“Team Omega” (Sesta parte)

littlebird

Avevano pochi secondi per trovare riparo: il Team Alpha si gettò a terra. Il giornalista, appena ripresosi dallo spavento, si mise vicino Philip.

“Alpha 3, proteggi il civile! Non deve cadere nelle loro mani e non deve morire!” disse il Tenente.

“Può scommetterci quello che vuole, Signore!”

Il capo Team si portò il microfono vicino alla bocca: “Sergente Trevor, grazie per l’aiuto. Quanti bersagli vede?”

Trevor, che non aveva smesso di osservare le colonne dalla parte opposta, rispose: “Altri tre bersagli armati di kalashnikov e lanciarazzi.” Scarrellò di nuovo ed inquadrò un altro bersaglio. Siamo arrivati da appena un giorno e abbiamo già un comitato di accoglienza, pensò.

“Alpha 4, ripristina il contatto con il comando e chiedi subito supporto!” Il Tenente, assieme alla donna, strisciarono fino alla fine del tetto del colonnato.

“Se attirate l’attenzione su di voi, posso abbatterli uno alla volta!” disse il sergente Trevor. Via della Conciliazione iniziò a diventare affollata. Una, due, poi decine di sagome si muovevano lentamente verso le fonti di rumore. Uscivano dagli incroci, dalle vetrine sfondate, come un esercito silenzioso e inarrestabile.

“Abbiamo compagnia.” costatò il Tenente.

xm25

Trevor ebbe un’idea: rovistò nella sacca delle armi e tirò fuori il suo XM25, un lancia granate che aveva in dotazione. Si girò a guardare Julie e le diede l’ordine di rimanere a terra. “So che le esplosioni t’innervosiscono, ma devi fare come ti dico!”. Il cane guaì e mise il muso fra le zampe. Sapeva che doveva attendere.

Caricò la granata nell’alloggio e alzò la mira verso i bersagli.

“Sergente, non li eliminerà mai con le granate: hanno troppi ripari!”

“Mi lasci fare, Tenente, so quello che faccio!”

Gli infetti si avvicinavano alla piazza, alcuni barcollavano e tentavano di intercettare la fonte del rumore. Sembravano confusi. Allo scoppio della prima granata, si voltarono tutti a sinistra e s’incamminarono verso il fumo denso e i detriti che rotolavano in terra. Il piano del sergente stava dando i suoi frutti, così lanciò altre granate e le urla dei vivi ne attirarono degli altri. Gli infetti oltrepassarono le ringhiere inciampando su di esse per poi rialzarsi. Gli spari dei Kalashnikov ne attiravano degli altri.

“Comando! Siamo sotto attacco!” urlò Alpha 4 per sovrastare il rumore degli spari.

Quanti infetti?

“Non si tratta di infetti, ma un gruppo ostile – quattro unità per adesso – armati di armi leggere e RPG. Arrivo stimato per supporto aereo?”

Dieci minuti, approssimativo.

“Roger!”

Ci furono rumori di statica, poi la voce del Colonnello: Devo sapere l’etnia dell’unità!

“Europea, chiudo!” rispose Alpha 4.

I colpi di mitra diminuirono e Trevor lasciò che gli infetti cancellassero la minaccia. Un gruppo di dieci bloccò a terra l’ultima vittima e, mentre la divoravano, un’ultima sventagliata di proiettili scalfì una colonna.

Dei rumori di elicottero si avvicinavano rimbalzando nelle vie del centro di Roma. All’orizzonte apparvero due Littlebird e quattro Chinhook. I velivoli più grandi avevano delle funi di acciaio a cui erano appesi pannelli di plexiglas e basamenti di cemento. Oscillavano a causa del vento.

Una voce per radio disse: Cinque passaggi di rastrellamento. Rimanete al sicuro!

Trevor e Julie erano sempre sull’angolo esterno, quello più vicino a Via della Conciliazione, e potevano vedere bene. Due Littlebird si abbassarono a un metro da terra e, in volo stabile, spararono con mitra automatici M230 da 30 mm. Il rumore era assordante, polvere e detriti si spargevano ovunque. Gli infetti venivano falciati come bambole di pezza. I piccoli elicotteri si alternavano una volta finiti i proiettili.

Julie 4

Julie li osservava, orecchie basse, mentre provocavano quei rumori assordanti. Sapeva che non gli avrebbero fatto nulla, li aveva già visti in azione molte altre volte. Sentì una mano posarsi sul suo fianco: Trevor l’accarezzava per farla sentire meno irrequieta.

Gli elicotteri d’attacco terminarono l’operazione di ripulitura e nuovi ordini giunsero dal comando.

Confermate Piazza San Pietro come zona potenzialmente sicura?

“Conferma visiva!” disse il Tenente Alfredo Conti.

Roger! Team Omega in copertura dall’alto. Il superstite deve raggiungere la sua posizione e rimanere al sicuro. Team Alpha si disimpegna per ancoraggio mura di contenimento!

“Confermo nuovi ordini ricevuti! Chiudo!” disse il Tenente.

Il giornalista Cristiano Turri si spostò lungo il tetto del colonnato e raggiunse il sergente Trevor e Julie. “A quanto pare vi devo fare compagnia” gli disse mettendosi seduto vicino a loro.

Trevor si tolse la coperta mimetica e riprese il fucile di precisione: lo sistemò sul treppiede e cambiò un altro caricatore. “Se non parla gliene sarò grato.” rispose secco Trevor.

Il giornalista prese una giacca pesante dalla borsa di Trevor: “Non si offende se me la metto? Fa un freddo cane oggi.” Julie si girò a fissarlo, poi tornò ad osservare la piazza. Il Team Alpha si stava calando con delle corde. Trasportavano armi e una cassetta con degli attrezzi. Li vide correre vicino all’obelisco, saltando corpi dei cadaveri che giacevano lì da ore.

Quattro Chinhook, gli elicotteri più grandi, scendevano lentamente per posare a terra basamenti di cemento e lastre di plexiglass. I quattro membri dell’Alpha si divisero in due squadre e cominciarono l’ancoraggio del muro di contenimento.

“Lo sa che a tre isolati da qui, il 21 maggio 2011, ci fu un versamento di un virus all’interno dell’Università Cattolica?” disse il giornalista.

Trevor sentì tutto, nonostante il rumore degli elicotteri.

“Parlo di un virus aerobico, probabilmente lo stesso con cui oggi possiamo vederne le conseguenze.”

Trevor si girò: “Come diavolo fa a saperlo?”

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...