“Questi mobili, che magia!” 1° Parte

SAMSUNG

 

Il colloquio era finito e Charles uscì dalla piccola e angusta unità abitativa (un container ammobiliato) chiudendosi il giubbotto. Faceva un freddo cane quel sabato 22 dicembre 2012 e tirava una fastidiosa tramontana.

Charles era al settimo cielo: non gli avevano detto la classica frase le faremo sapere, nossignore, si erano limitati a fargli firmare un contratto a tempo determinato. Avevano urgente bisogno di personale specializzato, anche se non gli avevano chiesto alcuna referenza. La cosa gli parve un po’ strana, ma durò solo pochi minuti perché da domenica avrebbe ricominciato a lavorare. E Dio solo sa quanto ne aveva bisogno!

Ehi, a te com’è andato il colloquio?”.

Charles si era bloccato davanti alla sua auto con lo sportello già aperto, ma sapeva di chi fosse quella voce.

Scommetto che ti hanno già assunto e che attaccherai domenica notte, vero?”.

Charles si girò verso Alex Rex, che a quanto pareva sarebbe stato un nuovo collega da domenica notte. Gli sorrise: “Già, mi hanno assunto e comincerò domenica notte!”.

Allora lavoreremo insieme” gli confermò con un gran sorriso stampato sulle labbra, “non ti sembra la fine del mondo?”.

Charles rise per la sua frase: “La fine del mondo? Quella doveva arrivare il 21 dicembre, cioè ieri. E oggi abbiamo trovato un nuovo impiego, anche se tutte quelle regole che sono scritte nel magazzino…mah, non so che pensare.”.

Alex gli mise le mani sulle spalle e lo scosse appena: “Devi ancora cominciare il primo turno di lavoro e già ti sommergi di pippe mentali? Poi, quelle regole, sembrano nate per essere infrante, credimi.”. Si sistemò gli occhiali da vista con un gesto eloquente e lo salutò con una vigorosa stretta di mani.

Ci vediamo domani sera, allora!” lo salutò Alex.

Domenica 23 dicembre 2012 – ore 20:00.

Due macchine entrarono nell’ampio piazzale del magazzino e si fermarono ai parcheggi. Gli sportelli si chiusero all’unisono, Charles e Alex si salutarono come fossero amici di vecchia data.

Allora, collega, sei pronto per questo nuovo lavoro?”. Era buio, ma in cielo c’era una confortante luce generata dalla luna. Il perimetro dell’immenso magazzino era illuminato da lampade allo iodio, poste agli angoli dell’edificio che si stagliava alto. Faceva freddo quella notte.

Sono nato pronto!” rispose Charles.

Varcarono l’ingresso già in abiti da lavoro, con addosso un giubbotto giallo fosforescente ma caldo come un piumino invernale. Indossavano guanti e cappelli di lana. Alex portava sempre gli occhiali da vista (Charles sospettava che fosse cieco come una talpa, ma non era mai entrato in argomento!).

L’oscurità regnava su tutto, come il silenzio era quasi opprimente.

Ma hanno pagato le bollette della luce, oppure lavoreremo con le torce elettriche?” risero entrambi.

Abbi fede!” disse subito dopo Alex, “E rimarrai stupito da quello che ti circonderà!”.

Oh, cominciamo subito con frasi da profeta, eh?”.

Attesero tre secondi e udirono un ronzio generato ovunque, come se un gigantesco sciame di vespe volasse ovunque. E la luce quasi li accecò.

Rimasero interdetti per la grandezza del magazzino, per le corsie che si perdevano a vista d’occhio. Alla loro destra c’era un grande ufficio costruito all’interno dell’androne principale, anch’esso inondato di luce quasi accecante.

Il turno di notte è qualcosa di inquietante.” disse Charles, osservandosi intorno.

Temo che ci farai l’abitudine.” gli rispose Alex.

Il soffitto era alto una decina di metri, il pavimento fatto di cemento liscio.

Cosa sono quei cosi?” chiese Charles, indicando dei congegni fissati alle pareti.

Telecamere a circuito chiuso e sensori di movimento.”.

Charles notò dei cartelli fissati alle enormi pareti che si susseguivano: impossibile non notarli.

Ogni impiegato si accerti di aver timbrato il badge elettronico prima di iniziare il turno, altrimenti non potrà cominciare a lavorare! Ogni regola era scritta in rosso, appesa alle lunghissime pareti che sembravano non terminare mai. A Charles gli ricordava il colore del sangue e gli s’insinuò una strana inquietudine.

La tecnologia è al servizio dell’uomo!

Questa è strana, davvero! Ma chi l’ha pensata, Asimov in persona?!?”.

Alex rise, seguito da Charles pochi istanti dopo. Solo che Charles aveva parlato seriamente, non gli era venuto in mente di fare una battuta.

Dai, andiamo a passare il badge nella fessura elettronica!” suggerì Alex e rise sguaiatamente. L’eco si disperse nei meandri del magazzino, ricordando loro che erano soli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...