“Team Omega” (Quinta parte)

Julie 2

Elena Delzi diede un colpo sul braccio di Trevor e, senza dire una parola, gli passò la balestra con i dardi: “Meglio non aizzare un vespaio, soprattutto di notte!”. Le voci erano basse, quasi bisbigli.

Trevor la ringraziò con un sorriso. Appoggiò di lato l’arma e afferrò la balestra. La caricò alloggiando un dardo e puntando l’arma sulla sagoma più vicina.

L’uomo si muoveva adagio, spalle alla parete dell’edificio. Mancavano pochi metri allo spiazzo antistante Piazza San Pietro e, superato l’angolo, non sapeva cosa avrebbe potuto trovare.

Elena sgranò gli occhi e trattenne il respiro, Trevor fu veloce a capire dove e cosa avesse visto. Si girò di poco a sinistra e schiacciò il grilletto: la freccia sibilò nell’aria. Uno schiocco sordo, poi ci fu un tonfo e il corpo cadde a terra. Tutto accadde quando il tizio stava per correre oltre l’angolo del palazzo. Forse aveva anche visto cadere il cadavere ma non si fermò, piuttosto corse chino verso la Basilica sperando di non far troppo rumore. Saltò la ringhiera in modo scomposto e cadde a terra.

Io, Katy e Lupo 2

Trevor e Alpha 2 gli furono addosso, con i guanti gli tapparono la bocca e lo immobilizzarono a terra. L’uomo era cosciente ma stordito per la caduta, non sapevano se avesse battuto la testa. Non doveva urlare per nessun motivo al mondo, non potevano permetterselo.

Attesero che il dolore si placasse, senza levargli i guanti dalla bocca e facendolo respirare dal naso. Passarono minuti in quella posizione, poi l’uomo fece segno con la testa che potevano lasciarlo libero. Eseguirono con cautela: prima gli lasciarono libere le mani e le gambe, infine la bocca. Respirava ancora velocemente.

L’uomo si leccò le labbra: “Avete dell’acqua?” disse piano.

Trevor gli passò la borraccia e lo fece bere.

“Mi chiamo Turri, Cristiano Turri. Ero un giornalista.”

“Caspita” disse Elena, “sei riuscito a sopravvivere per due mesi da solo?”

Trevor corrugò la fronte, quel nome non gli era nuovo. Guardandolo meglio gli sembrava anche di averlo già visto. Ma dove? Quando? Cercò di fare mente locale, poi ricordò.

“Due mesi fa eri su questa piazza?” chiese Trevor.

Lui fece si con la testa.

“Era la tua voce quella alla radio quando l’elicottero è precipitato?”

“Proprio la mia!” disse, “E per due mesi mi hanno dato la caccia perché avevo scoperto dettagli sull’incidente.”

Elena afferrò l’uomo per il colletto: “Cos’hai detto?”

“So di chi è la colpa per tutto questo casino.” disse alzandosi a sedere.

All’alba.

“Comando, mi sentite?”.

Rumore di statica, fruscio.

Avanti Alpha! rispose una voce.

“Devo parlare con il Colonnello Stewart, è urgente!”

Niente nomi, soldato! Comunque ci sta parlando ora: deve farmi rapporto Tenente?

Alpha 1 si bagnò le labbra, poi guardò i compagni vicino a lui. “Posso parlare tranquillamente, Signore?”

E’ una frequenza sicura, non ci ascolterà nessuno Tenente!

“Abbiamo qui con noi un superstite, si chiama Cristiano Turri. Il cognome le dice qualcosa?”

Per alcuni minuti non ci fu risposta. Il Team Alpha era tutto intorno al tenente, in attesa. Il Team Omega, invece, era appostato all’angolo opposto. Il sole stava sorgendo e la temperatura era rigida, quasi due gradi sopra lo zero. Il sergente Trevor Johnson e Julie erano sdraiati a terra e controllavano i movimenti dei pochi infetti visibili.

Julie annusò l’aria, un odore diverso doveva aver attirato la sua attenzione. Guaì un paio di volte, infine emise un ringhio sommesso. Trevor capì che c’era qualcosa che non andava.

m107a1

Senza mettere in allarme gli altri, prese il fucile M107A1 e caricò il colpo in canna. Mise l’occhio nel mirino telescopico e cominciò a perlustrare le colonne che cingevano la parte opposta della piazza. Con movimenti lenti afferrò un telo bianco e se lo mise addosso, indossò un elmetto ricoperto dello stesso colore del telo. Doveva diventare come il marmo su cui giaceva. Regolò il respiro, mentre una scarica di adrenalina gli faceva aumentare il battito cardiaco. Individuò diversi bersagli e non erano infetti. Ancora non avevano notato la sua presenza.

Il Team Alpha era allo scoperto e minacciato da possibili attacchi degli ostili. Inoltre, il giornalista, sedeva vicino a loro.

Trevor indossò microfono e auricolari: “Non fate mosse azzardate, avete un RPG puntato contro!”

“Cosa?” chiese il tenente.

“Proteggete il civile, copritelo!”

Uno sparo partì dal fucile di precisione, Trevor vide il cranio muoversi all’indietro. Una chiazza rosso scuro macchiò una colonna.

“Bersaglio a terra!”

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