“Codice Rosso” 3° Parte

 

“Cristo, Capo, che cosa sono quelle cose?”, la voce risuonò negli auricolari del Capo Team Alpha, come una domanda di chi non voleva credere a quello che vedeva. Eppure, nell’orrore agghiacciante, tutti vedevano un’orda di cose che ora poco aveva di umano: giusto le sembianze.

“Tu pensa a sterminarle tutte, quelle cose, cazzo!”.

“Aprite il fuoco, non lasciatele passare!” gridò qualcun altro.

Angelo Comi non riuscì a capire chi avesse parlato, ma poco importava. Una pioggia di bossoli cadde sui sampietrini della piazza e un rumore assordante di spari echeggiò fra le pareti dell’università cattolica. Poi ci furono diverse detonazioni: granate a frammentazione.

I primi ad essere annientati furono i mostri più vicini alla linea di fuoco, che caddero in terra come sacchi di spazzatura. Gli altri, quelli più lenti, inciamparono sui cadaveri in maniera goffa, senza cercare di ripararsi dall’urto della caduta e vennero raggiunti da altri proiettili.

Cessarono il fuoco e calò un silenzio che quasi stordiva le orecchie di tutti. Poi, il capo del primo Team, si ritrovò a pensare a quella dannata fiala e ad una frase che diceva sempre suo padre: “E’ sempre stato così: tutto comincia dalle cose più semplici e piccole!”.

Sorrise all’interno del passamontagna e della maschera facciale, quanto gli sembrava azzeccata questa specie di proverbio.

Gli uomini del Team Alpha erano tutti vicino al loro capo e stavano osservando lo spettacolo raccapricciante: decine di corpi inermi che giacevano a terra, braccia e gambe macchiati di sangue, cadaveri che non si sarebbero dovuti rianimare, eppure proprio questo processo da narrativa e film horror giaceva sotto i loro increduli occhi.

“Sembra che sia tutto finito!” osservò David Dinolfi. Imbracciò di nuovo l’arma e controllò il caricatore, infine se la portò sulla spalla come se il lavoro in quel posto fosse terminato.

“Anche se quei mostri fossero finiti, abbiamo un sacco di lavoro da fare!” disse Roberto Calvi, Alpha 4. Si guardò intorno esaminando il cadavere di una bambina che avrà avuto dieci anni e, d’istinto, si tolse la maschera anti gas ma si lasciò elmetto e passamontagna.

“Soldato!” disse Angelo Comi, “Rimettiti subito la maschera, è un ordine diretto!” ma finì la frase osservandolo avanzare verso il cadavere più piccolo. Sembrava non lo stesse ascoltando, forse perché non aveva più gli auricolari alle orecchie.

Intanto, i Team Bravo, Charlie e Delta si disposero secondo gli ordini del Protocollo Codice Rosso. Alcuni soldati si dotarono di piccoli serbatoi e spingarde, e presto avrebbero bonificato l’intera zona. La strada che conduceva alla piazza venne chiusa centinaia di metri prima, transennata e costantemente controllata. Nessuno poteva entrare, né uscire fino a nuove disposizioni.

Il capo Team Alpha si affiancò al collega, che stava in ginocchio davanti al piccolo corpo crivellato di colpi. Percepì la sua presenza e disse: “Come diavolo si fa ad uccidere una bambina!”.

Angelo Comi non riuscì a capire se stesse piangendo, ma il tono della sua voce fu flebile, quasi lo avesse detto sottovoce. I suoi anfibi si fermarono nei pressi di un rivolo di sangue, evitò di venirne a contatto: “Era già morta quando le abbiamo sparato.” e gli mise una mano sulla spalla come a dargli coraggio. “Adesso vieni, che dobbiamo terminare il lavoro!”.

L’università venne chiusa e bonificata. I resti della fiala furono prelevati e sigillati all’interno di un contenitore. I responsabili dell’Agenzia avrebbero deciso in seguito se distruggere le prove di quell’Incidente, oppure studiarne la composizione chimica e batteriologica. Comunque nessuno ne sarebbe dovuto venire a conoscenza.

La città di Roma, dopo alcune ore di panico, tornò a vivere la vita di sempre. Sarebbero nate alcune leggende metropolitane, questo era certo, anche se la storia degli Zombie avrebbe fatto ridere chiunque. Qualcuno si sarebbe spacciato per testimone oculare, ma nessuno gli avrebbe creduto: era stata una fuga di gas a provocare quell’inferno e a danneggiare sia la piazza che l’università e la causa del decesso di decine di persone innocenti.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...