: barcollava però si dirigeva verso la piazza. Ripensò alle parole del giornalista mentre tratteneva il respiro e premette il grilletto. Il proiettile ci mise due secondi a raggiungere il bersaglio e penetrare l’occhio sinistro. L’infetta cadde giù come un birillo. “Bersaglio neutralizzato!” disse alla radio.

L’operazione Contenimento proseguiva senza sosta. Gli elicotteri da trasporto mettevano giù cemento e lastre trasparenti, gli uomini a terra li rendevano stabili. Il Team Omega vegliava dall’alto e li proteggeva dalla lunga distanza. Si trattava di un lavoro che doveva essere ultimato il prima possibile.

“Lo sa sergente che quel giorno venne dato per la prima volta il Codice Rosso?”

“Non ne so nulla di questa storia.” rispose Trevor.

“Eppure le dovrebbe interessare, perché oggi vive in questo mondo a causa di avvenimenti e persone responsabili di questa catastrofe.”

Il sergente si girò di nuovo e lo fissò negli occhi.

“Ho una sola fonte, che poi è la stessa che ha provocato l’incidente nel 2011 e anche questa nel dicembre 2014!”

Trevor si tolse microfono e auricolari e chiese: “Conosce di persona questa fonte?”

“Certo, ecco perché hanno tentato di uccidermi parecchie volte. Si chiama Diego Vorra!”

“Il nome non mi dice niente.” disse il sergente.

“Non dirà nulla a lei ma lo chieda a qualche suo superiore e vedrà cosa ne pensa.”

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Trevor diede due carezze a Julie, dopo si concentrò a perlustrare le zone vicine alla piazza. Non c’erano infetti da abbattere e tutto sembrava andare meglio del previsto. Gli elicotteri d’attacco avevano fatto una pulizia eccellente. Si rimise microfono e auricolari.

“Il 7 dicembre 2014 io ero in piazza per incontrare quel tipo. Voleva che scrivessi un articolo su quello che stava per compiere: il più grande genocidio fatto dall’uomo.”

Trevor non si girò verso il suo interlocutore, qualsiasi minaccia poteva apparire in qualunque momento: “Continui pure, la ascolto.” disse inquadrando il primo incrocio con Via della Conciliazione. Vide un altro infetto, un anziano che aveva voltato l’angolo attirato dai rumori degli elicotteri. Fece partire un colpo e lo vide accasciarsi sul cofano di una macchina abbandonata.

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“Non ci siamo incontrati di persona, credo che avesse paura di essere scoperto. Così ha cambiato strategia: ha contattato l’equipaggio dell’elicottero privato e li ha pagati per aspettare. Ha versato una fialetta intera di quel virus all’interno della cabina di comando. Il resto lo ha visto con i suoi occhi.”

Rimasero un po’ in silenzio, mentre in Piazza San Pietro avevano quasi finito l’Operazione di Contenimento.

“Conosco anche chi ha fornito il virus a Vorra.”

“Lei è una minaccia per quei balordi. Immagino la vorranno morta, oppure infetto di quel dannato virus.”

“Se n’è accorto anche lei?” chiese il giornalista.

“Chi erano quei tizi che erano sulle sue tracce?”

“Cellule dell’Isis. Mercenari che sguazzano felici in un mondo come questo. L’importante è che vengano pagati per quello che valgono e per quello che fanno.”

“Visto che mi vuole raccontare tutto, chi ha dato a Vorra quella fiala?” chiese Trevor controllando i proiettili nel caricatore.

“Vedo che l’ho incuriosita, bene, perché il suo paese, gli Stati Uniti d’America, hanno contribuito a quello che stiamo vivendo.”

“Non ci credo!” disse Trevor.

“Non ufficialmente, però in un magazzino chiamato The Last Warehouse venivano nascoste fiale contenenti quel virus. Anche lì è scoppiato un focolaio dell’epidemia: la stampa non dice nulla a riguardo.” Il giornalista si zittì mentre in piazza veniva calato l’ultimo tratto di muro di contenimento. Il Team Alpha stava lavorando senza sosta e, presto, sarebbero risaliti sopra al tetto del colonnato.

“Va bene, alcuni coreani avevano affittato un box e, in questi mesi, stoccavano casse contenenti fiale con questo virus.” Prima che il sergente gli facesse un’altra domanda, lui si affrettò a terminare: “Parlo della Corea del Nord, naturalmente.”

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